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giovedì 26 marzo 2015

CIAO MAMMA, SONO UN BULLO!

Il 35% degli adolescenti italiani ha subito episodi di bullismo, uno su tre di questi casi avviene in ambito scolastico. Non "ragazzate" destinate a esaurirsi in piccoli scherzi o normali litigi, ma episodi di vera e propria persecuzione e discriminazione violenta, che portano spesso le vittime più fragili a gesti estremi. O aprono ferite destinate a restare per tutta la vita. 
[Smonta Il Bullo_Campagna nazionale contro il bullismo]

Oggi voglio raccontare una cosa successa a mio papà. Per chiedere alcune informazioni si è recato in caserma dai Carabinieri e, mentre attendeva il suo turno, si è trovato a parlare con una signora, anch'essa in attesa. Parlando del più e del meno, la signora raccontata a mio padre che quel giorno si trovava al comando per denunciare un atto di bullismo nei confronti di sua figlia. 
Quando si sentono questo tipo di notizie ai Telegiornali, la prima cosa che si pensa è: ''per fortuna che da noi non ci sono questi problemi''. Sbagliato. Problemi come questo, come il bullismo, ne sono piene le città. Però purtroppo, come spesso accade, questi atti rimangono chiusi nel silenzio per la paura: di confessare le violenze subite, di non essere capiti, di essere mal giudicati o perché magari nessuno è disposto ad ascoltarci. 
Viviamo anche in un Paese che non riconosce questo tipo di violenza e che spesso e volentieri rimane impunita dalla legge. Gli episodi di bullismo ci sono sempre stati solo che si ha sempre taciuto, è solo il recente interesse da parte dei mass-media a far crescere l'attenzione verso questo grave problema. Ma nonostante questo, ancora tutt'oggi veniamo circondati da pensieri falsi, frasi di circostanza che ci hanno abituato a sentire, tipo: 
• il bullismo è soltanto un fenomeno che fa parte della crescita; 
• è solo una semplice "ragazzata"; 
• atti come questo si riscontrano soltanto delle zone abitative più povere e arretrate; 
• la vittima se l'è cercata perché non in grado di sapersi difendersi; 
Oppure altro errore gravissimo, ma che i media continuano a farci credere, è ritenere che il bullo sia un ragazzo insicuro, che abbia problemi in famiglia e che quindi non vada punito ma aiutato. I maggiori studiosi del bullismo hanno dimostrato invece l'esatto opposto: che i bulli sono ragazzi spavaldi e con molta autostima e spesso viziati dai genitori. Spesso si sente che legato all'atto di bullismo ci sia dietro la noia di qualche ragazzotto benestante proveniente da ottime famiglie. 
Nonostante l’attenzione verso il fenomeno sia in aumento, individuarlo non è semplice, il bullismo riguarda sia i maschi che le femmine, ma con delle differenze. In generale i maschi mettono in atto azioni di bullismo diretto (relazione diretta tra vittima e bullo) in modo:
• fisico con calci, spintoni, sputi o molestie di tipo sessuale e non; 
• verbale prendendo in giro la propria vittima, dicendole cose offensive o additandola con nomi lesivi, nomignoli sgradevoli o minacciandola; 
• psicologico ignorando ed escludendo la vittima completamente dal suo gruppo o mettendo in giro false voci sul suo conto; 
• attraverso il cyberbullismo (o bullismo elettronico) inviando messaggi molesti, fotografie e/o filmati in momenti in cui non desidera essere ripreso alla vittima o ad altri per diffamarlo e minacciarlo. 
Le femmine invece tendono ad utilizzare di più una forma indiretta, ancora più difficile da individuare e riconoscere, ma non meno pericolosa. Il bullismo indiretto tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto. Anche se con i tempi che corrono, sempre più ragazze ricorrono alla violenza di tipo fisica sulle vittime. 
Il fenomeno del bullismo è in crescita: su un totale di 3.333 segnalazioni arrivate al Telefono Azzurro, 485 (quindi il 14,6%) riguardano situazioni di bullismo e cyberbullismo. Recenti dati analizzati dell'associazione che riguardano questi episodi, si osserva che si è passati dall'8,4% del 2012, al 13,1% del 2013, per arrivare al 16,5% del 2014. 
Quello che realmente mi colpisce però non sono dati e numeri, ma che notizie come: “Bullismo, rifiuti in testa e insulti all’insegnante: lui lascia l’aula”, lascino indifferenti genitori, direzioni scolastiche e chiunque si debba occupare di questi accaduti, anche lo Stato. È inaccettabile che un professore non sappia farsi rispettare e che si faccia mettere così i piedi, o meglio i rifiuti, in testa da 4 ragazzini annoiati. Una volta atti come questi non si sarebbero mai sentiti al telegiornale e non per una scarsa attenzione dei fatti, ma perché una volta c'era rispetto ed educazione. Rispetto ed educazione, due parole che non esistono più, ne' nel vocabolario dei giovani ma neanche in quello dei genitori. Perché se una volta ci si azzardava a fare una cosa del genere, come quella che hanno fatto questi ragazzi, a casa erano sberle. Ma forse è di questo quello che hanno bisogno questi bulletti: un calcio in più nel sedere da parte dei genitori, formazione, disciplina... 
Ma peggio di questo professore senza polso è la professoressa che non è intervenuta in aiuto di una ragazza disabile, nel momento del bisogno: “Varallo, calci e sputi alla compagna disabile per postare il video su Whatsapp: la prof non interviene”, questa ragazza ha subito un'aggressione in classe, sotto gli occhi di un'insegnante che nulla ha fatto per difenderla, nonostante le sue richieste di aiuto. La prof ha semplicemente 'lasciato fare', per fortuna ci sono almeno i Carabinieri che stanno indagando per capire per quale motivo la professoressa non sia intervenuta, per capire per quale motivo non abbia interrotto quella prova di bullismo e umiliazione. Non c'è rispetto per gli adulti, una volta l'adulto era una figura da temere e rispettare ora invece ci si sente superiori in tutto e su tutto: 
“Velletri, 13enne vittima dei bulli: picchiata in strada due volte in pochi giorni. Il gruppo di giovani aggredisce verbalmente anche la madre che cercava di aiutarla”
Ed è proprio una mamma, un'amica e assidua frequentatrice del blog, che mi confessa che anche suo figlio ha avuto problemi con dei bulletti: “Grazie che me l'ha detto subito e la cosa non ha degenerato! Sono andata a parlare con i professori e hanno preso provvedimenti. Ecco, uno dei tanti problemi è che a volte i ragazzi non parlano e non raccontano queste brutte esperienze ai genitori e quindi poi degradano fino agli avvenimenti che si sentono in TV! Una vera tristezza! Per dirti, tu conosci mio figlio, vero? Così sicuro, alto, ben piazzato, sembra essere lui il bullo e invece... beh l'apparenza inganna ed a volte non sempre i più deboli sono quelli che ci rimettono. È un problema alquanto diffuso e non fa differenza se sembri sicuro di te o alto, se ti prendono di mira sei fregato. E giù scherzi e mancanza di rispetto per le proprie cose. Come ho detto grazie che non l'ha subito in silenzio e non gli rimarrà una cicatrice quasi indelebile nel profondo!! Incredibile, ma possibili vittime sono tutti tutti purtroppo!”. 
È lo stesso ragazzo a raccontarmi cosa è accaduto in un messaggio, che per ovvie ragioni resterà anonimo: “Ciao Jessy... all'inizio non avevo detto niente alla mamma, dopo alcuni mesi gliel'ho detto. Insomma gli atti di bullismo contro di me continuano, nonostante i professori siano venuti a parlare con loro e nonostante le ammonizioni scritte mandate a casa. Questi atti vanno da prese in giro, per esempio dal telefono che si ha, i vestiti che si indossa, per la musica che ascolti; scherzi come sacco alla cartella o all'astuccio fin qua "ci stanno" diciamo... ma quando cominciano a tirarti schiaffi, pugni, calci non va più bene. In quei momenti ero triste, molto molto triste a tal punto che volevo cambiare indirizzo di studio... ne ho parlato, come ho detto prima, con i professori e infatti adesso continuano si, ma sono meno. Basta solo parlare con qualcuno che ti ascolti, tutto qui.” 

Parlare, parlare con qualcuno che ti ascolti, come scrive questo ragazzo è la soluzione migliore, denunciare un atto di bullismo e non subire in silenzio. Avere il coraggio di rivolgersi ad un autorità e denunciare l'accaduto → Osservatore | Stop bullismo | Cartoon Network, parlare per dire tutti insieme #stopalbullismo

I bulli sono molto abili a manipolare la situazione ed a far credere che l'episodio sia stato solo un gioco. Il bullismo però non è un gioco, bensì un comportamento capace di lasciare profonde ferite in chi lo subisce. 
[Alessia Filippi, Il bullismo scolastico, 2007]


Jessy

martedì 30 dicembre 2014

CAPODANNO A 4 ZAMPE!

Ogni 31 Dicembre, allo scoccare della mezzanotte, centinaia di esseri umani vengono feriti gravemente dallo scoppiare dei botti.

Ogni 31 Dicembre, allo scoccare della mezzanotte, più di 5000 animali perdono la vita a causa dei botti.

Ogni 31 Dicembre, allo scoccare della mezzanotte, non importa che tu sia un essere umano o un animale basta dire NO ai botti.

Ogni anno la solita storia, si parte sempre qualche giorno prima di capodanno, e già ai telegiornali si sentono le notizie dei maxi sequestri dei botti illegali, di qualche bambino che ha perso le dita e di gente che invece è morta per un errore durante l'innesco. 

La cosa triste però è che al telegiornale non si sente mai di tutti gli animali che vengono uccisi a causa dei botti. Ogni anno più di 5000 animali vengono uccisi durante la notte di San Silvestro, perlopiù si tratta degli uccellini, che troppo piccoli per poter reggere lo spavento, muoiono di crepapelle. Tra i 5000 però ci sono anche tanti cani e tanti gatti ma soprattutto tanti animali domestici, magari un po' anzianotti, che non riescono a sopravvivere allo spavento. È triste sentire al telegiornale che un essere umano perde la vita per lo scoppio di un petardo, però è altrettanto triste vedere il proprio cane in casa accasciarsi morto d'infarto. 
La morte di un umano per causa di un petardo fa subito notizia, a differenza della morte di un cane che invece rimane nascosta agli occhi di tutti. 
Ma in fondo non c'è da meravigliarci, perché se già il nostro Governo ritiene che i diritti degli animali siano inferiori a quelli dell'uomo non c'è da stupirsi che la notizia di un cane morto, di un gatto morto o di milioni di animali morti non facciano notizia.
Gli animali sono dotati di un udito più sensibile rispetto a quello umano. Il loro udito è talmente sviluppato e sensibile che le esplosioni oltre a provocare loro un grave  senso di disorientamento e paura, possono provocare condizioni e reazioni estremamente nocive per la loro e la nostra incolumità; soprattutto se si tratta di animali anziani o con problemi di cuore. Se pensiamo a come i botti possono spaventare i bambini e neonati, fermiamoci a pensare come possono terrorizzare i
nostri amici animali. A risentirne maggiormente, come già detto, sono gli uccelli, non solo quelli che vivono nei boschi, ma sopratutto quelli che vivono in città che, storditi dalle luci e dei rumori, vanno a sbattere in volo su cose, automobili, lampioni o molto più semplicemente si accasciano al suolo perché morti di crepapelle. 
Molti comuni italiani hanno detto NO ai botti di capodanno e molti sindaci hanno attuato delle campagne di sensibilizzazione al cittadino sull'uso improprio dei botti. Ma nonostante molte amministrazioni comunali abbiamo vietato l'uso di petardi e fuochi artificiali, sono ancora troppo poche quelle che hanno scelto di utilizzare, per gli spettacoli pirotecnici, fuochi artificiali che non prevedono il classico scoppio. Questo tipo di fuoco artificiale esiste, garantisce lo stesso effetto scenico ma senza il botto. 
Purtroppo non tutti capiscono l'importanza di non accendere un petardo, della loro pericolosità non solo per l'animale ma anche per l'uomo stesso. 
Quest'anno, durante la notte di San Silvestro, pensiamo anche i nostri amici animali. Fermiamoci a pensare che la loro vita vale tanto quanto la nostra. Cerchiamo di rendere anche per loro questa notte un momento di festa e non un momento di agonia. Per loro è un po' come essere sotto bombardamento, ed io mi rivolgo a voi direttamente chiedendovi: ''vi farebbe piacere durante un memento di festa avere la sensazione di essere sotto bombardamento?'' Io non credo proprio. Per loro è così e ne restano traumatizzati.
Mi rivolgo a voi invece amici, amanti e possessori di animali, dandovi qualche consiglio trovato sul web su come rendere meno pesante la notte di san Silvestro per i vostri pet:

• Chiudete bene le finestre ed abbassate le tapparelle per attutire il più possibile il rumore.
• Non lasciate il cane su balconi o terrazze.
• Se il vostro animale sta fuori abitualmente quella notte portateli in casa.
• Cercate di restare a casa con loro quella sera ma senza fargli sentire la vostra apprensione.
• Minimizzare l´impatto dei botti accendendo la musica.
• Non tenerli legati alla catena, potrebbero strozzarsi
• Quando il vostro cane mostra i primi segni di paura ed inquietudine, cercate di distrarlo, giocate con lui o impegnatelo in qualche cosa.
• Se il vostro amico si nasconde, lasciatelo fare. Sotto il divano o in un angolo buio si sente più sicuro e protetto. Non cercate in alcun caso di trascinarlo fuori dal suo nascondiglio, anzi createne uno per lui, al limite oscurando ed isolando il più possibile una stanza.
• Informatevi prima qual è il servizio veterinario aperto nella vostra zona, qualora doveste affrontare una emergenza.

Non utilizzare i botti è un segno di civiltà e sensibilità, anche nei confronti di tutti gli operatori, in particolar modo i Vigili del Fuoco, che il primo dell'anno devono intervenire per interventi di soccorso di animali rifugiatisi in ogni dove. 
Facciamo una scelta intelligente e diciamo NO ai botti.




“Chi ama gli animali non usa i botti e chi festeggia con i botti inconsapevolmente è colpevole ogni anno della morte, dopo gravi sofferenze, di migliaia di animali per spavento,ferite, assideramento.”
 [Andrea Zanoni, presidente della LAC del Veneto]



Jessy 

martedì 2 dicembre 2014

PER VOI COS'È IL NATALE? - Speciale Natale

Il Natale è una festività cristiana che cade il 25 Dicembre e celebra la nascita di Gesù. Anche se molti sono in disaccordo su quella che sia la vera data di nascita del bambin Gesù, la tradizione e le storie che ci sono state raccontate vogliono che, il 25 di Dicembre a Betlemme, in una mangiatoia, Maria partorisca il figlio di Dio. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l'annuncio dell'angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l'adorazione dei pastori, la visita dei magi. 
Senza dimenticare la grotta, la Stella Cometa, il bue e l'asinello che risalgono invece a tradizioni successive ed a racconti presenti nei vangeli apocrifi. 
Ma tutto questo è molto lontano dall'idea del Natale dei giorni di oggi. Natale è la festa più sentita tra i cristiani, ma nell'ultimo secolo ha assunto un significato laico, legato allo scambio di doni ed a figure come quella di Babbo Natale. 
Essendo una festa cristiana ed essendo io, come tanti altri, non credente forse non dovrei nemmeno festeggiare. Sarà che forse nessuno più guarda il lato religioso della festività, o per lo meno sono in pochi quelli che lo fanno, perché io lo voglio trovare un ragazzo che di sua spontanea volontà, la notte del 24 Dicembre, va a Messa. 
Adesso il Natale ha assunto una certa importanza dal punto di vista commerciale ed economico, diventando come tante altre festività. 
Ad esempio, negli Stati Uniti è stato stimato che circa un quarto di tutta la spesa personale venga effettuata nel periodo natalizio. Natale è diventata la festa degli egoisti e degli avari, la festa del "regalo di Natale'' la festa del ''mamma a Natale voglio questo e quello'', la festa delle grandi abbuffate fino a scoppiare, la festa del troppo e del superfluo... spesso dimenticandoci che per noi la più grossa preoccupazione è il cenone o cosa regalare ad una fidanzata/o troppo esigente che ha già tutto, quando al mondo c'è gente che muore di fame e di sete, muore per malattie incurabili. 
Ma senza andare lontani, anche in Italia, nel nostro 'bel paese' ci sono sempre più mamme che sono costrette a dire ai figli che Babbo Natale non esiste per risparmiare sulla quantità e la grandezza dei doni, ci sono persone che non hanno un lavoro ed il loro primo pensiero non è di certo quello di cosa mettere in tavola la sera della Vigilia di Natale, ci sono persone che dormono per strada e non hanno nulla da mangiare o vestiti pesanti con cui ripararsi dal gelo dell'inverno, ci sono bambini che tutti i giorni muoiono perché lo Stato non alza un dito per tutelarli o per stanziare qualche soldino per la ricerca. 
Ma noi ci preoccupiamo se a Natale non riceviamo il regalo che abbiamo richiesto. Natale sta diventando la festa per i ricchi, per chi se lo può permettere, per chi non ha problemi a comprare questo e quello per non farsi mancare nulla. 
Invece per chi in questo periodo di crisi, che piano piano ci sta schiacciando con il suo peso, deve lavorare tanto per guadagnare quel poco che basta per campare, nel Natale vede forse la sua forma più spirituale, vede un giorno di gioia, un giorno dove tutta la famiglia si riunisce, un giorno dove stare tutti insieme a parlare, un giorno in cui non si pensa al lavoro o alla crisi ma si pensa solo all'amore per le persone care che ci circondano, un giorno dove una fetta di panettone mangiata con chi si ama vale più di qualsiasi regalo, un giorno dove non importa quello che hai portato a tavola ma chi ci hai portato. 
I vari  impegni che questa frenetica vita ci impone, ci stanno sempre portando più distanti gli uni dagli altri. Ci sono intere famiglie che non si vedono per molto tempo ma a Natale ci si ritrova sempre tutti in un modo o nell'altro. Ho 24 anni e non so cosa sia di preciso il Natale. Ognuno vede il Natale in maniera diversa. Ma Natale per me non è ne uno stupido regalo materiale arrivato il 25 Dicembre ne' la storia di un bambino arrivato per opera dello spirito santo nella pancia di Maria (abbiano perdono di me i fedeli cristiani!). 
Natale per me è il calore del ritrovarsi con la mia famiglia, il loro affetto e la loro compagnia. 

'' Fino a quando non renderemo il Natale un'occasione per condividere i nostri buoni sentimenti, tutta la neve dell'Alaska non basterà ad imbiancarlo!''
Bing Crosby

Per voi cos'è il Natale?

Jessy 

sabato 15 novembre 2014

ALLERTA METEO? NO, SURRISCALDAMENTO GLOBALE!

Piove, giorno e notte, non solo in Liguria e Piemonte dove si calcolano i maggiori danni. Sono giorni che non vediamo il sole ed è un'intera estate che sentiamo parlare di bombe d'acqua e tempeste di fulmini. Ma di chi è la colpa?
Ora voi giustamente starete pensando che io sia pazza a pensare che ci sia un colpevole in tutto questo, penserete che in fondo non è mica colpa di nessuno se piove così tanto. Eppure non è così, i colpevoli siamo tutti noi, l'umanità è la sola responsabile.
Partiamo dall'ABC: Cos'è la pioggia? La pioggia altro non è che il liquido che evapora dagli oceani, mari, laghi, fiumi ecc. che condensandosi nelle nuvole ricade a terra. 
Detto questo ora, il surriscaldamento globale può essere una causa di queste forti precipitazioni? Assolutamente si! Il livello del surriscaldamento del globo è di anno in anno sempre più elevato, più le attività umane crescono più il livello si alza, più il livello si alza più fa caldo e di conseguenza l'intero ecosistema salta. 
Pensiamo solo allo scioglimento dei ghiacciai e la riduzione del quasi 20% delle calotte polari, solo questo 20% ha causato un elevato innalzamento del livello delle acque. Più la  temperatura si alza, più il globo si surriscalda e maggiori saranno le precipitazioni ed i giorni di pioggia. Perché più la temperatura è elevata, maggiore sarà la quantità di acqua che evaporerà e come logica conseguenza, più pioggia scenderà dal cielo. 
Non sono supposizioni, è pura e semplice scienza. Anche vostro figlio che avrà frequentato le elementari saprà dirvi che è la verità, siamo noi adulti che non vogliamo proprio prendere in considerazione questa cosa, prendere in considerazione che siamo noi che stiamo distruggendo il Mondo.
Quali profezie Maia o Nostradamus, quando e se un giorno il mondo finirà sarà solo e semplicemente colpa dell'avarizia e della negligenza dell'umanità. Perché l'uomo è una macchina distruttrice che rovina tutto quello che tocca; perché l'uomo preferisce mettere una mano sul portafogli piuttosto che sul cuore; perché l'uomo preferisce distruggerlo questo Mondo piuttosto che salvaguardarlo; perché i soldi che noi tiriamo fuori in tasse stanno meglio nelle tasche dei nostri amati politici piuttosto che spenderli per la bonifica di zone a rischio alluvione o per la manutenzione dei nostri fiumi e laghi.
Poi succede quello che è successo a Carrara che, dopo l'alluvione del 2012 e dopo varie segnalazioni da parte dei cittadini, in questi giorni il fiume ha esondato nuovamente. Quello che fa più schifo è sentire il sindaco del paese dire che non ha mai ricevuto alcun tipo di lamentela e vederlo impotente e nullafacente davanti alla situazione; fa schifo venire a sapere tramite i telegiornali che dietro alla questione c’è una pista inquietante: i materiali usati negli ultimi anni per innalzare l’argine del fiume sarebbero difettosi o non in grado di sopportare la prima piena imponente. E chi paga le conseguenze di tutto questo schifo, sono i cittadini che si sono visti portare via tutto quello che avevano dalla piena del fiume.
Quelle di Carrara, di Genova sono notizie toccanti, notizie che non vorremmo mai sentire, eventi che speri sempre che a te non possano capitare; ma per ogni medaglia ci sono sempre due lati e se da una parte troviamo il sentimento toccante verso chi è stato travolto dalla furia della natura, dall'altra troviamo un sentimento contrastante, quello che ci fa dire: gli sta bene! Non è cattiveria ne crudeltà, ripeto nessuno vorrebbe passare le ore di allerta che hanno passato quelle persone, però non riesco a non pensare ad una lezione che i bambini imparano fin in tenera età: se disboschi i versanti di colline e montagne ci saranno delle frane. Tutti sanno che sono le radici degli alberi a tenere compatta la terra. Se tu uomo, avido e pretenzioso, mi disboschi mezzo versante solo perché vuoi avere lo chalet sul cucuzzolo della montagna, poi non andare a piangere o ha richiedere stupidi risarcimenti danni se alla prima tempesta, frana o valanga te lo porta via, perché ti sta solo bene, così la prossima volta impari a costruire in un centro urbano senza portare via ulteriore spazio a madre natura. È un po' come chi costruisce casa ai piedi dei vulcani e poi si lamenta che la lava o i lapilli gliel'hanno incendiata, come chi si lamenta che la sua casa è distrutta ma si ostina ancora a ricostruirla in cartongesso e senza fondamenta in zone a rischio tornato o trombe d'aria, chi si fa la villa ai margini dei fiumi e si lamenta che nei giorni di piena la casa si è allegata o sprofondata sul letto del fiume, o chi costruisce case e hotel sulla riva dei mari o dei laghi, a puro scopo turistico, e poi un onda o una piena porta via tutto.
Con questo non sto dicendo che quello successo in questi giorni, anche nel mio paesino e nei comuni limitrofi, sia giusto o ci stia bene, però un po' ce lo siamo andati a cercare. È una vendetta che la natura sta facendo alla stupidità umana. Con il passare degli anni, l'uomo sta sempre di più portando via spazio alla natura, disboscando e urbanizzando zone che non sempre possono essere urbanizzate. 
L'uomo sta disboscando la foresta amazzonica, da sempre ritenuta il polmone del mondo, ma cosa succederebbe se tutte le piante del mondo verrebbero tagliate? Anche questa è una lezione che si impara da bambini perché per ogni albero tagliato ce ne dovrebbe essere sempre uno da ripiantare, ma non è così.
L'uomo è avaro, più soldi ha e più ne vorrebbe avere e questo lo porta, solo per il puro scopo di incassare ulteriori soldi, a dare permessi di costruzione in territori dove non proprio si potrebbe costruire.
C'è chi in questi eventi naturali che stanno accadendo ci vede la mano arrabbiata di Dio, ma non è così. L'unica mano arrabbiata è quella della natura che sta iniziando a ribellarsi a chi, con ogni mezzo, sta cercando di distruggerla. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, se siamo in questi stato di calamità un po' è anche per colpa nostra.


La storia delle alluvioni, è una storia che si ripete e l’uomo deve ancora imparare.Forse le alluvioni ci insegnano che gli errori dell’uomo sono i migliori insegnanti, vanno ascoltati con quell'impegno che poi porta all'azione. Gli effetti di un’alluvione sono devastanti, non per quello che l’acqua sradica con la sua forza, ma per tutto il dolore che si poteva risparmiare con una giusta prevenzione. La miglior politica del risparmio, è la politica della prevenzione responsabile. Non aspettare l’alluvione per ripristinare gli argini. [Stephen Littleword]


Jessy 

domenica 26 ottobre 2014

HALLOWEEN: DIAVOLO vs ACQUASANTA! CI PORTERÀ' TUTTI ALLA DANNAZIONE ETERNA?

Partiamo da un piccolissimo presupposto: sono atea e sono fiera di esserlo. Non credo nell'esistenza di nessun Dio e sopratutto non credo nell'esistenza di Lucifero. Quello a cui credo è che al mondo ci sono persone buone e altre cattive. Detto questo, ci tenevo a precisare che rispetto tutte le persone che hanno idee diverse alla mia e rispetto chi crede in Dio perciò, se siete persone suscettibili sull'argomento, vi invito a non leggere l'articolo. 

Non perderò altro tempo a spiegarvi cosa sia Halloween, credo di averlo fatto abbastanza bene già nel mio precedente articolo, ma cercherò (o almeno spero) di spiegare a tante persone perché non corrono il rischio di mandare il proprio figlio ad una festa a tema Halloween, senza che esso si trasformi in un satanista. 
Non posso negare l'esistenza di persone fanatiche e devote a Satana perché le prove della loro esistenza sono ovunque, come non posso negare che durante la notte di Halloween queste persone si riuniscano per effettuare messe nere e sacrifici. Spesso il giorno dopo Halloween si sentono notizie di vandalismi, sacrifici, profanazioni di tombe, violenze, riti satanici e stupri. Sarei una bugiarda a cercare di nascondere queste cose, perché basta fare qualche ricerca per capire e rendersi conto che questa è la verità. È vero che per i satanisti la notte di Halloween è la preferita per fare questo tipo di cose, ma questo non toglie il fatto che un satanista è devoto al Diavolo tutti i giorni dell'anno come un cristiano è fedele a Dio tutti i giorni. Perciò se un satanista vorrà commettere un sacrificio lo farà comunque, indipendentemente che sia o no Halloween. 
Pensate alle Bestie di Satana, io non ricordo abbiamo mai assassinato qualcuno ad Halloween. 
Mi sono informata molto su questa cosa per capire come mai tante persone sono così avverse in questa festa e posso capire le loro paure. 
In genere la gente ha paura di quello che non conosce o non comprende e di questi tempi, in cui sembra che le persone stiano letteralmente andando fuori di testa, è più che lecito. 
La paura viene dal fatto che basta una notizia cattiva sull'argomento e all'improvviso una semplice festa diventi cattiva e diseducativa per i bambini. 
Sarebbe come sentire al Telegiornale la notizia che chi mangia la carne cruda ha più possibilità di diventare cannibale, che la gente inizierebbe a vedere nel carpaccio di manzo un segno del maligno. Non ha senso. Cari genitori, io non sono una mamma, ho 24 anni e magari avrò un modo tutto mio di vedere le cose, non voglio venire io a dirvi come educare i vostri figli, però una cosa ve la voglio dire. I bambini sono anime pure, ingenue e crescono a nostra immagine, crescono secondo i principi che noi insegniamo loro. 
Se io mamma ho paura di questa festa è ovvio che mio figlio avrà la stessa paura, ma se questa è una festa che viene insegnata tra i banchi di scuola, durante le lezioni di inglese, forse non è così malefica come credete. Sta di fatto che sono come le insegnate ai vostri figli le cose a renderle pericolose o no. 
Io accetto e capisco che questa non è una nostra festa canonica e che non ha niente a che fare con feste come la Pasqua e il Natale, però non ritengo sia una festività pericolosa e sopratutto non ritengo che sia Halloween a portare il male nelle persone. 
Oggi giorno il male ci viene riproposto sotto varie forme e la più importante è quella che si accende tutti i giorni: la televisione! 
Fermatevi un attimo a pensare, cos'è più pericoloso: che vostro figlio per un giorno si vesta da mostriciattolo o che appena si siede a tavola e parte il Telegiornale senta notizie sulla guerra, sugli attentati, sui padri e le madri che in preda a raptus omicidi ammazzano i loro figli, maestre che picchiano i loro alunni, omicidio di qui e omicidio di la, preti pedofili e non solo quelli? 
Questo è il vero male, preferirei vestire mio figlio da vampiro o da diavoletto piuttosto che piazzarlo davanti alla televisione! 
Se proprio dovessi vestire mio figlio per Halloween con un vestito che secondo la religione cattolica non inneggia Satana, allora quel vestito sarebbe quello di Bin Laden, perché lui è un simbolo del male, un uomo a capo di al-Qaeda, la più nota organizzazione terroristica internazionale, responsabile dell'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle causando quasi 3.000 vittime. 
Quello è un vero mostro. Satana non e’ un vampiro, uno spettro, una mummia o uno scheletro ecc., non credo abbia realmente corna rosse e coda come vogliono farci credere, Satana non riguarda l’horror, i cimiteri, gli scheletri, tutto questo è stato detto dai cristiani e dalla religione cattolica, per dare un volto al male. 
Con l'introduzione della religione Cristiana, ogni Dio della vecchia fede fu considerato “malvagio” e quindi particolarmente non voluto. È per questo che la Chiesa eliminò i riti che facevano riferimento alla morte, e li rimpiazzò con “Ognissanti”. 
Si capisce della non pericolosità di Halloween proprio dalla contraddizione che c'è all'interno della Chiesa. La Chiesa Cattolica ci dice che Halloween è il male, che inneggia Satana, Padre Gabriele Amorth ha detto che "Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al Diavolo” e poi proprio gli oratori di mezza Italia organizzano feste a tema per i bambini. 
Poi basti pensare al fatto che alcuni rami della religione Cattolica sono assolutamente contrari ai festeggiamenti ed altri rami invece no. 
In Italia L'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, in riferimento alle celebrazioni di Halloween dichiara quanto segue: “Il fenomeno Halloween che viene esaltato il 31 ottobre, è un grande rituale satanico. Sappiano tutti i genitori, e tutti coloro che credono nei valori della vita che la festa di Halloween è l'adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini. Il sistema imposto di Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare in alcune sette in sacrifici rituali, rapimenti e violenze...” 
Ma si può dire una cosa del genere? È normale che poi la gente si spaventa e si dice contraria a questa festività. Scrivere queste cose è da pazzi. 
Sempre secondo questa Associazione bisognerebbe andare da un bambino a dirgli: “vuoi giocare e divertirti con i demoni e gli spiriti del male o invece scegli di gioire e far festa con i Santi che sono gli amici simpatici e meravigliosi di Gesù?” Santi, che sempre di gente morta si tratta! È ovvio che poi il bambino si prende paura. 
Adesso è normale che i credenti, i devoti a Dio e nella Chiesa, credano a tutte queste assurdità e, impallinati e soggiogati, non abbiano abbastanza forza per aprire gli occhi e rendersi condo della verità, vedere questa festa per quella che è realmente. 
Questa gente è ancora convinta che Halloween sia la festa pagana di una volta, ma non è così, non è mai stata così. 
Per molti Halloween è una delle feste preferite, il punto però è come tutto questo sia stato contorto in maniera da dipingere un falso ritratto. 
Halloween è un periodo in cui essere creativi e divertirsi, come qualsiasi altra festa in maschera. 
Perdonatemi, ma chi vede in questa festa un osanna al Diavolo, è solo un bigotto. 
Poi scusate, ma se chi si traveste da zombie, da vampiro, da fantasma, da scheletro, ecc.. per una notte di divertimento,  è un satanista... chi picchia tutti i giorni la propria moglie mettendo la maschera da marito perfetto; chi maltratta i bambini ma a fine giornata mette la maschera da maestra; chi uccide un'intera famiglia perché chiassosa ma lo fa con la maschera da buon vicino di casa; chi abusa su un minore ma con la maschera da sacerdote, cosa sarebbe? 

mercoledì 22 ottobre 2014

HALLOWEEN - ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI E DEL PERCHE' DI QUESTA FESTA.

“...questo è Halloween, ogni zucca lo griderà, questo è Halloween, spaventoso Halloween, Halloween, Halloween...” se penso ad Halloween non riesco a non canticchiare questa canzone. Per chi non lo sapesse, questa è una delle canzoni che compongono la colonna sonora del film Nightmare Before Christmas, nato dalla mente geniale del cupo Tim Burton. Il film narra le vicende di Jack Skeletron, re delle zucche e abitante di Halloween Town, che annoiato dalla ripetitività dei festeggiamenti di Halloween, si allontana da casa sua per cercare quel qualcosa che possa colmare la mancanza che sente che nella sua vita...fino a che non raggiunge la Città del Natale.
Ma che cos'è davvero Halloween? Si pensa che la parola derivi dalla formula medievale “All Hallows Eve” ovvero vigilia di tutti santi. Tante sono le leggende che ruotano intorno a questa festività, alcune vere altre di pura fantasia, alcune si imparano tra i banchi di scuola altre invece si tramandano da generazioni. Quasi tutti concordano con quella che, tra le tante, sembra essere la più credibile. A differenza di quello che tanti pensano le origini di Halloween non sono ne inglesi ne americane ma bensì risalgono all'antica Irlanda Celtica. Tutto nacque in un tempo lontano quando il calendario girava attorno alle colture, alle semine e all'allevamento. Per i Celti l'anno nuovo non cominciava il 1° Gennaio ma il 1° Novembre, quando la stagione calda giungeva al termine per lasciare spazio alla stagione fredda, quella delle tenebre. Alla fine di Ottobre il lavoro nei campi era concluso e questo era un ottimo pretesto per organizzare una festa. La vigilia del 1° Novembre era la festa più importante dell'anno, una sorta di Capodanno, dedicato a "Samhain", Signore della Morte e Principe delle Tenebre. I Celti credevano che il 31 Ottobre fosse una notte piena di magia, durante la quale si assisteva ad una temporanea sospensione delle leggi di spazio e tempo, e solo per una notte, il velo che divideva i due mondi si assottigliava permettendo all'aldilà di fondersi col mondo dei vivi. Durante questo fenomeno si credeva che la divinità Samhain chiamasse a sè tutti gli spiriti dei morti permettendo loro di mostrarsi, di comunicare con i viventi e di divertirsi alle loro spalle, facendo scherzi ed impaurendoli con le loro apparizioni. I Celti per spaventare a loro volta gli spiriti, sempre nella notte del 31 Ottobre e per le successive due notti, si riunivano nei boschi e sulle colline per dare il via ai festeggiamenti e per la cerimonia dell'accensione del Fuoco Sacro. Poi travestiti con grottesche maschere e le pelli degli animali offerti in sacrificio durante la cerimonia, facevano ritorno al villaggio reso inospitale e buio, facendosi luce solo con delle cipolle scavate e intagliate al cui interno erano inserite le braci del Fuoco Sacro, per spaventare, confondere e allontanare gli spiriti malvagi.
Sono tante le tradizioni che fanno da sfondo a questa spettrale festa, si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini. Tre a mio avviso quelle che proprio non possono mancare:


1. Il travestimento. Non è festa di Halloween senza il dovuto costume, l'usanza deriva proprio da quanto accennato poco fa, anche se molti ritengono che risalga al Medioevo. Si rifarebbe alla pratica medievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º Novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 Novembre). C'è da dire che oggi si è persa la tradizione del costume spettrale, sopratutto nel genere femminile, dove gli abiti sono sempre più corti, scollati, striminziti e volgari.




2. Trick or Treat. Comunemente chiamato dolcetto o scherzetto, è l'usanza dei bambini che travestiti, bussano casa per casa recitando questa formula in attesa o di qualcosa di dolce da mangiare oppure di poter fare qualche scherzetto ai padroni di casa o alle loro proprietà. Anche in questo caso si ritiene che l'usanza derivasse dai Celti soliti a lasciare cibo e latte fuori dalla porta, nella speranza di ingraziarsi gli spiriti ed evitare le loro malefatte.




3. Jack-o'-Lantern. Un Jack-o'-Lantern è la classica zucca lavorata a mano privata della polpa interna, accuratamente intagliata fino ad assumere la sagoma di un volto, al cui interno viene posta una candela o una fonte di luce. Questa usanza di Halloween è legata alla famosa leggenda dell'irlandese Jack. Jack era un fabbro avaro, ubriacone e un baro che un giorno al bar incontrò il diavolo e riuscì ad ingannarlo. La leggenda narra che: l'anima di Jack fosse quasi totalmente nelle mani del diavolo, a causa del suo perenne stato d'ebbrezza, alle sue malefatte, al suo essere spregevole, ma che astutamente riuscì ad ingannarlo. Il diavolo permise a Jack un ultimo desiderio prima di prendersi la sua anima. Così in cambio di un'ultima bevuta Jack riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta che mise nel suo borsello, accanto ad una croce d'argento, cosicché egli non potesse ritrasformarsi. In cambio della libertà il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò libero. Passati i dieci anni, il diavolo si ripresentò nuovamente e, siccome furbo non era, acconsentì anche questa volta ad esaudire l'ultimo desiderio di Jack che gli chiese di raccogliere una mela per lui in cima all'albero lì davanti a loro. Il diavolo acconsentì e si arrampicò sull'albero, ma il furbo Jack, al fine di impedire che il diavolo discendesse, incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Ma la vita dello astuto Jack non durò molto, solo un anno più tardi morì. Dato che durante la propria vita commise tanti peccati, quando morì fu rifiutato dal Paradiso e presentatosi all'Inferno, venne "cordialmente" scacciato dal demonio che gli ricordò il patto fatto l'anno precedente. Dato che, il povero diavolo era stato truffato ben due volte dallo scaltro Jack era ben felice di lasciarlo vagare per l'eternità come anima tormentata. All'osservazione di Jack che lì fuori era freddo e buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente, che Jack posizionò all'interno di una rapa che aveva con sé. Cominciò da quel momento a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra. Halloween, il 31 Ottobre, sarebbe dunque il giorno nel quale Jack va a caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima che la loro casa non è posto per lui. L'utilizzo della zucca al posto della rapa, è merito dell'America, perché quando la tradizione arrivò anche da loro, ci fu una terribile carestia e utilizzarono le zucche perché più facili da reperire e molto meno care.

Halloween è una festa, una tradizione a cui non tutti sono legati, alcuni lo festeggiano altri no, ma è una festa ricca di magia, avvolta tutt'oggi in un alone di mistero che la rende speciale agli occhi di grandi e piccini.

Jessy

sabato 18 ottobre 2014

GIOVANI: GENERAZIONI A CONFRONTO - GIOVANI 3.0: DROGA - 4. puntata

Inizio chiedendo scusa a chi è più ferrato di me su questo argomento e magari troverà le mie parole stupide o contraddittorie. 
Per me scrivere quest'ultimo articolo del mondo dei giovani è stato particolarmente difficile. Con gli altri argomenti ho potuto fare un confronto diretto perché sono cose comunque provate sulla mia pelle, cose con cui posso dire di avere familiarità. Con l'argomento droga, per fortuna, non posso dire di aver avuto un confronto diretto. Quello che posso dirvi è che come tanti ho provato, ma la mia avventura è iniziata e finita lì, non fa per me, ma per poterlo dire ho dovuto provare. Questa, come tante altre, sono esperienze che determinano le persone che siamo oggi. Nella vita di qualsiasi adolescente, di qualsiasi generazione, ci sarà sempre un compagno di scuola, un amico, qualcuno che ti chiederà se vuoi fare un tiro di sigaretta o altro. Nonostante l'educazione impartita e gli avvertimenti che un genitore può fare, bisogna avere tanta, tantissima forza di volontà e coraggio per rifiutare; perché la curiosità, la voglia di provare cose nuove, di sperimentare, sentirsi parte del gruppo fa parte di noi, chiamatele debolezze se più vi piace. 
So di non essere la persona più indicata per parlare di questo argomento perché per me è un argomento sconosciuto. Sono cresciuta con una mamma che ogni tanto se ne usciva: “guarda quello che capellone, sto drogato” perciò per un lungo periodo ho associato i capelli lunghi e scarmigliati ai drogati, come se fosse un marchio di fabbrica, un modo per distinguerli, per riconoscere il pericolo e starne lontana. Poi, per fortuna la professoressa di scienze ci ha chiesto una ricerca approfondita sulle droghe, così almeno il mito che i capelli lunghi sono l'equivalente di drogato era sfatato, anche se mia mamma ancora ne è convinta, credo si sia fermata agli anni '70 e ai figli dei fiori.
Da allora di droghe ne saranno uscite tipo un altro milione di cui non solo non conosco il nome, ma ne ignoro totalmente gli effetti che possono avere sulle persone. Allora, la vita era bella anche senza quella porcheria in corpo, non dico facile perché nessuna vita è facile per un adolescente. Dico solo che ai tempi era diverso già solo il modo di approcciarsi ai problemi, noi avevamo gli amici fidati pronti a offrirti una spalla, una mano o una qualsiasi parte del corpo ne avessimo bisogno; vorrei tanto dire che è ancora così, ma se così fosse questo articolo non esisterebbe, oggi i ragazzi invece hanno sempre meno amici e sempre più alcol, fumo e droghe. 
Oggi i maggiori consumatori di droghe sono proprio gli adolescenti, ed è proprio il precoce uso di alcol e tabacco a rappresentare il primo passo verso le sostanze, verso la marijuana, hashish ma anche cocaina, allucinogeni, inalanti e eroina. Ma c'è di peggio perché proprio in questi giorni ho letto su un articolo, la nuova moda che sta divagando tra i giovani, ovvero quella di sniffare i farmaci come l'Oki. L'Oky è un farmaco generico e facilmente reperibile, ha funzione antinfiammatoria e antidolorifica, e ormai sta prendendo sempre più piede tra i ragazzini dai 12 anni in su, sniffarlo per procurarsi un po' di sballo. È considerata una droga da strada ed a basso consumo, se si pensa che una scatola costerà poco meno di 5,00 €. Ma questo non è l'unico farmaco da strada sniffato per procurarsi dello sballo, ma i ragazzini sono completamente allo scuro dei gravi rischi che corrono.
Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma, afferma che: “l'aumento del consumo di droghe tra i giovani italiani è la risposta a un disagio che sta vivendo tutta la società. Ci sono grandi difficoltà e i ragazzi sono fragili. Vivono la precarietà attuale, la mancanza di speranze per il futuro, rifugiandosi nelle sostanze stupefacenti”. 
Quello che penso io invece è che a rifugiarsi nella droga, invece di affrontare i proprio problemi sia solo un atto di codardia e vigliaccheria. È troppo facile accendersi uno spinello, iniettarsi qualche porcheria in corpo o buttare giù qualche pillolina colorata per stare in pace con se stessi piuttosto che uscire ed affrontare di petto le situazione e i disagi che la vita ci mette davanti. I giovani si avvicinano sempre più alle sostanze stupefacenti proprio perché' esse stimolano il loro piacere, il loro sentirsi bene, incidono sulle emozioni, sulle prestazioni personali, rispondono al bisogno di divertimento, di integrarsi in un gruppo, di spalancare le porte d'ingresso di un mondo più adulto e autonomo, alla voglia di spingersi oltre il limite ed a sfuggire ad una realtà problematica. Così quella che nasce come curiosità, il brivido del rischio, un atto di ribellione verso i genitori, il desiderio di essere accettato, la voglia di più sicurezza, quello che nasce come un gioco per combattere la noia, lo stress o il dolore può facilmente trasformarsi in qualcosa di più grande, a qualcosa che porta la dipendenza, a qualcosa da cui è stato facile entrare e difficile uscire.
 Allora sorge spontaneo chiedersi: come fare per impedire tutto questo? La verità è che a questa domanda non so dare una risposta. Tanti dicono che la prima arma contro la droga è sicuramente la prevenzione, io invece so che al mondo di oggi di sicuro non c'è più nulla; non finirò mai di dirlo, i tempi sono cambiati e si sono evoluti ed i giovani con loro. 

Io trovo giusto iniziare a informare i ragazzi sui rischi e gli effetti dell'uso di sostanze in età sensibile, sarebbe d'aiuto ad arginare il fenomeno ma non so fino a che punto. Anche mantenendo un dialogo aperto in famiglia, facendo mille raccomandazioni al riguardo, aiutando i propri figli ad esprimere le proprie emozioni, mostrando affetto e calore.. le cose non cambieranno. Se un giovane decide che ci deve provare niente e nessuno gli farà cambiare idea. Io sono la prima che, nonostante sia cresciuta in una famiglia con dei valori, una famiglia che mi ha sempre allontanata da fumo e droghe, di testa mia ho deciso di iniziare a fumare, quello nato come un atto di trasgressione, una cosa per sentirci più grandi è diventato poi un vizio. Solo crescendo ho capito che la salute che stavo rovinando era la mia e ho smesso da sola. Idem è stato decidere di provare a farmi una canna con gli amici, nessuno mi ha obbligato, in queste cose c'è sempre chi chiede: vuoi provare? Ma poi chi risponde siamo noi, nessuno ci obbliga a farlo, siamo noi a dire di si o di no. Noi siamo gli artefici del nostro destino, noi scegliamo chi essere, noi facciamo le nostre scelte. Giuste o sbagliate che siano. Una cosa di sicuro la so: scegliere di drogarsi, sapendo gli effetti che prova sul corpo e sulla mente, è una scelta sbagliata. 

Jessy

Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita. Anonimo (attribuita a Jim Morrison) 


Per approfondire:
28 settembre: GIOVANI: GENERAZIONI A CONFRONTO - ALCOL, SESSO E DROGA - 1. puntata
04 ottobre: GIOVANI: GENERAZIONI A CONFRONTO - GIOVANI 1.0: ALCOL - 2. puntata
11 ottobre: GIOVANI: GENERAZIONI A CONFRONTO - GIOVANI 2.0: SESSO - 3. puntata

sabato 11 ottobre 2014

GIOVANI: GENERAZIONI A CONFRONTO - GIOVANI 2.0: SESSO - 3. puntata

Noi degli anni '90 abbiamo scoperto tardi il sesso, non perché non lo conoscessimo, ma perché si credeva di più nell'amore. 
Diciamo solo che noi siamo quelli cresciti tra le storie della Disney, dove il principe salva la sua amata e vissero felici e contenti, e le storie/film di Federico Moccia con temi più adolescenziali sui primi veri amori. Per cui, per noi non è stato semplice. Ora a pensare a tutto questo è impossibile celare quel velo di imbarazzo perché, sopratutto noi ragazze, credevamo davvero che esistessero storie d'amore così o che la nostra prima volta sarebbe stata da ricordare. 
Io vorrei vedere le facce di chi sta leggendo ora, per scorgere quel sorrisino da: 'è vero, ha ragione!' e sopratutto perché è facile che ora stiate pensando che in fondo, la vostra prima volta non è stata così tanto spettacolare come forse vi eravate immaginate. Detto questo però sono certa che, anche se per molti la loro prima volta non è stata come l'aspettavano, l'hanno fatto con una persona a cui erano legati sentimentalmente. Ed è questo il bello degli anni della mia generazione: il sentimento. 
Oltrepassando questo momento di dolci e imbarazzanti ricordi facciamo un salto nel presente. 
I ragazzi oggi a 16 anni hanno già fatto più esperienze sessuali di tanti adulti in tutta la loro vita. Lo fanno solo per vantarsi con gli amici e per non essere etichettati come degli sfigati solo per essere ancora vergini o inesperti. Lo fanno con fretta e senza giudizio, bruciando le tappe e senza godersi i momenti più dolci e romantici. Sono in pochi quelli che sanno aspettare o che lo fanno con una persona a cui sono legati sentimentalmente e non sessualmente. Oggi non si fa più l'amore oggi si fa sesso. 
Sarà che io, essendo di un'altra generazione, la vedo in maniera diversa e da romantica che sono sto notando che i sentimenti vengono messi da parte, ora l'importante è farlo. Farlo presto, senza pensare alle conseguenze, senza i dovuti metodi contraccettivi, solo per dire di averlo fatto.
I ragazzi, anche se possono dare l'impressione opposta, conoscono poco del sesso, il fatto che già da giovanissimi lo pratichino, non significa conoscerne i rischi che ad esempio posso dare i rapporti non protetti, dalla trasmissione di malattie veneree a quelle virali oppure le gravidanze non desiderate; molti giovani non sanno neanche come si utilizza un profilattico. I giovani si vergognano ad acquistarli nelle farmacie e nei supermercati perché si sentono giudicati e guardati male. Anche il mio fidanzato, 29 anni compiuti e un indole a non prestare particolare attenzione a quello che la gente dice e pensa, un giorno ha trovato che la farmacista lo guardasse male alla sua richiesta...e non vi dico la faccia che la farmacista ha rivolto a me alla mia richiesta di un test di gravidanza. A momenti non mi mangia con gli occhi, gli mancava solo la scritta al neon sulla testa con scritto 'sgualdrina'. Ora ci rido su, ma appena uscita da quella farmacia il pensiero del mio ritardo sul ciclo, non mi sembrava così tanto grave come il sacrilegio che avevo commesso nel chiedere un test. Mi sono sentita giudicata non solo da quella farmacista negligente ma anche dal resto della clientela, mi sono sentita tutti gli occhi addosso e tremendamente vulnerabile. Pensando a questo, dubito che un ragazzo/a di 16 anni abbia il coraggio di subire lo stesso sguardo che è toccato a me. Invece di andare avanti si sta tornando indietro nel tempo, si sta ritornando ai tempi dei miei nonni, tempi bigotti, tempi in cui in casa di queste cose non ci si poteva azzardare a parlare. 
Addirittura, nel 2009 la ASL di Milano, con una circolare ha cancellato gli incontri fra i ragazzi e gli esperti, chiamati da 30 anni a parlare alle classi. Nel documento, la direzione dell’azienda sanitaria dispone che “non debbano essere ulteriormente svolte attività di educazione alla salute nelle istituzioni scolastiche che prevedano un rapporto diretto fra gli operatori e gli allievi delle scuole dell’obbligo”. Un vero atto di bigottismo. 
Qualche tempo fa, su Sky, vedevo un programma chiamato Sex Education Show, molti lo hanno trovato inutile e diseducativo, altri lo hanno criticato e altri invece, come me, lo hanno trovato davvero un bel programma. Decisamente diverso dal tipo di programma televisivo a cui si è abituati, ma migliore di tante altre porcherie che si vedono in tv sempre più spesso. Sta di fatto che in una puntata la conduttrice si è recata nella prima classe di un liceo a parlare di sesso con i ragazzi. È saltato fuori che essi sanno davvero pochissime cose giuste sull'argomento. La colpa, a mio avviso, è per la maggior parte dei genitori di questi ragazzi. Gli adulti, i genitori non è che le cose non le sanno, non riescono a parlarne con i proprio figli... così il sesso, l'anatomia, gli sviluppi ormonali e i cambiamenti del corpo ecc. diventano tutti argomenti tabù. I giovani, che così facendo, non hanno un punto fermo, non sanno dove cercare e imparare queste nozioni e si rifugiano su internet e nei siti pornografici, dove chiaramente si vede di tutto tranne le cose sopra citate. È per questo motivo che io trovo giusto che già dalla 4°-5° elementare vengano fatte delle ore di educazione sessuale, dove spiegare loro l'anatomia umana e i suoi cambiamenti. Sarebbe giusto dare ai ragazzi delle medie, ad esempio, la possibilità di seguire delle lezioni con esperti, ginecologi, sessuologi per avere dei chiarimenti, per spiegare loro cosa comporta un rapporto non protetto, i cambiamenti ormonali e rispondere alle mille domande che nella testa di un adolescente ci sono riguardo all'argomento... magari rendendo partecipi anche i genitori di tanto in tanto, che male non fa. 
Concludo citando due risposte che potete trovare su Yahoo! Answer date ad una ragazza che chiede: ''nelle scuole dei vostri figli si fa educazione sessuale?''
1. No, i ragazzi imparano queste cose da soli. Imparano la malizia, imparano il sesso, imparano a toccarsi. Ma l'eduzione sessuale è rimasta al medioevo, altrimenti non ci sarebbero decine e decine di ragazzi tra i 17 e i 20 anni proprio qui su answer, convinti di aver messo incinta la fidanzata con un bacio!!! non ci sarebbero ragazze convinte di essere rimaste incinte perché hanno toccato il fidanzato; non ci sarebbero ragazze che interpretano un giorno di ritardo del ciclo e un po' di mal di pancia come "sintomi di gravidanza". Non serve che vada avanti...
2. Lo so, è una cosa grave, io non solo non l'ho mai fatta a scuola (se farci vedere una videocassetta che parla di cambiamenti ormonali si può chiamare educazione sessuale...) e a casa mia NESSUNO mi ha mai parlato di nulla, e pensa che ho un padre ginecologo che dovrebbe tenerci a queste cose. Mia madre solo una volta si è sbilanciata dicendo "l'aborto è un omicidio". Io non ci vedo nulla di male nell'educazione sessuale, trovo incredibile che i 14enni di oggi conoscano il kamasutra ma non sanno usare un profilattico e se ne escono con frasi del tipo "se faccio sesso anale rimango incinta?" e neanche sanno scrivere la parola incinta... Fossi in voi, quando sarà il momento, farei pressioni affinché la scuola aggiunga questa materia (chiamiamola così) io farei come religione, chi vuole può anche non seguirla ma almeno dare l'opportunità agli altri di imparare qualcosa! Alle medie una mia compagna di classe scappò piangendo perché le usciva l'assorbente dalla giacca e tutti i ragazzi la prendevano in giro!! E la chiamavano puttana solo perché era la prima ad avere avuto il ciclo...
Ora non stupitevi se leggete sul giornale: 'amore tra i banchi di scuola, diventa mamma a 13 anni', 'sesso a 14 anni, le adolescenti raccontano: se non ti fai sverginare sei una sfigata', 'lei 11 anni, lui 13, anziché studiare facevano sesso'. I tempi sono cambiati e i giovani sono più svegli di quanto noi non lo siamo mai stati, il minimo che si possa fare è dare loro un briciolo di educazione sull'argomento.

Il sesso dovrebbe essere ispirato da sentimenti amichevoli. Altrimenti, scegliete giocattoli meccanici: è più igienico. [Robert A. Heinlein]