Visualizzazione post con etichetta giornatadellamemoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giornatadellamemoria. Mostra tutti i post

venerdì 22 gennaio 2021

PORTICO D'OTTAVIA 13 - ANNA FOA

Dopo essersi trasferita in uno degli appartamenti dell'antica palazzina di via Portico d'Ottavia 13, la storica Anna Foa decide di indagare la storia dell'edificio che, nel ottobre del 1943, ospitava esclusivamente famiglie ebree. Da qui prende il via la tragica cronaca dei destini di tante persone che, dopo il rastrellamento del 16 ottobre, morirono per la maggior parte tra i campi di concentramento e le Fosse Ardeatine. 

La Foa fa i nomi di tutti i protagonisti, puoi immaginarli nelle loro case impegnati a far fuggire gli uomini non appena si accorgono dell'irruzione nazista. Vengono trovati tutti in casa, è sabato e per gli ebrei è giorno di riposo.

Sono tante le rivelazioni che emergono: il senso di parziale sicurezza dopo la consegna dell'oro ai nazisti avvenuta a settembre, l'impossibilità per i più poveri di fuggire e nascondersi, i delatori ebrei che vendono i loro correligionari per accaparrarsi le taglie (5000 lire gli uomini, 2000 lire le donne, 1000 lire i bambini). È un racconto straziante la cui memoria permea le pareti, i cortili, il portico dell'antica palazzina diventata teatro di un'immane tragedia. Più di tutto, a lasciare l'amaro in bocca, e l'assenza di quella giustizia che può consentire la ricostruzione. Sì, perché l'Italia, le vittime italiane e i pochi sopravvissuti non hanno mai avuto la loro Norimberga.
Un libro molto bello e coinvolgente che consiglio a tutti per ricordare e acquisire la consapevolezza di come anche l'Italia si sia macchina di una delle più grandi atrocità del '900.


Stefania

Per la  READING CHALLENGE 2021 di TuttoPerTutti questo libro può rientrare nelle categorie: 19 - 43 - 50 o +1

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

venerdì 25 gennaio 2019

DIARIO 1941 - 1943 - ETTY HILLESUM

Ogni anno in concomitanza con la giornata della memoria propongo delle letture a tema.
L'anno scorso ho rispolverato il classico "Il diario di Anne Frank", e quest'anno propongo un altro diario, quello di Etty Hillesum, giovane donna olandese scomparsa ad Auschwitz.
Io l'ho letto moltissimi anni fa, quindi il mio ricordo è un po' sbiadito, ma ricordo bene che rimasi molto coinvolta.
Il diario abbraccia gli anni dal 1941 al 1943 quando Etty ha 27 e 28 anni; e fin dalle prime righe (in foto) si capisce che sono scritti molto diversi da quelli di Anne: più maturi e più complessi.
Il diario raccoglie i pensieri più intimi di una donna intelligente, appassionata e ottimista.
La storia entra nelle pagine ma non è l'elemento più importante. Il mondo interno è più interessante di quello esterno.
Si tratta di una testimonianza preziosa pubblicata per la prima volta solo nel 1981, in Italia a cura della casa editrice Adelphi, che più recentemente ha stampato anche l'edizione integrale che conta oltre 900 pagine.

Approfondimenti:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Etty_Hillesum

Le proposte di lettura per la "giornata della memoria" degli scorsi anni:

Per non dimenticare...
Buona lettura.

Denny

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

Per la  READING CHALLENGE 2019 di TuttoPerTutti questo libro può rientrare nelle categorie: 01 - 18 - 23 24 - 41 - o +1

venerdì 26 gennaio 2018

IL DIARIO DI ANNE FRANK


Giornata della memoria 2018: 
Il "Diario di Anne Frank" è un libro che non ha bisogno di presentazioni. 

È stato pubblicato per la prima volta nel 1947. È stato tradotto in 60 lingue. È stato venduto in oltre 30 milioni di copie.
Nel 2009 l’Unesco lo ha inserito nell’➡ “Elenco delle memorie del Mondo”.

Ho visitato la casa-rifugio segreto di Anne Frank durante il mio breve soggiorno ad Amsterdam, lo scorso Aprile 2017, e allo shop ho comprato una nuova copia del Diario (negli anni ha avuto alcune aggiunte) pensando soprattutto a mia figlia, ma prima o poi lo rileggerò anch'io.

Il mio consiglio per la giornata della memoria 2018 è il libro che più di ogni altro rappresenta la memoria di ciò che è stata la Shoah: la testimonianza di un ragazzina piena di sogni.

Denny 

Per saperne di più:
➡https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Frank
https://it.wikipedia.org/wiki/Diario_di_Anna_Frank
➡https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto
https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto_in_Italia
http://www.museoshoah.it/home.asp

I miei precedenti suggerimenti per la giornata della memoria:
2017 ➡ OGNUNO MUORE SOLO - HANS FALLADA
2016 ➡ IN PIEDI NELLA NEVE - NICOLETTA BORTOLOTTI
2015 ➡ SONO STATO UN NUMERO. Alberto Sed racconta. - ROBERTO RICCARDI
2014 ➡ GIORNO DELLA MEMORIA - FEDERICO BUFFA RACCONTA ARPAD WEISZ
2014 ➡ PER NON DIMENTICARE E PER COMPRENDERE - GIORNATA DELLA MEMORIA 27 GENNAIO


Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

Per la Reading Challenge 2018 di TuttoPerTutti questo libro può rientrare nelle categorie: 01 - 26 - 32 - 33 o +1

venerdì 8 dicembre 2017

LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA - DIANE ACKERMAN

Il libro di cui voglio parlare oggi è uscito nel 2007 negli Stati Uniti dalla penna della scrittrice, saggista e poetessa Diane Ackerman
In Italia è stato stampato nel 2009 a cura della casa editrice Sperling & Kupfer con il titolo "Gli ebrei dello zoo di Varsavia" e poi ristampato lo scorso ottobre con il nuovo titolo, "La Signora dello zoo di Varsavia", e una nuova copertina che richiamano immediatamente al film appena uscito.
L'autrice ricostruisce la vita di Jan Zabiriski, direttore dello zoo di Varsavia, e della sua famiglia durante l'occupazione nazista della Polonia, basandosi sul diario di Antonina (la moglie) e su altre fonti storiche. 
Ai coniugi Zabirisky si deve il salvataggio di centinaia di ebrei che tennero nascosti nella loro casa o nelle gabbie vuote dello zoo.
Io ho letto questo libro con interesse perché ho una certa predilezione per le storie vere del periodo nazi-fascista, ma devo riconoscere che il libro non risulta particolarmente accattivante. La prosa è decisamente da saggio o cronaca, con molti riferimenti a fatti e personaggi storici, pochi dialoghi e lunghe digressioni.
Nelle più di 300 pagine che compongono quest'opera si delinea perfettamente la situazione della città di Varsavia e del suo ghetto nel periodo bellico, ma si perde molto del coinvolgimento, del pathos e dello spessore dei personaggi.
"La signora dello zoo di Varsavia" non è un romanzo, ma una cronaca accurata che termina con una breve carrellata di fotografie.

Alla fine non si può non affezionarsi a Jan, Antonina, Rys e a tutti gli ospiti umani e animali che vivono con loro, ma, forse, per chi non ha un interesse specifico per le cronache del periodo nazista, questo è uno di quei rari casi in cui il film può risultare più accattivante del libro.

Libro o film a voi la scelta. In ogni caso la storia è una storia vera che merita di essere ricordata.

Denny


Approfondimenti:
➡https://en.wikipedia.org/wiki/Jan_and_Antonina_%C5%BBabi%C5%84ski
➡https://it.wikipedia.org/wiki/La_signora_dello_zoo_di_Varsavia
Trailer film:

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

Per la reading challenge 2017 di TuttoPerTutti questo libro può rientrare nelle categorie: 03 – 08 - 12 - 14 - 27 - 29 - 30 - 39 - 50

venerdì 27 gennaio 2017

OGNUNO MUORE SOLO - HANS FALLADA

Oggi è il giorno della memoria, cioè la giornata di commemorazione delle vittime dell'Olocausto.
Come consuetudine consiglio una lettura, più o meno, a tema.
La mia scelta quest'anno è caduta su un romanzo che ho letto qualche anno fa: "Ognuno muore solo", dello scrittore tedesco Hans Fallada.
Questo romanzo vede la luce postumo nel 1946, e nasce dallo studio delle carte della Gestapo relative al processo di due coniugi berlinesi accusati di aver disseminato la città di cartoline contro il Fuhrer.
Il romanzo prende spunto da questa vicenda poco nota e racconta la vita dei tedeschi durante la guerra, entra nelle loro case e descrive la mentalità comune.
Non tratta di ebrei, ma di tedeschi ed è proprio questo che rende questo lungo romanzo particolarmente interessante.
Nella finzione, come nella realtà, la rivolta pacifica dei due coniugi non giovanissimi, prima convinti nazisti, nasce dalla morte al fronte di un loro caro.
Loro sperarono, con il loro piccolo gesto di protesta, di essere da esempio per altri ma praticamente tutte le cartoline furono consegnate alla Gestapo che si impegnò con fervore nella ricerca del colpevole.
I coniugi Quangel (il nome dalla coppia reale è Hampel) non sono eroi, sono persone di una normalità disarmante.
Altri personaggi, molto ben disegnati, arricchiscono questo romanzo forte, intenso, con riflessioni importanti. Primo Levi lo definì "il più grande romanzo sulla resistenza tedesca al regime nazista".

Se avete voglia di immergervi completamente nella grigia Berlino della seconda guerra mondiale e di inseguire il sogno di due persone comuni che la guerra finisca presto, "Ognuno muore solo" di Hans Fallada, edito in Italia da Sellerio, è il libro giusto.

Nel 2016 ne è stato tratto un film poco noto: "Lettere da Berlino"

Buona lettura.

Denny

P.s.: se partecipate alla nostra sfida di lettura 2017 questo libro rientra nelle categorie n.03, 07, 08, 12, 24, 29 e 39.

Precedenti consigli di lettura (e non solo) per la giornata della memoria:

venerdì 22 gennaio 2016

IN PIEDI NELLA NEVE - NICOLETTA BORTOLOTTI

In prossimità della giornata della memoria propongo sempre un libro più o meno inerente.

Qui trovate le mie proposte del 2014 e 2015:
Quest'anno non fa eccezione.
Ho scelto un libro per ragazzi uscito l'anno scorso che si intitola “In piedi nella neve”,  scritto da Nicoletta Bortolotti per Einaudi Ragazzi.
Visto che ci sono mi tolgo subito un sassolino dalla scarpa: mi piacerebbe sapere il perché di questo titolo e della copertina con i fiocchi, visto che la vicenda si svolge in piena estate e la neve viene nominata vagamente in episodi secondari all'inizio e alla fine del romanzo. Trovo questa incoerenza irritante. Se autrice o editore, per caso mi leggono, gradirei veramente saperlo.
Detto questo, parliamo del romanzo in sé.
Siamo a Kiev nel 1942 e a raccontarci questa storia, che prende spunto dalla storia vera, è Sasha, una ragazzina che ama giocare a calcio. Suo padre prima della guerra era il famoso portiere della Dinamo, ora lavora in un panificio.
Una delle cose più apprezzabili di questo breve romanzo è proprio la protagonista perché è molto vera. E' una ragazzina con pregi e difetti, che non sempre pensa o si comporta in modo irreprensibile, che si confronta con compagni e adulti in modo molto coerente alla sua età. I giovani lettori si possono immedesimare facilmente in lei. Potrei dire forse un pochino di più le femminucce , ma vista la sua passione calcistica anche i maschietti.
Il secondo aspetto positivo che mi sento di sottolineare è come attraverso il racconto non venga nascosto niente dell'orrore della guerra. Si parla di privazioni, di fame, di deportazioni, di esecuzioni sommarie, fughe... senza esasperare le descrizioni ma in modo veritiero. Non viene taciuto o edulcorato nulla ma senza che il racconto ne risulti particolarmente pesante o cupo.
Il terzo elemento molto interessante è lo spunto storico.
Sasha ci porta a vivere quella che è passata alla storia come “la partita della morte”.
Io conoscevo vagamente questa vicenda ma dopo aver letto questo libro mi sono documentata un po' di più.
Purtroppo cosa sia successo veramente e nel dettaglio ormai non lo sapremo più. Esistono versioni più leggendarie e versioni più realistiche dei fatti prima, durante e dopo quei 90 minuti di gioco. Quello che però è certo è che c'è stato un atto di coraggio e orgoglio degno di passare alla storia.
9 Agosto 1942 - a Kiev – Oppressi contro oppressori - Start – Flakelf = 5-3
Non solo una partita...

Oggi consiglio a tutti i giovani lettori, amanti del calcio e no, “In piedi nella neve”.

Per saperne di più delle vicende raccontate in questo romanzo:


Denny

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

venerdì 23 gennaio 2015

SONO STATO UN NUMERO. Alberto Sed racconta. - ROBERTO RICCARDI

Visto che fra qualche giorno ricorre la giornata della memoria anche quest'anno propongo un libro a tema (qui potete vedere le proposte dello scorso anno: PER NON DIMENTICARE E PER COMPRENDERE - GIORNATA DELLA MEMORIA 27 GENNAIO).
Alberto Sed nato nel 1928 è un sopravvissuto italiano di origine ebraica, uno dei pochi ancora in vita, la cui triste storia è raccontata da Roberto Riccardi nel libro “Sono stato un numero. Alberto Sed racconta” (ed. Giuntina – 2009).
Io ho letto questo libro all'inizio del 2012 e, visto che avevo già letto diversi libri che raccontano l'orrore dell'Olocausto, delle deportazioni e dei campi di sterminio, mi sono affacciata a questo preparata.
Ma per quanto si sappia, per quanto si abbia letto, per quanto si sia a conoscenza di tutti i fatti, arriva sempre un punto che ti sconvolge. Arriva sempre quel racconto, quell'evento, che magari occupa solo poche righe, che è destinato a restarti dentro come immagine, come tremenda immagine, per sempre.
Questo libro non viola questa regola.
L'ho letto fino circa a metà senza scossoni, apprezzandolo come testimonianza italiana che lascia intendere anche molto di come si vive dopo, come si convive con una tale esperienza alle spalle, ma poi è arrivata la descrizione di quel terribile gioco delle SS...
Giuro che mi è rimasto in testa per giorni!
165 pagine raccontano di come un bambino orfano di padre da un giorno all'altro abbia smesso di essere un bambino e sia diventato un ebreo, di come sia stato deportato con la madre e 3 sorelle e sia tornato solo con una sorella molto molto provata.
Una validissima e cruda testimonianza di quel che è stato.

Per non dimenticare....

Per approfondire: Alberto Sed 

Denny

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma 

venerdì 11 aprile 2014

ELOGIO ALLA LETTERATURA ITALIANA DEL 1900


Spesso quando leggo un libro “classico” del 1900 di un autore italiano mi stupisco del piacere che provo nella lettura.
Mi piacciono proprio le frasi e i paragrafi: ben costruiti, precisi, limpidi.
Mi piacciono le descrizioni senza fronzoli.
Mi piacciono i personaggi che sono così familiari perché assomigliano ai nostri nonni o bisnonni.
Mi piacciono le descrizioni dei paesaggi, spesso agresti.
Mi piace lo stile e il ritmo dilatato ma non lento.
Mi piace l'immagine dell'Italia che fu a cui dovremmo guardare più spesso.
Ogni volta che prendo in mano uno romanzo realista del 1900 mi accorgo del godimento che provo nella lettura e apprezzo la nostra meravigliosa lingua.
Un libro pensato e scritto in un buon italiano, senza i ritocchi della traduzione ha qualcosa in più.
In un libro italiano del 900 c'è cultura e storia. La nostra!
Spesso ignoriamo gli autori italiani del 1900 perché siamo ancora traumatizzati dagli obblighi scolastici ma è uno sbaglio.
Io sono stata contagiata da questa stana malattia che è l'amore per la lettura leggendo “La ragazza di Bube” di Cassola. E l'ho poi riletto più volte.
Ho amato moltissimo “Il giardino dei Finzi Contini” di Bassani e “Il sentiero dei nidi di ragno” di Calvino che ho letto in età adulta.
Ho terminato da poco “L'Agnese va a morire” di Renata Vigano' e proprio a questo libro devo l'idea di questo articolo.
Potrei citare tanti autori e tanti altri libri ma mi limito a questi che ho particolarmente amato e vi invito a cercarli nelle vostre librerie di casa o in biblioteca.

Oggi la Denny consiglia di leggere o rileggere un romanzo “classico-moderno” italiano.



Buona lettura!

Denny

venerdì 28 marzo 2014

LA BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI - MARKUS ZUSAK

Ieri è uscito nei cinema italiani il film “Storia di una ladra di libri”.
Il film, con un buon regista e un buon cast, è tratto dal romanzo di Markus Zusak “La bambina che salvava i libri”.
Questo romanzo è uscito in Italia, a cura della casa editrice Frassinelli, nel 2007 e quello stesso anno io l'ho letto.
Nonostante il mio ricordo non sia freschissimo ne serbo comunque una buona memoria.
La storia narrata è quella di una bambina, Liesel, orfana, che va a vivere a Monaco durante la seconda guerra mondiale. Ne vengono raccontate le vicende e le difficoltà.
Ma oltre a quella della protagonista questo libro racconta la storia di un ebreo fuggiasco e di una normale cittadina tedesca durante la seconda guerra mondiale.
In queste quasi 600 pagine c'è la vita, la guerra, l'amicizia, il dolore, la disperazione, l'amore per i libri....
Quello che durante la lettura mi colpì particolarmente, a cui attribuii un valore aggiunto, è il fatto che il racconto ha una voce narrante decisamente insolita cioè la Morte.
La Morte come personaggio vero e proprio. Una Morte umanizzata che narra le vicende, che quasi con rammarico svolge il suo compito, che si lamenta del troppo lavoro causato dalla guerra.
Dubito che il film abbia ricalcato questo aspetto del libro e che questo inusuale personaggio sia evidenziato ma forse mi sbaglio.
Quello che invece non mi piacque è stato il ritmo frammentario del racconto e tutti i sottotitoli e sotto-capitoletti che sono presenti in esso.
Il ogni caso il romanzo è molto bello: forte e dolce allo stesso tempo, struggente e avvincente.
Un libro molto emozionante!
Ve lo consiglio vivamente e vi consiglio di leggerlo prima di vedere il film.
Sequenza questa sempre preferibile, anche se spessissimo la pellicola delude rispetto alla carta.



Buona lettura e buona visione.


Denny

venerdì 21 marzo 2014

DOVREI ESSERE FUMO - PATRICK FOGLI

Circa 2 settimane fa girovagando nel web tra i vari siti che parlano di libri mi sono imbattuta nella recensione di un libro che mi ha colpita.
Si tratta del romanzo “Dovrei essere fumo” dello scrittore bolognese Patrick Fogli, uscito quest'anno a cura della casa editrice Piemme.
In primo luogo mi ha colpito la copertina.
Dovrete sapere che io ho una certa predilezione per i libri ambientati durante la seconda guerra mondiale e che parlano di nazi-fascismo.
Quella svastica in copertina per me è stata una calamita, come anche il titolo. La buona recensione ha fatto il resto. Libro preso, letto... finito l'altro ieri.
La storia si dipana su due binari.
Il primo ambientato nell'attualità, scritto in terza persona presente, dove il protagonista è Alberto ex militare provato dall'esperienza diretta della guerra.
Il secondo scritto sotto forma di memorie, in prima persona, ci racconta gli anni che Emile ebreo francese ha passato nel campo di sterminio di Auschwitz. (Preparatevi ad un bel pugno nello stomaco!)
Poi il finale funge da congiunzione tra le sue storie.
Patrick Fogli scrive decisamente bene e riesce a dare al romanzo un buon ritmo.
Non mi ha convinto fino in fondo il finale e alcuni particolari/coincidenze li ho trovati poco credibili ma nel complesso è stata una lettura piacevole e interessante, che mi porta a voler conoscere meglio questo autore a me prima sconosciuto.
Se avete voglia di un romanzo ben scritto con un buon ritmo che si snoda tra presente e recente passato “Dovrei essere fumo” probabilmente è quello che fa per voi.


Buona lettura!


Denny

lunedì 27 gennaio 2014

GIORNO DELLA MEMORIA - FEDERICO BUFFA RACCONTA ARPAD WEISZ


In occasione della Giornata della Memoria, 69 anni dopo la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz suggerisco la visione dello speciale sull'allenatore “Arpad Weisz” una delle 6 milioni di vittime dell'Olocausto, il più grande allenatore degli anni '30, il più giovane a vincere uno scudetto e il primo a farlo nel girone unico, ad opera di Federico Buffa.
E' un reportage interessante e molto accattivante, grazie anche allo stile di Buffa, che risale esattamente ad un'anno fa e parte dal libro del 2007 di Matteo Marani intitolato
“Dallo scudetto ad Auschwitz”.
Un ritratto di vita e di sport, un viaggio in quell'Europa: dai successi di un formidabile allenatore (tre scudetti, uno con l'inter dove lanciò Peppino Meazza, due con il Bologna, sei giocatori dati alla Nazionale, campione del mondo, una traccia indelebile nell'evoluzione tattica del gioco), fino alle conseguenze più estreme del razzismo e dell'antisemitismo.

PER NON DIMENTICARE. 



Denny

venerdì 24 gennaio 2014

PER NON DIMENTICARE E PER COMPRENDERE - GIORNATA DELLA MEMORIA 27 GENNAIO

Il 27 gennaio è la giornata della memoria in cui si ricordano le vittime del nazismo.
Libri che trattano dell'argomento ce ne sono molti: alcuni sono testimonianze dirette, altri romanzi di fantasia ma ambientati nel periodo e che ricostruiscono fedelmente la realtà di allora.
Ho letto molti libri sull'argomento negli anni e potrei citare diversi titoli di libri molto validi sull'argomento. Ce ne sono di particolarmente crudi, altri toccanti, altri meno sentimentali e più ragionati. Alcuni arcinoti, come Il diario di Anne Frank o Se questo è un uomo e altri un po' meno, come Sono stato un numero o Tu passerai per il camino. Di alcuni si può sopperire alla lettura guardando il film.
Ma oggi voglio dare un suggerimento a chi NON vuole leggere un libro su questo argomento ma magari deve. Penso in particolare ai ragazzi che frequentano la scuola e sono invitati dai loro professori a leggere un libro sulla Shoah per poi svolgere una relazione a proposito.
I ragazzi più svogliati svolgerebbero il compito a loro assegnato scopiazzando qualche riassunto trovato in internet senza sapere che possono, con poco impegno, fare da se.
Non voglio suggerire scorciatoie ma proporre due opere che si leggono in meno di mezz'ora offrendo comunque molti spunti di riflessione e discussione.



La prima è Destinatario Sconosciuto di Katherine Kressmann Taylor.
Un libriccino piccolissimo. Un breve epistolario tra due “amici”. Brevissimo, ma dal quale si comprende benissimo il potere della propaganda e dell'indrottinamento e come era facile diventare un nemico per il regime. Un gioiellino a mio parere.



Il mio secondo consiglio è un racconto più completo ma che ha una particolarità: non è un libro bensì un fumetto.
Si tratta di Maus di Art Spiegelman . Il primo fumetto ad aver vinto il premio Pulizer.
L'autore racconta la storia dei suoi genitori scampati alla persecuzione nazista.
L'alunno un po' pigro di cui parlavo sopra, potrà cominciare la sua relazione parlando della scelta dell'autore di rappresentare i tedeschi come gatti antropomorfi e gli ebrei come topi. Non una scelta dispregiativa ma calzante con i ruoli della società. Potrà poi soffermarsi sulla storia della madre e di quel che vuol dire essere un sopravvissuto e convivere con l'esperienza dei campi di sterminio e così via...


Destinatario Sconosciuto e Maus,  due libri veloci e facili da leggere sull'olocausto degli ebrei ad opera dei nazisti, ma non meno meritevoli di altri.

Consigliati a tutti ma soprattutto a chi non ama leggere o a chi cerca qualcosa di poco pesante sull'argomento.

Denny