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giovedì 21 giugno 2018

I'M PERSONALe 2 - AC OFFICINA FOTOGRAFICA

Fotografia: fòto dal greco ϕωτο der. di ϕῶς ϕωτός «luce» e grafìa dal greco γραϕία der. di γράϕω «scrivere».
Quindi scrivere con la luce.
Semplice, no? Tzeee, Vi piacerebbe.

Ed aggiungo: Quante volte ho sentito il commento "Eh con quella macchina fotografica, le foto vengono bene sicuro.", ormai una non risponde neanche più a certe affermazioni.
Parafrasando una citazione di Henri Cartier Bresson: Per fare buone fotografie non ci vuole una attrezzatura particolarmente costosa, ma un occhio vigile e tanta passione.

Il mio amore per la fotografia risale all'età preistorica, ma solo quest'anno mi sono decisa a frequentare un corso serio per avere le basi teoriche al fine di conseguire scatti migliori.
Fortunatamente nelle vicinanze ho l'Associazione Culturale Officina Fotografica, di cui conoscevo alcuni membri e seguivo i progetti e i lavori su vari social... ed è stata la mia rovina!
I mercoledì sera "abbandono" la mia famiglia per assitere a corsi e serate a tema.
Più vedo gli scatti degli officini e più fremo dalla voglia di scattare foto a destra e a manca, a tutto e a tutti.
Quindi, la passione è aumentata, gli scatti piano piano migliorano e in più ho conosciuto un gruppo di artisti dell'immagine I N C R E D I B I L I.
Un gruppo eterogeneo, capitanato nientemeno che da ➡ Salvatore Fabozzi, Delegato FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche - provincia di Novara... mica pizza e fichi!

Durante la festa patronale del vicino Comune di Lenta (VC), svoltasi il fine settimana scorso, una parte degli Officini, ha esposto i propri lavori alla Mostra Fotografica "I'm PERSONALe 2".
[...] La Mostra "I'm PERSONALe 2" è il risultato di un progetto nato lo scorso anno, proprio per ritagliare un micro-cosmo personalissimo per ogni socio foto-amatore nel macro-spazio globale in seno all'associazione. In questo secondo appuntamento troviamo infatti gli scatti di 8 fotografi, 8 tipi personali di approccio alla fotografia. Ognuno di loro espone la propria personalità e traspare palesemente il back-ground intimo, la propria evoluzione, ma anche le involuzioni sviluppate. [...] (Fabio Tacca)
Le fotografie esposte sfiorano quasi tutte le tecniche e tematiche: paesaggistica, reportage, bianco e nero, ritratti, colore, street photography, fotografia creativa...
Ogni scatto è una porzione di mondo reinterpretata e ripresa da una angolazione alcune volte suggestiva e "anomala". Si respira voglia di esprimersi, di andare oltre le semplici apparenze, di ricreare e reinventare.

Sinceri complimenti agli officini che hanno esposto le loro opere dimostrando che il mondo è bello se ripreso ed esposto nella maniera corretta.

In ordine alfabetico, hanno esposto:
ALBERTO NOVELLO Ho iniziato a fotografare all'età di 17 anni. in questi anni ho coltivato questa passione, documentandomi e studiando angolazioni sempre diverse per migliorarmi ad ogni scatto. Ho maneggiato diversi stili: dallo Street alle fotografie di reportage dei luoghi abbandonati fino ad arrivare alla fotografia in bianco e nero, la quale, penso, sia il mio cavallo di battaglia. Attraverso il bianco e nero ho iniziato ad esprimere i miei stati d'animo, il mio essere ed il mio modo di vedere il mondo. La mia continua voglia di sperimentare mi porta spesso a non soffermarmi troppo su un genere o su uno stile, ma al contrario sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed ispirazioni. Da questa voglia di continui cambiamenti nasce questo progetto a colori➡ UNA VITA IN VACANZA:
 vuole raccontare, con un velo d'ironia, come l'essere umano passa i suoi momenti di relax. Appollaiato su un molo in riva al lago oppure disteso in città tra la calura ed il cemento.



BIAGIO BARRETTA: L'espressione personale è sempre stata tra i miei principali obiettivi. Dopo diversi anni nel mondo della musica militando come bassista in diverse band della scena locale, inizio ad interessarmi alla fotografia. Dopo una iniziale curiosità ed informazioni sull'argomento inizia a crescere la passione. Nel 2017 vengo a conoscenza dell'Associazione Culturale Officina Fotografica ed è all'inizio del 2018 che ho deciso di entrare a far parte di questa realtà: armato di una reflex Nikon d3400 dopo aver frequentato il corso base di fotografia, frequento altri corsi di approfondimento, partecipo a workshop ed inizio a studiare con l'intento di accrescere la mia cultura in ambito fotografico e creare un mio tratto distintivo. Il mio primo interesse è indirizzato verso la Street Photography: genere che sto imparando ad amare e prima tappa di un cammino personale alla scoperta di ogni sfaccettatura in campo fotografico.

Nella società che viviamo e rappresentiamo tutti i giorni, ognuno di noi è portato a recitare un ruolo. Sono le nostre passioni a rappresentare e riflettere quando di più vero e sincero c'è in noi ed è attraverso la fotografia che voglio esprimerlo.

Email: biagio.barretta@gmail.com


FABIO TACCA: Istruttore di tennistavolo ed accompagnatore ciclo-turistico con la passione per i grandi viaggi su due ruote. Un passato "analogico" ricco di soddisfazioni, grazie alle fotocamere Olympus OM 10 e Nikon F4. Con l'avvento del digitale mi allontano al mondo della fotografia per poi, dopo qualche anno, riprendere a scattare con una compatta, Nikon E7600. Nel 2014 tornata la passione fotografica acquisto, da un rivenditore sull'Isola di Man, una Nikon d70, poco dopo una Nikon d200 e infine una Nikon d3300. Nel 2015/2016, dopo il corso base di fotografia, entro a far parte della grande famiglia dell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO). Sono un cacciatore di emozioni. Nelle mie immagini puoi vedere la mia ricerca introspettiva e scoprire la mia anima, il mio messaggio, il mio costante bisogno di comunicare. I generi fotografici che più mi appassionano sono la Street Photography, la ripresa di eventi musicali ed artistici, il ritratto.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Il mio progetto ➡ INTERVALLI:
"La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli" (Friedrich Nietzsche)
Dedicato a chi si è perso tra gli intervalli della vita...

Email: fabiotacca.photographer@gmail.com

FEDERICO CASALOTTI: Operaio agricolo, appassionato di viaggi e sport. Ho scoperto la fotografia qualche anno fa, quando ho comprato la mia prima macchina fotografica, una Canon 60D principalmente per scattare le classiche foto ricordo delle vacanze. Scoprendo in seguito le potenzialità della mia fotocamera ho deciso di approfondire le sue funzionalità ed un anno dopo sono entrato a far parte dell'Associazione Culturale Officina Fotografica. Con la fotografia cerco soprattutto di mostrare il mondo nelle sue varie sfaccettature cercando di rappresentarlo secondo il mio punto di vista ed il mio modo di vedere, cogliere scorci, persone o attimi che mi passano davanti. Per questo prediligo la Street Photography, i ritratti rubati e i panorami che in seguito possano riportarmi con la mente nei posti che ho auto la fortuna di visitare.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Email: federicocasalotti@gmail.com


MELISSA MECENERO: Il mio approccio con la fotografia inizia dall'età adolescenziale, quando "prendevo in prestito" la Polaroid della mamma. Gli anni passavano ma mai senza immortalare una qualsiasi situazione, i compleanni, la festa con gli amici, le vacanze estive, il quotidiano...questo perché mi piaceva ricordare ogni singolo momento, ogni singolo sguardo...
Spesso rovistavo nelle scatole per cercare foto dei miei nonni, dei miei genitori perché sentivo il bisogno di "guardare" il loro passato e quanto le situazioni erano in continuo cambiamento, inoltre adoravo quanto di "bianco e nero" ci fosse in esse.
Nel 2014 il mio ingresso nell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO) , un meraviglioso mondo. Amici con cui condividere finalmente la mia passione, con loro ho alimentato il mio mondo fotografico, sono riuscita a diventare più tecnica, anche se è sempre la mia alta percentuale di sensibilità a guidarmi. Qui trovo il mio "IO" fotografico, forti emozioni, l'anima che chiede di uscire, di parlare tramite le immagini. Finalmente riesco a creare la mia "firma senza firma", inizio a frequentare l'ambiente ed ho avuto così la fortuna di conoscere professionisti tra i quali spicca Maurizio Galimberti, fotografo di fama mondiale (il fotografo delle Polaroid). Ma soprattutto ho frequentato corsi che mi hanno dato molto: amicizia, lo scambio di opinioni e lettura foto che mi hanno fatto crescere parecchio.
Principalmente prediligo il bianco e nero, i ritratti soprattutto quelli ambientati e la Street Photography. Creo con i bambini, adoro la loro spontaneità, il loro essere bimbi. Riguardo a questa mia particolarità, Nicoletta Lupi, fotografa professionista biellese, ha detto: "... bisogna dire Meli, che fotografi un mondo che conosci e stai vivendo: quello dell'infanzia e questo è il valore aggiunto. Mi colpisce il fatto che sia come se lo vivessi da dentro, come se i tuoi occhi fossero in contemporanea fanciulli ed adulti. E questo è il tuo stile, lo ritrovo in tutti i tuo scatti; messi uno vicino all'altro, sono un magnifico lungo e sorprendente racconto sulla magia dell'infanzia." 
Adoro le fotografie perché restano così come sono... anche se le cose cambiano.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Email: meceneromelissa@gmail.com


SAMUELE DELLERRA: Mi accorgo verso l'età di 14 anni di nutrire un certo fascino verso la fotografia, sentivo delle emozioni mai provate prima quando scattavo con la mia piccola fotocamera compatta. Verso i 17 anni decido di far crescere questa passione acquistando una fotocamera reflex digitale ed inizia così a studiare e a sperimentare, fino a quando nel gennaio 2015 mi iscrissi al corso base di fotografia dell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO), che cambiò totalmente il mio modo di fotografare. Verso la fine di quello stesso anno arrivai 3.classificato su circa un centinaio di partecipanti, al concorso fotografico "Giuliana Pizzaguerra" indetto dal FotoArt di Cossato (BI) con una foto di "Still life". Negli anni mi esercitai in vari generi fotografici, ma nell'ultimo anno mi accorsi di provare grande soddisfazione nella Street Photography in bianco e nero. Ho migliorato il mio stile in questo genere grazie a 2 work-shop con il fotografo Giorgio Galimberti, uno a Milano e l'altro a Stresa.
Quest'ultimo work-shop è stato organizzato anche per la realizzazione della rivista Cities dedicata alla Street Photografy, ideata e realizzata dalla Italian Street Photography, contenente le immagini di varie città italiane scattate da fotografi amatoriali che hanno appunto partecipato ad un work-shop insieme ad un tutor scelto da ISP, nel quale è stato selezionato un mio portfolio in bianco e nero sui turisti in barca. Scatto sia con reflex, una Nikon d3200, fotocamere compatte e anche cellulare.

E-mail: samueledellerra@yahoo.it


SARA BERGANDO: Sara è Art Director e lavora a stretto contatto con i differenti settori creativi. Il suo primo approccio con la fotografia è avvenuto nel 2012 grazie all'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia. Decisivo è stato l'incontro con il grande maestro Franco Fontana nel 2017, il quale le ha dato l'opportunità di capire la fotografia e di utilizzarla come pretesto per esprimere i propri pensieri. Il progetto "EQUILIBRI INTERROTTI" ha fatto parte della mostra "FONTANA E QUELLI DI FRANCO FONTANA" e la prima fotografia della serie è stata depositata presso l'archivio fotografico della Fondazione della Fotografia di Modena.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.
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Email: sara.bergando@libero.it


VALENTINA BOTTA: La Vita: ognuno di noi nasce con una missione ben precisa, ma nessuno se ne rende conto. Sono Botta Valentina, una ragazza molto solare e dinamica con un amore frenato per i viaggi. Fin da Piccina ho avuto la passione per le fotografie. Mio padre mi ha insegnato che ogni attimo è importante e deve essere immortalato come "ricordo del momento". Proprio lui mi regalò la mia prima FujiFilm compatta, la quale mi ha accompagnato per diversi anni della mia adolescenza. Sono sempre stata la ragazza della compagnia con la macchina fotografica in borsa ed infatti i primi "selfie" con le amiche li ho fatti con la mia Fuji. Capisco che per avere delle buone immagini è importante una macchina efficace quindi mi regalarono una Nikon compatta. In viaggio non è mai mancata ma mi rendo conto che non mi basta più. Grazie all'amica Melissa Mecenero conosco l'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO), alla quale mi iscrivo nel gennaio 2015. Da qui mi si apre un mondo. Conosco pian piano le tecniche ed i grandi autori della fotografia. Mi sento libera di esprimermi. Da qui non è più solo importante immortalare "ricordo del momento", ma imparare a "cogliere l'attimo". Mi definisco come una Street Photographer-Reporter, amo lo Street Art e tutto quello che sta attorno all'uomo nella quotidianità.
Nel mio percorso di vita ho imparato che ogni attimo perso è un rimpianto, e che qualche volta i "più tardi" diventano "mai". Infatti per essere felici ci vuole coraggio. Coraggio di buttarsi nella mischia e vedere cosa succede! Disegno la mia vita seguendo le passioni, non le regole.

Email: valebotta85@gmail.com



Invito tutti a seguire l'Associazione Culturale Officina Fotografica, gli officini menzionati (ma non solo!) sui social indicati dove potrete anche ammirare i loro scatti.

"Le fotografie non si fanno con la macchina, si fanno con gli occhi, il cuore, la testa."

Henri Cartier-Bresson


Kly

lunedì 13 giugno 2016

IL PRET DE RATANÀ - DON GIUSEPPE GERVASINI

Don Giuseppe Gervasini (S. Ambrogio Olona 01.03.1867 - Milano 22.11.1941) fu un sacerdote alquanto particolare. 
Lo chiamavano Pret de Ratanà perché era stato mandato nella parrocchia di Ratenate, un tempo frazione di Vignate e ora nel territorio del Comune di Rodano, dove fu cappellano dal 1897 al 1901, è molto venerato in Lombardia, benché non sia stato canonizzato dalla Chiesa cattolica. 
Nato in una famiglia povera (il padre era cavatore di pietra e la madre lavorava in filanda), si trasferì da bambino insieme ai genitori all'Isola, malfamato quartiere milanese della zona di Porta Garibaldi. Dimostrò sin da piccolo una viva intelligenza e intraprese i suoi studi a Varese al collegio-convitto C. Colombo, dove inizia il ginnasio. Dopo la morte del padre, la mamma Luigia, per assecondare il desiderio del figlio di intraprendere la via del sacerdozio, lo iscrive al collegio di Valdocco, fondato a Torino da Don Bosco, a quei tempi ancora vivente. Tornato in Lombardia frequenta la terza liceo a Monza e, dopo la morte della madre nel 1885, passa al seminario teologico di corso Venezia a Milano dove termina gli studi.
Durante il servizio di leva, prestato a Caserta quale addetto alla sanità tra il 1887 ed il 1888, sviluppa in prima persona la conoscenza di mali e rimedi e scopre forse il dono o carisma della guarigione.
Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano nel 1892, celebra la sua prima messa a Sant'Ambrogio Olona.
Le sue qualità di guaritore e taumaturgo, nonché la capacità di usare erbe medicinali per la confezione di decotti e unguenti per curare le più svariate malattie, gli procurarono una vasta fama che si diffuse sino alla metropoli lombarda e numerosi erano coloro che, o per mancanza di mezzi o per sfiducia della medicina "ufficiale", si rivolgevano a lui per avere aiuto e consiglio.
Questa qualità suscita sospetto e invidie nelle gerarchie ecclesiastiche, che lo giudicano un "prete scomodo". Il conte Alessandro Greppi, nei cui possedimenti si trovava la parrocchia di don Giuseppe, nel 1901 chiese e ottenne dall'allora Arcivescovo di Milano, cardinal Ferrari, la sua sospensione a divinis, ma il cardinale Schuster lo riabilitò.
Era una persona rude e usava parole dure, anche parolacce. Visse in completa povertà e non chiedeva mai compensi. Era un guaritore di anima e corpo e curò tantissime persone, sopratutto povera gente. Tante erano le persone che tutti i giorni si recavano da lui provenienti anche da lontano. 
Probabilmente conosceva molto bene le proprietà delle erbe, ma la cosa particolare era che lui sapeva quale fosse il problema ancor prima che le persone parlassero. 
Molti sono gli episodi particolari: come quella volta che doveva prendere il tram, ma siccome non aveva i soldi del biglietto non lo fecero salire e allora lui disse semplicemente che sarebbe andato a piedi e che sarebbe arrivato prima lui. Dopo poca strada il tram si fermò e fino a sera nessuno riuscì a smuoverlo.
Claudia Perini ricorda: Mia madre e mia nonna sono andate diverse volte da lui, avrei tantissimi episodi da raccontare... La cosa che mi ha sempre colpito è che a mia nonna regolarmente diceva chi avrebbe incontrato andando a casa (diceva nomi e cognomi) intimandole "fermes minga a zabetta! " (non ti fermare a spettegolare).
Quando morì, i fedeli fecero una colletta per poterlo seppellire al cimitero Monumentale, ma dopo breve tempo dovettero spostarlo in fondo al Cimitero stesso, in uno spazio più ampio, perché erano numerose i pellegrini e fedeli che si recavano alla sua tomba per pregare. Oggi la sepoltura è tenuta in ordine da volontari e tanti sono ancora coloro che si recano con fiori e lumini a chiedere la grazia.


Fonti:

Kly

lunedì 30 maggio 2016

LE MAGNIFICHE FOTO DI ROBERT DOISNEAU by Giuliana

Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1º aprile 1994) è stato un fotografo francese.
Studiò da ragazzo litografia all'école Estienne, presso Chantilly. Negli anni quaranta si impegnò nella Resistenza, dal 1945 cominciò a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 divenne fotografo indipendente per l'agenzia Rapho, fondata da Charles Rado e gestita all'epoca da Raymond Grosset; Doisneau rimase un fotografo della Rapho per circa cinquant'anni.
Nel 1947 incontrò Jacques Prévert, Robert Giraud e, nello stesso anno, vinse il Kodak Prize. Morì a Montrouge, un sobborgo a sud di Parigi, e venne seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.
La sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, fotografando strade e volti sempre differenti. Il suo nome viene ricordato soprattutto per le sue foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell'ambiente parigino. 
Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.
La sua opera più conosciuta è "Bacio davanti all'hotel De Ville", la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano lungo le caotiche vie di Parigi. La coppia non è stata però ritratta per caso: Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista statunitense Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud.
L'identità della coppia rimase un mistero fino al 1992 in quell'anno, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese sostenendo di essere i protagonisti della foto, e denunciando l'artista per averli fotografati senza permesso. Questo portò Doisneau a spiegare che i protagonisti della foto erano in posa, e quindi era stato chiesto loro il permesso. 
Questo geniale fotografo ha scattato nell'immediato dopoguerra qualcosa come 350.000 fotografie per le strade di Parigi. La grande capacità di Doisneau fu quella di cogliere e riprodurre nelle sue foto istanti di cui altri non si accorgevano neppure.

Giuliana

lunedì 28 settembre 2015

BUON COMPLEANNO! ALDO BAGLIO (Palermo, 28 settembre 1958)




Difficile strapparmi un sorriso (soprattutto in questo periodo!) ma Aldo e il suo trio ci riesce quasi sempre!

Tanti auguri ad Aldo, comico, attore, sceneggiatore e regista italiano, conosciuto principalmente per essere un componente del trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo.
Nato a Palermo, si trasferì a Milano all'età di tre anni. Diplomato nel 1980 presso la scuola di mimodramma del Teatro Arsenale di Milano.
Nel 1977 ebbe il suo primo contatto con il mondo dello spettacolo, comparendo in un cameo accanto a Paolo Villaggio nel film Il... Belpaese. All'inizio degli anni ottanta intraprese quindi la carriera di cabarettista in coppia con Giovanni Storti, con il quale formò per circa dieci anni un duo comico.
Nel 1985 nacque il sodalizio con Giacomo Poretti, insieme al quale Storti e Baglio fondarono il trio Aldo, Giovanni & Giacomo (precedentemente chiamato Gallina vecchia fa buon Brothers).

E volete sapere due curiosità? 

- Essendosi trasferito con la famiglia a Milano all'età di tre anni, la cadenza naturale della sua parlata è quella milanese, mentre l'accento siciliano tipico del suo personaggio è stata una successiva trovata artistica, per la quale ha dovuto anche studiare a lungo;

- è stato insignito dell'Ambrogino d'Oro dalla città di Milano (onorificenze conferite dal comune di Milano) nel 2010.

BUON COMPLEANNO ALDO!

La scena scelta a cornice di questo post l'ho vista e rivista centinaia di volte. 
Mi scusino chi pensa sia scurrile e volgare, ma un V A F F... a tempo è molte volte necessario! :-D

Kly

sabato 14 marzo 2015

AKIRA YOSHIZAWA: maestro di origami.


14 marzo, anniversario della nascita e contemporaneamente della morte di Akira Yoshizawa.
Per molti questo nome risulterà sconosciuto, questa è l'occasione per conoscere un grandissimo artista, un vero maestro nell'arte degli origami. Colui che con semplice carta "scolpiva" figure. 
La sua arte è spettacolare, sorprendente e quanta pazienza!

Kly



venerdì 20 febbraio 2015

MA CHI È LUI???? TANTI AUGURI A GIOVANNI!

Che la sua comicità sia eccezionale lo confermano più di 3 decadi di risate, film, gags, skatch, spettacoli dal vivo e tanto altro...

Oggi compie 58 anni e vogliamo augurargli un compleanno strepitoso.



Ho visionato centinaia di corti ed è impossibile scegliere la miglior scena interpretata da Giovanni chiaramente insieme ad Aldo e Giacomo, ma questa... 



MA CHI è LUI??? Giovanni!!!


....e non dimentichiamoci che oltre che un bravissimo comico ed attore ha anche scritto un libro intitolato Corro perché mia mamma mi picchia, insieme a Franz Rossi, che è stato pubblicato nel novembre 2013 e nel quale racconta la sua biografia da podista. E si, Giovanni è pure un grande sportivo e non disdegna una bella corsetta anche nei paesi più esotici e tropicali....

Incombustibile!
BUON COMPLEANNO GIOVANNI!!

giovedì 11 dicembre 2014

GIANNI MORANDI - LUI C'È.... IO CI SONO... Tanti Auguri di buon compleanno!

Oggi, 11 dicembre, Gianni Morandi compie 70 anni. Ecco, io ne ho 43 (inutile nasconderli!) e lui potrebbe essere mio padre. 
Quando Gianni ha cominciato a cantare, io non ero neanche in progetto, quando Gianni è tornato all'apice del successo dopo un periodo di poca notorietà, io ero una adolescente che gridava, urlava e si strappava i capelli sotto il palco ai concerti dei Duran Duran. 
Cresciuta attaccata quasi tutto il giorno allo schermo di VideoMusic, negli anni 80 il primo canale che passava video musicali, e in sottofondo la radio della mia sorellina che invece era solo in ascolto di Radio Italia.
Poi, nei primi anni '90, sono emigrata alle Isole Canarie, lontanissima anni luce dalla possibilità di ascoltare musica italiana alla Radio, se non artisti italiani che cantavano in spagnolo. 
Eppure, forse proprio per questa lontananza, ho cominciato a maturare una certa predilezione per lui.... lui che mi ricordava casa, la mia amata Italia lontana. 
Gianni e le sue vecchie melodie, le sue canzoni di sempre, i suoi amori struggenti, ma sempre con una base di ottimismo e un sorriso sulle labbra.
Ho cominciato a sentire mie quelle parole dolcissime che con la sua voce incredibile prendono significati molto più profondi, ebbene ho cominciato a capire quanti anni di buona musica mi ero persa.
Il mio apprezzamento per lui va oltre i quasi 40 album pubblicati, le raccolte e i suoi video. Nella sua musica c'è tanto coraggio, amore, lotta continua e perché no, anche tanta allegria. Si può trovare una canzone adatta ad ogni occasione ed è per questo che lo considero la colonna sonora della mia vita. Giorni tristi, momenti di euforia, voglia di ringraziare, un periodo difficile o solo voglia di buona musica... ebbene sicuro che nella sua discografia si trova un brano capace di rappresentare in musica ogni sentimento.
(Clik sul titolo per ascoltare la canzone su Spotify!)Sono molto attaccata alla sua musica più "datata"... in assoluto la mia preferita Chimera e poi In Ginocchio Da Te, Ancora Mia, La Fisarmonica, ma i suoi lavori più attuali mi hanno conquistato gradevolmente, Sono Un Ti Amo, Solo Insieme Saremo Felici, Io Ci Sono... quante emozioni ascoltarlo! Senza dimenticare Uno Su Mille, un vero inno a non arrendersi mai!
Per coronare la mia predilezione per lui su altri artisti italiani, ho sposato un uomo dotato di una voce molto gradevole che per amore sta imparando tutta la sua discografia, o meglio le sue canzoni più significative, e non c'è occasione, festa famigliare, karaoke estivo in cui lui, Il Mio Gianni personale non mi diletta con la sua musica in attesa della possibilità di ascoltare il vero Gianni dal vivo!


Tanti Auguri Gianni!! 
BUON COMPLEANNO CON TANTISSIMA RICONOSCENZA ED AFFETTO!

Kly

venerdì 21 novembre 2014

UN LIBRO, UN RAGAZZO CHE HA SOFFERTO, LA PERIFERIA, I RICORDI ...

Fino a circa un anno fa non sapevo chi fosse Emis Killa; ma ho una figlia pre-adolescente, che al contrario di molte sue coetanee non ascolta Violetta, e quindi, per forza di cose, ho cominciato a sentire alcune sue canzoni e a vedere qualche suo video.
A settembre per il suo compleanno la mia bambina riceve l’ultimo album “Mercurio” in special edition con DVD. Lo guardo insieme a lei e mi ritrovo a pensare: “To’ è simpatico e non sembra stupido!”.
Comincio così a conoscere meglio le sue canzoni e qualcuna finisce anche nel lettore mp3 che ogni giorno mi accompagna sul treno che mi porta al lavoro.
Ascolto con più attenzione le parole delle canzoni, guardo i video e comincio a “riconoscere” questo ragazzotto iper-tatuato.
Poi a Novembre scopro che per l’editrice Rizzoli sta uscendo il suo libro “Bus 323 – Viaggio di sola andata”.
Ammetto che da buona lettrice la primissima reazione è stata un brivido freddo lungo la schiena e l’istinto di gridare allo sbando dell’editoria italiana.
In ogni caso decido di regalare il libro a mia figlia, ma di leggerlo prima io "in qualità di Moige" poiché è giovanissima. Non paga, le propongo di andare a vedere la presentazione dello stesso a Milano il 16 Novembre.
Giorno infausto, per pioggia torrenziale e allagamenti vari, ma ci siamo andate ed è stato piacevole stare con lei e sentirle dire alle sue amiche che erano con noi: <<Mia mamma in queste cose è una grande!>>.
Il pubblico (sala strapiena con capienza di 500 persone) era al 90% composto da ragazzine.
L’intervista di poco meno di un’ora con Selvaggia Lucarelli è stata onesta e simpatica e se non lo avete ancora visto andate su YouTube, sulla pagina Facebook ufficiale di Emis Killa, o clik per vedere il momento in cui cade dalla sedia. 
Dopo ha firmato a tutti la copia del libro. Operazione che gli ha richiesto ben un'ora e mezza.
Oggi, dopo meno di una settimana, il libro io e mia figlia lo abbiamo finito di leggere e metabolizzato. Ne abbiamo parlato e lo abbiamo usato da traino per parlare apertamente di droga e non solo.
Questo scritto avrebbe dovuto essere solo una breve cronaca dell’incontro e una recensione amatoriale a “Bus 323 – Viaggio di sola andata” per il blog ma, come a volte succede, mi è scappata di mano e sta diventando qualcos'altro. 
Le parole del libro e le canzoni di Emiliano Giambelli hanno smosso i miei pensieri e i miei ricordi che come una biglia stanno rotolando e rotolando e non so bene dove mi vogliono portare.
Ma iniziamo dalla recensione.

Il libro è scritto in modo colloquiale e gergale, parla da giovane ai giovani e racconta un po’ la storia di come Emiliano Rudolf Giambelli è arrivato a essere Emis Killa, attraverso difetti e problemi passati e presenti, presentati però con leggerezza e senza piagnistei.
C’è l’orgoglio di chi è partito da zero (o forse da meno uno), c’è la tenacia, la passione ma anche la stoltezza della gioventù.
Un flusso di coscienza lungo circa 200 pagine.
Non è Shakespeare ma per il target dei suoi fan non è male.
Fine.

Questo per quanto riguarda il libro. Il resto riguarda me.

Io, oggi, 42enne, felicemente sposata da 12 anni, con 2 figli, con una situazione lavorativa ed economica stabile mi ritrovo ad ascoltare “Lettere dall'inferno” e a vivere vividi flashback.
Mi chiedo quanti di quei 500 giovanissimi che domenica scorsa riempivano il teatro Parenti conoscono veramente quello che racconta il loro idolo. Io spero il meno possibile.
Qualcuno forse trova affascinanti i casermoni di case popolari e le periferie che spesso si vedono nei video degli artisti rap ma chi li conosce bene sa che spesso quei portici sanno di piscio e spazzatura.
Chi ci ha vissuto sa che negli appartamenti abitati da famiglie sconclusionate si respira incertezza e amarezza e che il primo desiderio di ogni ragazzo è scappare da li.
Disagio, difficoltà economiche, le droghe veramente TROPPO facili da trovare… questa era la mia periferia di Milano ed era la Vimercate di Emiliano.
Questa è stata anche la mia vita per i miei primi trent'anni.
Ho letto il libro di Emis Killa mentre mi scorrevano davanti i volti di alcuni ragazzi che ho conosciuto molti anni fa e non potevo non chiedermi “chi è finito in cantiere e chi è finito in catene”.
Averne viste e sentite troppe già a sedici anni è qualcosa che ti rimane dentro anche se sei una persona tranquilla e di cazzate vere non ne hai mai fatte.
Se adesso venisse a trovarmi la fata turchina e mi dicesse che potrebbe far ritornare indietro il tempo a quando avevo circa 18 anni, gli strapperei la bacchetta magica di mano e la spezzerei brutalmente sul ginocchio per non correre rischi.

Ecco le parole di Emis Killa cosa suscitano in me: un valzer di ricordi e di emozioni, che vengono da un passato di cui mi vergogno, ma che forse mi aiuteranno a riconciliarmi con quel che è stato.

Denny
Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma 

sabato 9 agosto 2014

PETRA & JOHAN ALTIJD ONDERWEG - IL MONDO....LA NOSTRA CASA

Premetto che sono 5 anni che trascorro le mie vacanze nello stesso campeggio, si ritrovano cari amici, conoscenti....è un po' come tornare a Casa... ma su questo punto, alla fine delle vacanze, dedicherò un articolo intero. Ebbene, tutti gli anni faccio conoscenze nuove, interessanti, simpatiche e che arricchiscono la mia già bellissima vita.
Quest'anno ho conosciuto Petra e Johan, una coppia veramente eccezionale.
Ero sulla veranda della mia roulotte....ops....Villa Carlotta!... curiosando attorno a me per vedere quali vicini mi erano toccati quest'anno e il mio sguardo è stato letteralmente rapito da un enorme pullman grigio luccicante parcheggiato 2-3 piazzolle più indietro. Sotto il tendalino montato su un lato, una signora intenta a dipingere. Sulla tela riconoscibilissimo anche in lontananza il vialetto che porta dal camping in spiaggia, uno scorcio di pineta e i gigli di mare che sbocciano delicati e selvaggi tra la sabbia.
Sono rimasta a bocca aperta, anche da così distante quella tela, quel dipinto ancora abbozzato emanava una carica delicata ma energica, un tocco deciso, un realismo da fotografia e la palpabile passione della pittrice.
Non ho resistito al richiamo, macchina fotografica in mano e sono andata alla scoperta.
Il portellone posteriore del pullman tappezzato di adesivi di tutte le parti del mondo, non credo manchi nessun angolo a prima vista.... decisamente ne hanno fatta di strada, ne hanno macinati tanti di chilometri. Targa gialla...NL...ok parlo 5 lingue ma non l'olandese.
Mi dispiace disturbarla durante la creazione della sua opera d'arte ma... la voglia di sapere, di conoscerla, mi dilania.
Un signore sta bevendo un caffè vicino a lei, suo marito sicuramente. Saluto e cominciamo una conversazione in inglese...
Si chiamano Petra e Johan, olandesi,  67 anni lei e 70 anni lui. Quando Johan è andato in pensione, hanno deciso di vendere la loro casa, comprare il grandissimo pullman e cominciare la loro avventura di viaggiare per il mondo. <<Non abbiamo più una casa! Questa (allargando le braccia per inglobare il pullman) è la nostra casa!>>
Decisamente è enorme, una vera casa su ruote. Visto la grandezza immagino che non manchi proprio nulla all'interno. Johan continua a spiegarmi:<<Abbiamo sempre lavorato per vivere, adesso viviamo per viaggiare!>>. Petra ha studiato belle arti ed ha sempre avuto la passione per i viaggi, il sogno di ogni adolescente, sacco in spalla e il mondo come casa. Ma i suoi genitori l'hanno sempre spronata a studiare e farsi prima una carriera... Hanno lavorato assieme come vetrinisti decoratori ed espositori, adesso assieme vanno alla scoperta del mondo e delle sue bellezze.
Petra e Johan trascorrono tra i 6 e i 9 mesi in Spagna, durante i quali Petra espone circa 3 volte le sue opere, 2 mesi in Italia, circa 1 mese in Olanda, giusto per salutare la famiglia e se necessario visitare un medico e il resto dell'anno viaggiano per tutto il mondo.
Hanno già fatto 2 volte il Grand Tour d'Italia da Genova scendendo per la costa fino alla Calabria e risalendo fino a Venezia, hanno attraversato il deserto di Gobi partendo dalla Russia ed arrivando in Cina insieme ad un gruppo di Camperisti ed accompagnati da una guida, hanno attraversato l'Atlantico e viaggiato per l'America (Kentuchy, Arizona, New York....). Dispongono di una piccola utilitaria che usano per spostarsi più comodamente per i paesini e le cittadine, lasciando il pullman parcheggiato in qualche campeggio.
Petra è pittrice naturalista, paesaggista, vedutista, ma poi curiosando tra i suoi album di foto pubblicati su Facebook, scopro ritratti, nature morte, alcuni astratti, quadri a soggetto spirituale.... insomma è una pittrice completa e decisamente molto brava. Che uso dei colori! Che realismo! Pittura acrilica, acquarelli....un artista a tutto tondo.
- Cosa li ha spinti ad abbracciare questo stile di vita libero? 
Glielo hanno chiesto in tanti e molto spesso. Come detto la voglia di conoscere il mondo c'era da sempre, erano altri tempi e hanno seguito le direttive dei loro genitori e hanno lavorato e formato una famiglia. Adesso è il momento di realizzare un sogno. Decisamente nessuno dei due vuole ritrovarsi in una casa di riposo. Hanno tantissimo da insegnare e ancora tantissimo da imparare.
- E i figli? La famiglia? Mi spiegano che il loro unico figlio è ormai grande, ha la sua vita e che durante i mesi che trascorrono in Spagna li raggiunge per trascorrere con loro alcune settimane e comunque grazie a Facebook si mantengono in contatto.
Credo che sia uno stile di vita che molti vorrebbero intraprendere, niente radici, il mondo intero da scoprire, rotte da pianificare, persone nuove da cui imparare e a cui insegnare.
Petra e Johan sono anche loro veterani del Camping Uria, anche se il loro girovagare per il mondo li aveva portati su sentieri diversi ed erano 6 anni che non venivano, quindi questo mi fa presagire che fortunatamente i nostri cammini si incroceranno di nuovo, che questo incontro sarà solo il primo e che presto potrò godere ancora della loro splendida compagnia ed ascoltare ancora i loro racconti dal mondo!

Buon viaggio Petra! Buon viaggio Johan!




Kly