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sabato 25 aprile 2015

ROSCO E I SUOI AMICI: CAMPIONI IN CAMPO, CAMPIONI NELLA VITA! #ioadottouncampione



Chi conosce Rosco, non può non pensare a lui come ad un Gigante Buono dal cuore di panna.
Sempre disposto ad aiutare, a buttarsi in prima linea in qualsiasi battaglia, per aiutare chi ne ha bisogno. Non ricordo un solo giorno in cui l'ho visto senza sorriso sulle labbra, eppure so per certo che ne ha passati di momenti brutti.... 
Padre di famiglia, in piena crisi economica, il lavoro scarseggia e un contratto che tarda ad arrivare, eppure lui continua a dare, a regalare quello che più prezioso ha. Il suo tempo, la sua persona, la sua voglia di aiutare ed essere utile al prossimo.
Durante l'ultima tragedia in Sardegna è partito con un camion pieno di aiuti raccolti tra gli amici senza neanche pensarci. 
Ma le più grandi soddisfazioni le raccoglie durante la sua attività di volontario accompagnando i suoi amici speciali.
In occasione dei prossimi Giochi Olimpici a Los Angeles tanti atleti normodotati hanno voluto sostenere i loro compagni special. Troverai alcuni altri video alla fine dell'articolo.
Adotta anche tu un campione, grazie ad una piccola donazione questi Atleti potranno coronare il loro sogno di conquistare l'America! Sostieni SpecialOlympicsItaly

CIAO, mi chiamano ROSCO da più di vent'anni e io lo uso quotidianamente come mio nome di battesimo (Gianluca il nome reale). Faccio una premessa prima di dirvi chi sono:
“Io ho peccato nella mia vita, ho peccato tante volte e probabilmente finché non morirò peccherò ancora. Cos'è il PECCATO? Un errore, una cosa brutta, una cosa che non va fatta, questo ce lo dice la chiesa,. Ma codesta chi è per dire tutto questo? La storia è piena di esempi dove la chiesa ha peccato, quindi predica bene e razzola male!! 
Tornando a me uomo e peccatore, come potrei tornare indietro (in senso letterario) e chiedere scusa dei miei errori? Andando a confessarmi? Perché, un altro uomo uguale a me ha la capacità di darmi il perdono, solo ascoltando il mio peccato e dandomi 2\3 preghiere da dire? Lo vedo un po’ un modo passato, un antenato del GRANDE FRATELLO (guarda caso anche lì c'è il confessionale), dove uno spiattella i propri fatti e qualcuno, poi dice che hai sbagliato e cosa dovresti fare.
Penso che una persona possa sbagliare volutamente o anche involontariamente, l'errore può essere piccolo o grandissimo, ma solo la persona che l'ha commesso può pentirsene, capire da quell'errore e farne tesoro. Solo se uno VUOLE, può rimediare ai suoi errori, ma come? Prima di tutto scusandosi se possibile, poi aiutare se stesso e gli altri più deboli, chi ha bisogno di te, di un sorriso, di una mano, della tua compagnia. Aiutare chi ha meno fortuna di te a crescere in situazioni migliori, a dare la possibilità a chiunque di dire ESISTO ANCH'IO ECCOMI.
La Bibbia, il Vangelo, il Corano e chissà quanti altri libri religiosi dicono tutti la stessa cosa ma con interpreti diversi: " Fai del bene, dai a chi non ha, aiuta il prossimo..." ma alla fine tutte le religioni hanno sempre portato dolore, guerre, morte a tutti i popoli e soldi e potere solo a una PERSONA o ad una ristretta cerchia di persone. Ci hanno sempre insegnato che Gesù era un povero nato in una stalla e faceva del bene attraverso dei miracoli. Di povertà dopo Gesù nella chiesa non ne ho mai più sentito parlare. Quindi per concludere io sto riflettendo sui miei peccati e sto cercando di rimediare, cercherò di essere il più possibile un UOMO di BUONA VOLONTÀ a modo mio dando fin dove mi è possibile quella fortuna che io ho avuto modo di usufruire fino adesso, la voglia di vivere e la possibilità di riuscire a chi ha avuto meno fortuna di me, sempre con il mio SORRISO”.
Eccomi fin da piccolo ho praticato sport e come la maggior parte dei bambini italiani ho iniziato col calcio, ma visto il mio fisico “minuto” non sono riuscito a sfondare nel modo giusto. Son passato alla pallavolo per 2 anni dove, quando schiacciavo la palla a terra sfogavo quella mia natura “irruenta” nel fare le cose che mi piacciono. Nel calcio mi fischiavano fallo e qui almeno mi fischiavano il punto, un passo avanti. Fino a che, a 17 anni (purtroppo un pelo tardi) ho conosciuto un altro sport e un altro ambiente quello del RUGBY…ecco qui il mio fisico “minuto” 187 cm per più di 95 kg di peso all'epoca, poteva sfogarsi a sfondare le linee per raggiungere il risultato personale, ma soprattutto di squadra. In quegli anni non era ancora uno sport famoso come può esserlo oggi e anche l’ambiente era più familiare e amichevole, pochi e uniti veramente nell'aiutarci dentro e fuori il campo. Si lottava fin dagli allenamenti, col bel tempo ma anche con pioggia e ghiaccio, alle partite e dopo il classico “terzo tempo” dove entrambe le squadre compreso l’arbitro mangiavano una pasta insieme e bevevano birra indipendentemente dal risultato. 
Questi sono i principali valori che ci insegnavano: GRUPPO, SOSTEGNO, RISPETTO. Abbiamo anche avuto allenatori stranieri con cui siamo cresciuti molto a livello qualitativo e di numero di partecipanti, persone con cui ancora intrattengo rapporti di amicizia anche se si trovano dall'altra parte del mondo, in Nuova Zelanda, dove sono finito per il matrimonio di un ex allenatore e poi mi son fermato circa 10 mesi a giocare e a lavorare, proprio nella patria del rugby, dove ho imparato ancora più tecnica. Esperienza unica e irripetibile visto che dopo 2 anni ho dovuto appendere le scarpe al chiodo, per problemini fisici dovuti alla mancanza di tempo per allenarmi. 
Tra la tristezza dell’aver smesso di giocare e la crisi di lavoro son passati anni bui. A me piace pensarla così, nel giugno del 2012 qualcuno ha messo sulla mia strada la soluzione ai miei malesseri e toccava solo a me acchiapparla, come per fortuna feci. Volontario Special Olympics: come una soluzione? direte voi. Non avevo lavoro e neanche soldi, come fare il volontario poteva aiutarmi? Beh oltre a lavorare duro sempre grazie al mio “fisichino” ho conosciuto un mondo che non mi apparteneva, un mondo fatto di persone veramente speciali, non solo nel nome. Donne, uomini, ragazzi e adulti che sorridono, si impegnano, gareggiano, danno tutto quello che è nelle loro possibilità e sorridono di nuovo!!!! Sono felici, esprimono gioia solo a guardarli. Ovviamente parlo in generale, non tutti al 100%. Mi ricordo durante la cerimonia di apertura dei giochi nazionali estivi di Biella nel 2012, girando tra gli atleti disposti davanti al palcoscenico, notai un gruppo di ragazzi che ballavano felici. Vicina a loro una ragazza, loro compagna, che stava seduta e col muso. Irene il suo nome, arrivava dal Lazio. Le andai incontro e le chiesi di ballare con me, lei rispose con un sorriso a 100 mila denti da quanto era contenta e dopo rimasi lì con lei a guardare l’accensione del braciere e i fuochi d’artificio. Lei felicissima e io in lacrime, pieno di gioia. In quel momento mi stavo curando dentro i mali degli ultimi anni. 
Il giorno dopo vedevo sempre Irene a pranzo e lei sorrideva e mi ha chiesto di andare a vederla al palazzetto dove faceva ginnastica. Solo all'ultimo giorno riuscii a staccarmi dai lavori allo stadio per andare a vederla. Non vi dico quando mi ha visto! 
Poi ho conosciuto, sempre a Biella, un ragazzo di nome Federico (“ehi fratellooooooo”) appassionato anche lui di rugby. Conobbi anche Ivan e Luca suoi compagni di squadra e le loro famiglie di Pavia. Quando ho saputo che Federico dormiva con una maglia da rugby ho chiamato la mia ex squadra per chiedere una maglietta da regalare a questo atleta e quando gliel'ho consegnata i suoi occhi sono stati altri anni curati dentro per me. Pensate che dopo un anno e il mio invito sono venuti anche al mio matrimonio e questo è stato uno dei più bei regali. Averli lì in un giorno per me così importante.  
Esperienze come questa le ho provate anche agli invernali al Sestriere nel 2014 dove per motivi di lavoro e famiglia, potei andare solo un giorno a dare il mio contributo. Ricordo che dopo aver spalato a tempo di record insieme a Daniele la zona premiazioni,  abbiamo premiato i vari atleti e anche in quei momenti vedi come per loro sia importante vincere, ma se non lo fanno sono felici lo stesso. Salgono sul podio, urlano, saltano, si abbracciano e sorridono! Avete mai visto una premiazione di atleti normodotati? Beh io si ma non mi danno una carica come gli atleti special.
Altra esperienza da poco vissuta sono gli invernali nazionali a La Thuille nel gennaio 2015. Questi vissuti a pieno regime visto le nuove difficoltà di lavoro sopraggiunte (guarda il caso a metà giochi mi arrivò una telefonata con una proposta di lavoro a tempo determinato ma meglio di nulla). Anche qui mi sono organizzato e grazie ad amici vari ho trovato una sistemazione gratuita in un alloggio. Non avrei potuto pagarmi tutte le spese per stare lì, e ci siamo preparati con tutte le varie operazioni aspettando gli atleti il giorno seguente. I primi arrivi, i primi abbracci e saluti visto il tempo che passa tra un evento e l’altro e poi la conoscenza di atleti nuovi, ogni volta sempre più iniezioni di gioia. Poi si sale sulle piste insieme agli altri volontari, dove anche tra noi nascono amicizie che manteniamo durante l’anno che non ci si vede prima di rivedersi ai giochi dopo. Si aiutano i vari atleti facendo lo “ski-lift umano” cioè facendoli risalire al pianoro dove consegnavamo il the caldo. Nascono altre amicizie, per quel che mi riguarda in particolare con il gruppo di Merano, gli atleti Benjamin, Mauro, Manuel, Vittorio e Peter con i vari tecnici ,allenatori e genitori con sostegni emotivi, sorrisi, complimenti e anche sfottò che durano tutta la settimana a pranzo, a cena e a colazione e nei momenti di relax in hotel. Durante le ennesime premiazioni il giovedì, proprio con Peter e Benjamin scherzavo facendo il tifo per il secondo e scanzonando (ovviamente in modo scherzoso). Peter, era stato fatto sedere al primo posto della fila che significava arrivato primo e per ridere gli dicevo che era arrivato 5. Quando tocca alla loro fila correggono all'ultimo le vere posizioni e siccome Peter aveva saltato una porta è stato declassato da primo a quinto: io volevo morire, stavo male per lui che ci teneva a vincere anche perché era veramente il più forte e bravo! Lui sì ci rimase male, ma salì sul podio al 5 posto e salutava e sorrideva ugualmente, mentre io ero in lacrime miste gioia e dolore per un dispiacere creato ad un amico conosciuto 2 giorni prima. 
Una sera, finite le gare, prima di cena entrai in sala tv e c’erano degli atleti che parteciperanno ai giochi Mondiali Special Olympics a Los Angeles il prossimo luglio 2015. E' stato chiesto loro di presentarsi e dire cosa si aspettavano o il loro sogno da questi giochi. Tra i vari passaggi quello di Giulia di Lodi, mai conosciuta prima, mi ha letteralmente messo KO. Ero un fiume in piena! Ha detto che andare in America con la sua squadra di pallavolo era il suo SOGNO (quanti di noi possono dire di star per realizzare il proprio sogno?) e che era felice già solo per quello. La sua compagna Elisa racconta che durante l’inno d’Italia ai giochi di Biella si era emozionata e Giulia le teneva forte la mano!
Questo è SPECIAL OLYMPICS e da fuori non si può comprendere se non si partecipa, se non si è aperti verso questi atleti e soprattutto se non si fanno le cose col cuore. 
Da quel famoso giugno 2012 io ho sempre ricevuto un sacco di iniezioni di tutte cose positive che questi atleti speciali ti danno in modo spontaneo e semplice, senza malizie, senza furberie, senza secondi fini come si è ormai abituati nel mondo dei normodotati. Mi auguro di riuscire sempre nel limite delle possibilità economiche e lavorative di poter seguire i giochi ovunque siano per poter aiutare ma soprattutto essere aiutato. 
Ci fosse più integrazione durante la vita di tutti con le persone speciali tutti quanti starebbero meglio. 
Bisogna abbattere questo muro, chi è diverso non è peggio, anzi il più delle volte è meglio!!! 
Vi lascio una frase che tempo fa scrissi: Ogni tanto penso che sarebbe meglio essere uno SPECIAL, primo perché sarei SEMPRE FELICE e secondo perché non dovrei vergognarmi di esser come i miei SIMILI!
Io tutto quello che faccio sia per Special, che nella vita lo faccio col cuore e cerco sempre di farlo al meglio. Mi sono accorto che più fai del bene e più ne ricevi in ogni modo e sotto diverse forme, sta solo a noi decidere di farlo senza costrizioni e senza obblighi.
GRAZIE A TUTTI.

Rosco




giovedì 2 ottobre 2014

UN NOME, UN PERCHè...



- Mamma, perché mi hai chiamata Clizia?
- Ecco, Papà avrebbe voluto un maschio e in quel caso, si sarebbe chiamato Ivan, se invece nasceva una piccola "pisciona" potevo scegliere io. Volevo un nome con significato, un nome originale e che si distinguesse. 


Premetto che mia madre si chiama Maria e mio padre Mario, che coincidenza! Comunque la risposta di mia madre vale anche per mia sorella che porta il dolcissimo nome di Denise.
Quando poi è stato il mio turno dare un nome ai miei figli la scelta è stata comunque velocissima e fin dal primo giorno di gravidanza semplice e naturale.

Per il mio primogenito devo ammettere che la scelta del nome mi è stata praticamente imposta. Vuole la tradizione spagnola che normalmente (nell'80% dei casi) il primo figlio maschio porti il nome del padre, che poi nel mio caso è il nome del nonno paterno, che poi è il nome del bis-nonno, vabbè avete capito. Quindi il nome di LINO è stata una scelta obbligata senza possibilità alcuna di reclamare, Per lo meno ho potuto associarlo a IVAN (versione russa di Giovanni), nome che ho sempre considerato di carattere e che voleva soddisfare il desiderio di mio padre di avere un maschietto che portasse quel nome. 
Ecco per il mio secondogenito, sono stata io la zuccona testarda. Non ho voluto sentire ragioni, ne' scuse, ne' obiezioni. Il nome l'ho scelto in onore di Fernando Alonso, pilota di F1, del quale (mio marito ne è totalmente consapevole!) sono innamoratissima da anni. Il nome è vetusto (almeno in Italia suona a vecchio!) ed ha un significato alquanto ambiguo "Coraggioso nella Pace", in caso di pace essere coraggioso è facile, e in guerra? Comunque nessun ma o però di famigliari ed amici, nessuna crociata intrapresa per farmi cambiare idea è servita! Poi, tra qualche anno, il mio fagiolo biondo dirà la sua, sul nome e il perché si chiama così.

Non è facile, non è un compito da sottovalutare. Pensate che un nome è per sempre e che non lo si può cambiare in caso di non gradire la scelta dei nostri genitori, o meglio non è così facile. Si potrà adottare un soprannome, ma ufficialmente lo si porterà fino alla tomba. E' l'unica certezza che ci accompagnerà per tutta la nostra esistenza ed è una eredità sicura che lasciamo ai nostri figli, un regalo eterno.  

Come si sceglie un nome per i propri figli? Su cosa si basano madri e padri al momento di fare questa scelta? Ecco cosa mi hanno risposto alcuni famigliari ed amici a cui ho chiesto di condividere con me, con noi, i loro motivi, le loro scelte.



Denise: Ho chiamato mia figlia NADIA perché è un nome che mi è sempre piaciuto e fin da ragazzina dicevo che avrei chiamato così mia figlia. Inoltre ha un bellissimo significato perché vuol dire "speranza" e in Italia è in disuso, quindi non ci sono tante bambine che si chiamano così. Per STEFANO vale quanto detto per Nadia... è un nome che mi è sempre piaciuto...Per DARIO non c'è molto da dire... è stato scelto tra una rosa di possibili nomi... volendo escludere quelli già usati in famiglia e non volendo nomi troppo frequenti oggi nei bambini... era quello su cui eravamo d'accordo sia io che Luca...




Nausicaa: Mia figlia si chiama ASIA MARTINA. ASIA perché tutte le mie amiche che hanno partorito prima di me hanno chiamato le figlie con il nome che avevo scelto per la mia. E MARTINA solo perché il giorno del battesimo il prete mi ha detto che la dovevo assolutamente chiamare con il nome di una santa o sarebbe saltato il battesimo. Premetto che da piccola se avessi avuto una figlia femmina mi sarebbe piaciuto chiamarla Asia, poi con il tempo mi sono piaciuti altri nomi.. Ginevra, Rebecca, Sofia, Vanessa e Martina



Rosy: il nome lo abbiamo scelto perché ci piaceva....non c'è un motivo




Andrea: Mia figlia si chiama MARTINA perché mi piace il Martini ma chiamarla così era troppo alcoolica



Sonia: Si chiama SIMONE, perchè volevo un nome con la stessa iniziale del mio e del padre e così ho scelto tra quelli papabili il nome che suonasse bene anche con il cognome.


Cinzia: SONNY, perché all'epoca guardavo Miami Vice dove recitava Don Johnson che mi piaceva un casino e nel telefilm si chiamava Sonny Croket......ed ecco perché il mio pupo si chiama così.


Izaskun: La mia prima figlia si chiama MALENA, perché avevo letto un libro meraviglioso "Malena es nombre de tango"  (Malena un nome da tango di Almudena Grandes) e che raccontava le vicende di una donna forte, indipendente, senza pregiudizi. La seconda si chiama ALEJANDRA (Alessandra). Prima che nascesse avevamo il dubbio se chiamarla Alessandra o Carlotta, quando mi chiedevano come l'avremmo chiamata e dicevo le due possibilità, tutti esclamavano "Alessandra, che bello per una bambina!" Per questo e poi avevo timore che ereditasse la faccia rotondetta di suo padre e che fosse bersaglio di scherno degli altri bambini (Carlotta-Carota!) l'ho chiamata Alessandra. Poi il padre si chiama Alessandro e comunque è un nome da donna forte e con carattere e mi piace chiamarla Alex anche se suona maschile e a lei non piaccia. 


Fiammetta: Ho chiamato mia figlia SHEILA perché stavo vedendo la fiction di Beautiful e c'era come protagonista Sheila. Aveva un carattere che voleva sempre essere presente in tutto ed era perfida, ma oggi per mia figlia tutto questo è diverso;


MariaCristina: Si chiama ELEONORA perché eravamo indecisi tra 2 nomi Eleonora e Lucrezia . Ma Lucrezia col cognome Cozzi faceva a "cazzotti " e allora a prevalso Eleonora. Nome bello,  elegante e non comunissimo;


Andreina: I miei figli si chiamano MATTEO e NICOLò perché: lunghissima da raccontare.... Premetto che ho sempre creduto nella successione dei numeri, lettere, segni ecc.... Prima di conoscere mio marito sapevo già che se avessi avuto dei figli si sarebbero chiamati Matteo o Anna. Silvio era stato scartato per la questione Berlusconi anche se il nome che mi piaceva di più in assoluto. Conoscendo Carmine,  con l'iniziale del nome C e io con la A le mie certezze vacillarono. Dovevo trovare un nome con la B, che si posizionava esattamente tra noi due. Va beh avevo qualche anno davanti, siamo stati fidanzati 11 anni! Sposati prendiamo una gatta e anche li il nome doveva stare in mezzo a noi : Baronessa era l'ideale! Poi arriva un altro gatto il nome scontato : Barone. Quando so di essere incinta non avevo ancora trovato in nome con la B che mi piacesse: come si può chiamare un bimbo con la B? Ancora se fosse femmina ci stava Barbara o Beatrice, ma da maschietto!!! Combattuta fino alla fine e con la certezza che i figli sono creature autonome da lasciar andare non mi resta che ritornare sulla mia scelta di decenni prima: Matteo! A questo punto il secondo e' stato facilissimo: Nicolò e' stata la conseguenza dell'iniziale, dopo la M la N. Ps . Capisci perché non ho fatto il terzo???

Patrizia: LINDA è un nome che ci è sempre piaciuto, inoltre entrambe le nostre nonne si chiamavano cosi. Non ci sono mai piaciuti nomi lunghi e a quel tempo, Linda era un nome diverso, poco usato.


E sia, ci sono svariati motivi che spingono a scegliere un nome piuttosto che un altro, alcuni aneddoti simpatici o solo gusto personale, si spera sempre che le nostre scelte siano accettate e piacciano a chi deve portare la nostra decisione a vita.

Kly

giovedì 10 luglio 2014

AH!!! SE SI ALZASSERO DALLA TOMBA....

E chi non ha mai reclamato o sperato che qualcuno tornasse dall'aldilà??
Certo che riabbracciare i nostri cari sarebbe l'ideale, questo è un desiderio comune a tutti senza dubbio. Quindi ho spostato l'attenzione solo su persone famose e conosciute, le quali hanno lasciato un ricordo indelebile nel loro campo e grazie al loro contributo si è scritto un pezzo di storia...
Ebbene a me succede costantemente di desiderare il ritorno di qualcuno...
Quando i giovani d'oggi definiscono MUSICA certe minacce per i miei timpani, penso a Wolfgang Amadeus Mozart e al suo genio. Chissà se trova pace con certe offese sonore!
Per non parlare dell'arte, le opere di Michelangelo o le vedute del Canaletto. Opere sublimi che fanno parte della cultura Italiana e con orgoglio ci vengono invidiate da tutto il resto del mondo.
E poi sento la mancanza di Ayrton Senna, che ha saputo essere un grande al volante di una monoposto, ma indubbiamente era un grande benefattore nell'ombra. Una persona umana e molto vicina ai più bisognosi, senza però la necessità di pubblicità o impatto mediatico.
E visto l'inaridirsi giorno per giorno dei buoni sentimenti e il proliferare dell'egoismo ed egocentrismo nella società moderna, rivorrei il Professor Buscaglia e manderei a qualcuno ad assistere alle sue lezioni sull'Amore e i buoni sentimenti.



Figure carismatiche, geniali o talentuose! In ogni disciplina c'è stato il Maestro e la mancanza a volte si fa sentire in maniera palese. Un vuoto incolmabile che solo fantasticando possiamo riempire. Ah se potessero tornare, anche solo per 1 ora a sistemare, terminare o giudicare l'opera dei posteri.
E così giocando con la forza del pensiero ho chiesto ai miei amici chi volessero far ritornare tra i vivi se avessero il  potere di farlo.




 - LINDA: Ruggeri, ex presidente dell'Atalanta, morto da poco. Il presidente più odiato ma il più determinato mai visto. Era un bel duello tra lui e i tifosi, quasi odio ma a parer mio era anche un grande.



- DENNY: Leonardo da Vinci! Perché: nella speranza che lui, tanto geniale e inventivo, possa trovare le migliori soluzioni ai problemi di questo nostro piccolo e malato mondo regalandoci nel contempo la bellezza con le sue opere d'arte.


- SHEILA: Marco Simoncelli, perché non si meritava di morire cosi, era un mito quell'uomo, stava realizzando il suo sogno.
 - NAUSICAA: Ci ho pensato..e ripensato.. Non mi veniva in mente nessuno in particolare, poi improvvisamente mi è venuta in mente la notizia della morte di Lady Diana. Mi ricordo esattamente dove ero e cosa stavo facendo nel momento in cui ho appreso la notizia della sua tragica morte, quando sono stata a Parigi sono andata anche a vedere il tunnel dell'Alma. Vorrei resuscitasse proprio lei perché l'hanno sempre definita la principessa triste, viveva probabilmente una vita infelice e mi piacerebbe che sapesse invece quanta gente l'ha amata e continua ad ad amarla. Poi sotto il profilo umano penso sia morta troppo presto, i suoi figli., i malati, i poveri avevano ancora bisogno di lei.



- MAURO:  Uno non posso...almeno 4! Bob Marley, Elvis Presley, Michael Jackson e Freddy Mercury! 4 grandi, 4 generi completamente diversi, 4 vuoti mai colmati che mai si colmeranno! 

Come artisti rivoglio Arman e Kandinsky.

 - MARA: Farei tornare Mussolini così magari un po' di cose le rimetterebbe a posto e tutti al rogo i ladroni.

 - ROBY: Oggi come oggi, Benito Mussolini. Perché sarebbe la soluzione a questa Italia.

- ALESSANDRO: Mussolini, perché l'Italia è nostra!!!

- CINZIA: Mussolini, .penso il perché sia chiaro in questo periodo farei una bella pulizia di tutta la feccia.



 - ROSY: Forse Jackson, ma anche Freddy Mercury. In fondo anche se le loro vite sono state tormentate dai media, scrivevano belle canzoni;



 - MALCOM: Così su 2 piedi posso citare Douglas Adams, eccellente scrittore inglese morto troppo giovane secondo me (49 anni);


 - SERGIO: Gigi D'Alessio! Perché? un cantante neo melodico come lui, non ha rivali ....caVOLI, non è ancora morto! Non sentivo canzoni nuove da un po' pensavo fosse andato ..........Allora facciamo Gandhi, perché? beh credo che il solo nome sia sufficiente.

 - SONIA: Non è facile come domanda perché a volte chi scompare viene commemorato e ricordato molto più di chi è in vita e sembra ancora in un certo qual modo "vivo", se non altro nei ricordi. Comunque di recente ho letto la biografia della Fallaci e in realtà non mi dispiacerebbe che fosse ancora tra noi.....



- VINCENZO: Forse resusciterei Marilyn Monroe. Perché dicono che donne come lei sono rare. Femminilità, sensualità e sex appeal. Avrei voluto constatare.



 - ANDREA: Farei rinascere Umberto Sordi perché Umbertone nazionale era un grande maestro.



- MARCO: Direi Einstein per continuare la ricerca scientifica.



- FABIO: Sandro Pertini, perché abbiamo bisogno di persone come lui per mettere a posto la politica italiana.




- LINO: Emilio Salgari, perché lo considero il miglior scrittore di romanzi d'avventura!



Ebbene  di personalità famose ne richiameremmo tante e svariate, ma c'è da sottolineare anche un altro aspetto che mi ha fatto notare FRANCO :"Non ne ho la più pallida idea di chi farei rivivere, chiunque andrebbe bene. Piuttosto preferirei che sparisse qualcuno......" e come dagli torto?


Kly

sabato 28 giugno 2014

LA PAURA FA 90

Questo detto o proverbio non l'ho mai compreso interamente! In senso figurato ed ironico, starebbe a significare che sotto lo stimolo della paura si fanno cose che sembrerebbero impensabili in condizioni normali. Beh di fatti io raggiungo i 90 Km/h per scappare e nascondermi ogni volta che senza poterlo evitare mi "affronto" al mio più grande terrore. Per alcuni sarà stupido e magari infantile e anche incredibile e ridicolo, ma io sono affetta da Pediofobia e anche se in minor grado da coulrofobia. Parolone che significano che.... ho paura, anzi panico delle bambole e dei pagliacci. 
La paura, questa emozione comune ad umani e animali, che ci fa battere il cuore a volte più che l'amore, fa sudar freddo, ci procura veri attacchi di ansia, ci paralizza o ci spinge alla fuga dipendendo dal grado di intensità con cui si percepisce un pericolo reale o supposto, è una condizione spinta dall'istinto per preservare la nostra esistenza e il nostro spirito di sopravvivenza, ossia è una sensazione che ogni creatura vivente ha sentito o sentirà in determinare occasioni allo largo della propria vita. Il problema sorge quando il timore si sente in situazioni normali o davanti a avvenimenti comuni, ci procura ansie infondate e diventa più una circostanza mentale che reale! 
La paura si misura per gradi: TIMORE - ANSIA - PAURA - PANICO - TERRORE, a seconda dell'intensità con cui si percepisce e se a livelli bassi può essere affrontata e anche superata a livelli alti è quasi incontrollabile e causa comportamenti irrazionali. 
Questa mia paura condiziona non solo la mia vita, ma anche quella di famigliari ed amici che hanno figlie femmine in quanto OBBLIGATI a nascondere i giocattoli delle loro principessine ogni volta che vado a far loro visita! 
Nel mio caso poi, è impossibile andare a fare la spesa nei grandi magazzini o vedere la televisione durante il periodo natalizio, dove ogni 5 minuti appare una réclame di giocattoli, 
Mi rendo conto che le mie paure crescono con il passo degli anni invece che diminuire e che forse una bella terapia psicologica non mi farebbe male. 
Ma, quali sono le paure più comuni?

- Roby: Personalmente ho il terrore dei "ragni" sono molto aracnofobo..... se passo dove ci sono ragnatele mi gratto la testa in continuazione e me le sento addosso ! Paura o terrore in questo momento è di non arrivare a fine mese e riuscire con il bilanciare le spese fino allo stipendio successivo !


- Alessandro: Non sono una persona paurosa, reagisco si può dire in qualsiasi situazione......ma ho una fobia: gli scarafaggi.

- Valentina: Mi terrorizza la frase "ti devo parlare" perché mi fa pensare a tutto ciò che posso aver fatto senza accorgermi, ho paura dei rifiuti da parte di alcune persone,mi spaventa non avere nessuno che mi accompagni nelle mie avventure e tutto ciò che mi accade quotidianamente.

- Cinzia: La cosa che mi spaventa di più' sono le malattie.

- Maria Cristina: Sono tante le cose che mi terrorizzano fino a paralizzarmi e una di queste sono gli insetti dalla mosca in poi comprese farfalle notturne. Poi, l'acqua. Seppur l’adori e adori il mare dove non vedo il fondale e non é privo di alghe piante scogli ecc non ci metto nemmeno un dito. E poi l'ignoto e il paranormale . Sono di quelle che non ci credo ma però meno ne parlo e meno ci sto vicina e meglio é.

- Vincenzo: Mi fa paura la solitudine. Il passare degli anni e la possibilità di invecchiare in piena solitudine. Inteso come non avere qualcuno affianco, non costruire una famiglia propria e di conseguenza non avere proprio nessuno.

- Andreina: Potrebbe terrorizzarmi solo la calvizie mondiale essendo l’acconciatura mia prima fonte di reddito, ma da brava imprenditrice ho inserito altri servizi (manicure pedicure trucco e vendita prodotti e bigiotteria) quindi...!!!!

- Nausicaa: Paura, paura penso nulla. Ci sono un paio di cose che mi fanno schifo tipo i serpenti...pensandoci bene fino a qualche hanno fa avevo il terrore di stare a casa da sola ma da quando è nata mia figlia è svanita questa paura.

- Sonia: Le lucertole mi fanno tanta paura.

- Sheila: Perdere le persone più importanti della mia vita.

- Linda: Sinceramente? Non so bene cosa mi faccia realmente paura, sò però che, mi domando spesso, cosa dovrò fare quando i miei zii non ci saranno più e io rimarrò da sola con mio cugino, come mi dovrò comportare? Questo mi fa paura

- Marty: Gli squali!

- Sonia: A me fa paura la cattiveria umana! Di fronte a quella mi sento fragile perché non so come combatterla.

- Anna: Scricchiolii dei mobili, essere sola di notte e non sentirmi bene come stanotte, avevo dei dolori al petto e mi sono spaventata....

- Franco: Non sopporto le punture e solitamente non ho paura del buio, ma se mi ci trovo e comincio a pensare a cose brutte, mi sembra sempre che qualcuno mi afferri da dietro.

- Lino: Di cosa ho paura? Non mi piace vedere una porta aperta o socchiusa su una stanza buia, mi fanno senso le meduse, il sangue defluire dalle ferite, però paura, paura di niente!

- Marilù: Una cosa che può farmi paura? Beh può essere il futuro..Non sappiamo cosa realmente ci troveremo davanti domani, tra un mese o tra anni. E penso sia una delle paure più temibili che un uomo realmente possa avere, visto che non sempre va tutto come vorremmo noi..

Insomma, paure e timori ce ne sono tanti. Saper far fronte ad essi e mantenerli controllati sarebbe ideale..... Sennò... si gioca il 90 al Lotto!!

Kly

mercoledì 19 marzo 2014

2 CHIACCHIERE CON VINCENZO MONTEMITRO - SCENEGGIATORE E REGISTA TEATRALE

Ho conosciuto Vincenzo 2 anni fa. Ero in vacanza con la famiglia un altro anno sul Gargano, stesso mare, stesso campeggio per il terzo anno consecutivo. Nuovo staff di animazione, tanti giovani felici e spensierati, voglia di divertirsi e devo dire che non ho saputo riconoscere la vera essenza di Vincenzo, quindi colgo l'occasione per scusarmi ufficialmente. Per fortuna non mi fermo alla prima impressione e mantenendo i contatti con lui, anche a distanza è riuscito a trasmettermi la sua vera personalità che in estate era rimasta nascosta dietro la maschera di tutta felicità, gioia ed allegria che ci si aspetta da un animatore.  
La sua passione per il teatro, la sua attività solidale, il suo entusiasmo nella stesura dei copioni, sono tratti del suo carattere che affascinano e contagiano.
Vincenzo Montemitro è nato a San Nicandro solo 31 anni fa eppure ha tutta la professionalità di chi fa teatro da tutta una vita ed ecco come si racconta lui in una intervista in esclusiva per Tutto Per Tutti. 

1- Come e quando è nata la tua passione per il teatro?
La passione per il teatro è nata per gioco nel 2006 quando, senza mai aver avuto un'esperienza simile , decisi di mettere su uno spettacolo benefico . Non avevo idea di cosa fare, non a caso stavano organizzando un'asta benefica per raccogliere fondi a favore di A.I.R.C. Poi, il colpo di genio… Mettere su una commedia. Lo confesso, la prima commedia, non era un granché,  non aveva un vero e proprio filo conduttore ne’  una morale. Ma la gente si divertì e raccogliemmo per AIRC circa 3000 euro. Quindi un risultato ottimo.

2-A cosa ti ispiri per scrivere una sceneggiatura da mettere in scena?
In ogni storia che invento, in ogni trama che immagino, racconto sempre un po' di me. Nonostante io non salga sul palco nelle vesti di interprete, scelgo sempre un personaggio in cui identificarmi. Racconto una parte di me ...OGNI VOLTA. E se le mie commedie fanno il tutto esaurito è perché, credo, la gente avverta questo mio “mettermi a nudo”. Sono una persona tendenzialmente schietta sincera. Ma quando scrivo mi sento ancora più me stesso. Non a caso il mio motto …ALMENO A TEATRO LASCIATEMI ESSERE SINCERO. Li, io mi racconto ogni volta…e in tutte le sceneggiature che scrivo, quando arrivo alle battute finali, mi emoziono sempre. Il mio segreto è custodito proprio li. Aprire il mio cuore ogni volta …

3-Giovani e teatro, binomio possibile? O i giovani d’oggi preferiscono altre forme d’arte e di svago?
Giovani e Teatro non è un binomio impossibile. Forse solo difficile da apprezzare. Ho difficoltà a trovare giovani che si avvicinino al teatro. E le difficoltà aumentano quando parliamo ragazzi piuttosto che ragazze. Loro, preferiscono più il musical, io invece consiglio loro di provare almeno una volta nella loro vita, ad entrare nei panni di qualcun altro. L’emozione di un palco, di un pubblico che applaude e l’adrenalina del backstage non sono paragonabili al musical. Se commetti un errore in un MUSICAL la gente di sicuro se ne accorge. Se commetti un errore durante la messa in scena di una commedia è difficile che la gente se ne accorga. Insomma il teatro è la vita reale, dove non c’è  perfezione alcuna .

4-Si può vivere di solo teatro o arte in Italia in questo periodo?
Vivere di teatro è difficile ma non impossibile. Anche se dietro la preparazione di uno spettacolo c’è il lavoro di GRAFICI – TECNICI AUDIO E LUCI – COSTUMISTI –TRUCCATORI - SUPPORTO LOGISTICO oltre agli attori e al regista. Una macchina organizzativa “MOSTRUOSA”. Ecco se tutti devono essere remunerati è un vero e proprio problema. Perché a quello vanno aggiunte le spese teatrali (e non sono poche) il costo medio di una serata ha il costo di una buona busta paga (e sottolineo BUONA). Ma se si ridimensiona il tutto…pochi attori, scenografie povere, tutto si riduce, compresi i costi. Insomma di teatro non si vive, ma se fatto con parsimonia, potrebbe diventare una passione retribuita.

5-Doni tutto il ricavato delle tue serate in beneficenza, quindi non lo fai per il guadagno possibile, allora cosa ti spinge, qual è il motore che ti fa scrivere e continuare a fare teatro?
Otto anni di teatro, ed otto anni di solidarietà. L’intero ricavato al netto delle spese (quelle che ho citato prima tra costi della location – audio e luci e scenografie) lo devolviamo SEMPRE ad associazioni importanti e non della nostra bella Italia. Noi italiani abbiamo una generosità che ci distingue da tanti altri. Va detto…L’italia non è solo quella parte di persone di cui sentiamo parlare continuamente in TV. Il sorriso di chi ha bisogno mi ripaga del lavoro gratuito che svogliamo per mesi.
 
6- Quali sono i tuoi progetti futuri? Cosa stai preparando?
Sto ultimando la mia ultima sceneggiatura “SEGRETI A 4 STELLE* LA FINE*“ che chiuderà DEFINITIVAMENTE questa commedia che dura da ormai 3 anni. Confesso che scrivere il seguito di una storia è davvero difficile. E’ difficile sviluppare nuovi intrighi, nuove trame, nuovi intrecci su una storia già esistente. Il pubblico ha sempre aspettative più importanti e non deluderli è il mio arduo compito. Per gli inizi del nuovo anno ho in mente una commedia più IMPORTANTE scritta in italiano. La trama più o meno c’è…ma è ancora presto e preferisco mantenere un po' di riserbo. 

7- C’è una tua opera alla quale sei particolarmente legato?
Le commedie che ho scritto sono tutte importanti per me. Ognuna, come ti dicevo già, parla un po' di me, di un particolare periodo della mia vita. C’è qualcuna in particolare che ricordo con molto orgoglio e altre che ricordo con più simpatia più leggerezza.

8- Ci puoi raccontare un aneddoto simpatico o no che è accaduto durante la messa in scena di una tua opera?
Di aneddoti la vita teatrale è piena. 8 anni sono difficili da riassumere in qualche aneddoto. Ed ogni anno tradizione vuole, ce ne sia uno da ricordare. Uno recentissimo è la “rottura del sipario“ lo scorso 12 gennaio, i microfoni che non funzionavano ed io che di corsa sono andato nel mio camerino a piangere per la disperazione. Dopo qualche minuto, e la bravura dei miei tecnici è rientrato tutto...e la serata è stata davvero un successo inaspettato. Un altro inconveniente che ricordo con meno piacere è uno dei miei protagonisti che si defilò a 10 giorni dallo spettacolo e che mi costrinse a salire sul palco, interpretando l’attore assente, visto che ero l’unico che conosceva le battute di tutti avendo scritto la sceneggiatura.

9-Un genio ti concede 3 desideri in relazione al teatro, cosa chiederesti?
Il primo in assoluto è quello che ho già manifestato in una precedente intervista ad una radio. Raggiungere il decennale (e direi che manca poco) Il secondo, forse è quello più importante, desidero non perdere mai, le mie idee contorte, le mie storie ingarbugliatissime, insomma mi auguro non mi manchi mai la materia prima su cui lavorare. Il terzo non riguarda solo il teatro e lo tengo per me . J


Ricordo che il 26 e 27 aprile al CineTeatro Italia di San Nicandro (FG) vanno in scena gli ultimi due atti di "Segreti a 4 stelle" non perdetevi lo spettacolo! Grazie Vincenzo per il tempo che ci hai dedicato e ti auguro tutto il successo che meriti!

Kly