domenica 12 maggio 2019

NO ORDINARY MUM - pensieri e poesia per noi Mamme IMperfette!

È duro il confronto con le mamme petalose, organizzate e super attiviste, emancipate e femministe lavoratrici che ho intorno. Che vanno a lavoro fino al primo accenno di doglie e che ci tornano (magre, magrissime, anemiche) col capezzolo ancora grondante di nettare bianco non per obbligo, ma per scelta perché chissà poi che si pensi che non sono una femmina moderna. Che portano a spasso tutti i giorni i pargoli in carrozza, con pioggia, neve, tifoni tropicali. Che vanno in montagna e a fare shopping, e dal parrucchiere e si truccano la mattina.
Ma io resisto. Sono una mamma punk, nel senso che la casa è un macello, i bavaglini della pupa vengono assaggiati prima dal cane e poi da lei, la gatta dorme sul fasciatoio, le passeggiate solo se ho voglia e ho fatto lo shampoo, tante ore sul divano con la tappa accoccolata sulle tette (e la cana sulle cosce). In pigiama. Coi piatti da mettere in lavastoviglie. E un po' bestemmio e un po' mi commuovo. E un po' mi danno per lavarmi e un po' me ne fotto, perché avrò una vita per truccarmi e dimagrire e depilarmi le ascelle, ma solo un momento, un unico grande momento per quel primo "ghi ga ga" col ditino all'insù.
Quindi, care neomamme che il battesimo organizzato, l'asilo prenotato, l'università scelta, l'estetista in agenda, Bach nella cassa in passeggino, avete vinto, io torno sul mio divano pieno di peli e schizzi di latte... Fatevi una piega anche per me. 
Prosit.

(Maddalena Albarano)





Che poi pure essere figli di ‘ste madri perfette non dev'essere tutto ‘sto carnevale di Rio. Parlo di quelle che “No, il tablet mai, nemmeno dieci minuti a cena fuori mentre mangi la pizza”. Perché: 
a) se a due anni non riesce a stare seduto come un piccolo lord significa che non sei stata in grado di educarlo; 
b) se non sei stata in grado di educarlo allora rinchiuditi in casa oppure paga una baby sitter; 
c) loro si vogliono godere i loro pargoli anche quel quarto d’ora al mese mentre masticano la capricciosa – anvedi l'ansia! -.
Be', sapete cosa vi dico? Io no. Io, a volte, voglio solo godermi il sapore del fungo trifolato mentre lo sminuzzo con i denti e il gusto della Coca Cola fresca che scende nella mia gola, e se dieci minuti di Masha e Orso me lo permettono io sono pronta a produrre ‘sti merdosissimi episodi di tasca mia. Mi metto a fare l’executive producer, mi metto.
La cosa fichissima, poi, di questa categoria di mamme infallibili, è che le trovi in tutti i gruppi Facebook, pronte a sfoggiare tutta la loro perfezione. Se tu dici, ad esempio: “Ah ragazze mio figlio non dorme da sei mesi, sono distrutta”, loro prontamente rispondono: “Io, mai perso una notte! Sai, l’ho abituato così fin da subito” – Eh certo, io invece l’ho abituato a stare in piedi per guardare Marzullo! E quando posti: “Caspita, non mangia niente, non so più come fare!”, loro commentano:  “Il mio ha sempre mangiato tutto, mai avuto questi problemi”; e se poi azzardi: “Non so come togliergli il ciuccio, mi date una mano?”, loro sentenziano: “Il ciuccio?!? Ma interferisce con l'allattamento!”.
Allora mi chiedo: ma un po’ di stikazzi, no? Non ce la vogliamo proprio mettere una briciolina di stikazzi, proprio no? Eddaje, su.
Che poi sono le stesse che danno tutto bio, guai a offrirgli un frollino con l’olio di palma e i giochi solo di faggio vergine delle Dolomiti, al rogo le macchinine telecomandate, e al parco ce li portano vestiti Missoni, con cinque cambi al seguito, e il tablet bruciamolo, e il succo di frutta ma che mi prendi in giro?!, e l’Elimination Communication, e la Montessori, e il cesto dei tesori, e la bottiglia della calma, e la tavola sensoriale, e il box manco cinque minuti per defecare in santa pace, e il girello vabbè nemmeno lo nomino, e l’allattamento esclusivo fino al 1586esimo mese di vita, e la bambola di pezza, e gli omogeneizzati mai, e il cotone organico e l’inci verdissimo e il Bimby ultimo modello e l’acqua dalle sorgenti di alta quota e Steiner e lo zucchero di canna integrale e il dou dou di canapa grezza e l'alto contatto e il co spleeping e la fascia ad anelli e il marsupio ergonomico e STOKAZZO CANTANTE NO?!?
Che poi, a me, tutta ‘sta perfezione, non è che mi sconfinferi fino in fondo. Perché la felicità passa anche attraverso una macchia di sugo sulla maglietta, un sorriso sporco di cioccolata, la merendina industriale occasionale, il tablet se usato con misura, l’errore, la voce che a volte inevitabilmente si alza, una regola infranta, un capriccio al momento sbagliato, un compromesso, se questo ti aiuta a risolvere una situazione perniciosa. La felicità passa attraverso le risate, le trecce sbilenche, i piedi neri di terra, i pannolini pieni di sabbia, le considerazioni inopportune, lo sgarro alimentare, un bagnetto rimandato a domani, il video su YouTube, la bugia a fin di bene, la cacca in solitaria, la puntata di “Paw Patrol” mentre cucini, una cena mangiata in piedi, una patatina fritta – ops! – presa con le mani – ops! – davanti la tv – ops! -.
La felicità passa attraverso la vita, e la vita vera, quella di tutti i giorni, è piena di imperfezioni.
Il resto sono solo chiacchiere. Inutili chiacchiere da isola che non c’è.

(Stefania Russo - dal web)

Alle mamme,
quelle che sono papà.
A quelle che non sanno mai se è un buon lavoro quello che fanno,
quando una sgridata è troppa e due concessioni sempre poche.
A quelle che finiscono di lavorare e hanno ancora tutto da fare,
a quelle che non lavorano e portano addosso il peso dello sguardo ironico della gente:
"Beata te", come facessero tutto loro.
A quelle che non sanno dire di no,
a quelle che guardano l'orologio della cucina aspettando un rientro ritardatario.
A quelle delle notti sveglie tra latte e pannolini,
a quelle vigili anche mentre dormono.
Mamme di termometri che si fanno odiare e di mani sulle fronti,
di fazzoletti in tasca e crackers sbriciolati in fondo alle borse.
A quelle sedute sul water con i bambini intorno come fosse un comizio,
a quelle che quando sentono silenzio sanno che come minimo,
troveranno il figlio con la testa dentro la lavatrice.
A quelle che si fermano a parlare fuori da scuola,
a quelle di corsa che i figli li lanciano in aula dal finestrino.
A quelle che partecipano a tutte le riunioni e a quelle che non sanno se quella è la maestra o la bidella.
A quelle che urlano sfogandosi e a quelle che tengono tutto dentro, che salutiamo ricoverate in psichiatria.
A quelle che fanno fare sport e a quelle che salto in lungo sul divano e tutti a dormire.
A tutte.
Perché ogni mamma è un mondo a sè.
Perché l'unico modo giusto di crescere un figlio è quello che ogni mamma fa a modo suo.
Che sia oggi, Domenica o quando vogliate:
voi celebratela ogni giorno, vostra madre.
Se c'è abbracciatela forte, chiamatela, perdonate gli sbagli.
Se non c'è, scolpitela nel cuore, che viva nitida nei ricordi.
Se non c'è mai stata non disperate,
mamma è qualunque cosa vi faccia sentire a casa.
A tutte le mamme auguri,
che siate benedette sempre splendide creature!
Al mondo state certi che ci sarà sempre qualcuno che vi ama più della propria vita:
anche quando sarà troppo adulto per dirvelo.

(dal web)

venerdì 10 maggio 2019

MILANO DA LEGGERE 2019 - FUMETTI - GRAPHIC NOVEL

Per il quarto anno di seguito il consorzio delle biblioteche di Milano mette a disposizione dei libri da scaricare gratuitamente. Libri che hanno come ambientazione Milano o scritti da autori milanesi.
Quest'anno si tratta di fumetti e graphic-novel.
Scaricabili gratis fino al 30 giugno.

Qui: 

https://milano.biblioteche.it/milanodaleggere


Denny

lunedì 6 maggio 2019

7 DAYS IN NEW YORK - LE MIE IMPRESSIONI by Denny

Durante le vacanze pasquali sono andata a New York con la mia famiglia. 
Pensavo di andare a scoprire una nuova città ma fin da subito ho compreso che mi stavo ingannando. Non stavo scoprendo una nuova città ma riscoprendo una città già nota, conosciuta, fin nei particolari.
New York non è una sorpresa perché da anni è sotto i nostri occhi soprattutto attraverso film e serie TV. Tutti noi l'abbiamo vista in tutta la sua grandezza, in ogni stagione e in ogni epoca.
Il turista medio che ha la possibilità di visitarla dal vivo è alla ricerca non di sorprese, ma di conferme. E noi non abbiamo fatto eccezione.
Subito appena uscita dalla metropolitana in arrivo dal J.F.K. Airport, vedendo le strade, i palazzi altissimi, i taxi e la frenesia della gente, ho esclamato compiaciuta: << È proprio tutto uguale a come si vede nei film! >>. Sensazione che non mi ha abbandonato per sette giorni.
Abbiamo visitato i luoghi da cartolina, passeggiato lungo le vie cercando i tipici idranti a fungo ed emozionandoci al passaggio di uno scuolabus giallo. Abbiamo cercato la caserma dove è stato girato il film Ghostbsters e pensato a quanti film ha fatto da set la Grand Central Station. Dopo averne sentito tanto parlare non potevamo non assaggiare la pizza pepperoni e gli spaghetti con le polpette.
Il turista che ha pochi giorni a disposizione vuole conferme a ciò che già sa, fare esperienze dirette di ciò che ha visto in tv, e non resta deluso.
Proprio perché tutto è già noto, New York fa sentire il turista come in famiglia, come a casa. Tra l'altro è una città enorme, cosmopolita e libera a cui non frega niente da dove vieni, di che colore sei, che lingua parli, chi preghi, chi ami o come ti vesti. Se hai passato i rigidi controlli all'aeroporto sei il benvenuto. Punto!
Gli abitanti sono disponibili e accoglienti.
Le uniche cose a cui il turista italiano in particolare fatica ad adattarsi sono la tassa da aggiungere ai prezzi e l'obbligo di lasciare una generosa mancia.
Però a guardare bene New York è anche la città dei contrasti: dei palazzi antichi affiancati a quelli ultramoderni, delle limousine che passano noncuranti accanto agli homeless, delle strade lerce mentre Central Park è tirato a lucido, dell'acqua che costa più della Pepsi Cola, di un cheseburger che costa meno di un po' di frutta di stagione, dei contenitori di plastica o cartone usati per tutto e onnipresenti contro una raccolta differenziata rarissima (ho visto homeless raccattare bottiglie di plastica e lattine dalla spazzatura, probabilmente per guadagnare qualche spicciolo, e per questo, involontariamente fare molto di più di molti neworkesi).
La grande mela è una città sporca, a tratti maleodorante, affollata, caotica, rumorosa dove a Manhattan il suono più frequente è quello di una sirena. Sia della Police, dei Vigili del Fuoco o di un ambulance poco conta.
Eppure nonostante i lati negativi è una città che si lascia amare e che regala al turista un'esperienza indimenticabile. O almeno per me è stato così.



Se devo indicare ciò che più mi ha colpita tra le cose fatte e viste in questi 7 giorni, scelgo l'essere andata ad ascoltare un coro gospel. Le voci all'unisono da palco e platea mi hanno molto emozionato. ➡(www.brooklyntabernacle.org)


I miei ragazzi invece hanno particolarmente apprezzati la partita di baseball dei New York Yenkees allo Yenkees Stadium (ci sarebbe da fare un capitolo a parte su come la stragrande maggioranza degli americani vivono gli eventi sportivi cioè più per passare il tempo e mangiare che per veder la partita).

In conclusione... anch'io... I ❤ NY



Denny

venerdì 26 aprile 2019

DELITTO IN SPIAGGIA (Danzando a Porto Pino) - MAURIZIO CASTELLANI

Ma neanche in vacanza Marco riesce a stare tranquillo? Possibile che anche lontano dal suo piccolo hotel, sdraiato sulle bianche sabbie di Porto Pino, i morti se li debba ritrovare come vicini di ombrellone? Ebbene si.
In DELITTO IN SPIAGGIA (Danzando a Porto Pino) edito lo scorso marzo 2019, Marco e i suoi inseparabili amici Piero e Andrea si sono concessi una settimana di svago sulle spettacolari spiagge della Sardegna,  ma il caso vuole che il loro vicino d'ombrellone venga misteriosamente assassinato.
Con molto piacere ritroviamo Anna, una vecchietta arzilla,  sveglia e molto accorta che era stata ospite nell'hotel di Marco a Casciana Terme proprio durante la sua indagine GATTA CI COVA (Mistero di Natale all'ombra delle terme), la quale affiancherà i tre "detectiv" anche in questa quarta avventura.
Il commissario Atzori, non disdegnerà l'aiuto di Marco e così la matassa intricata sarà dipanata, la verità verrà a galla fra succulente cene e siparietti romantici.
Ormai vi è nota la mia simpatia per Marco & Co. quindi non posso che consigliarvi caldamente questa nuovo romanzo di Maurizio Castellani.
In alcuni passaggi e nella costruzione della trama, mi ha ricordato la Regina dei gialli, si si, proprio Lei, Lady Agatha Christie. Anna rammenta indubbiamente Mrs.Marple, seppure più discreta e meno "ficcanaso" che la sua coetanea britannica.
Mentre aspettiamo le vacanze, ecco un viaggetto con indagine in anticipo all'estate.

Link alle mie recensioni a tutte le opere firmate Maurizio Castellani:

Le indagini di Marco Vincenti:
➡ LA VENTIQUATTRORE (Delitto in albergo)
 VENDEMMIA ROSSO SANGUE (Lo strano caso del morto che parla)

➡ GATTA CI COVA (Mistero di Natale all'ombra delle terme)

Le indagini del commissario Luschi:
➡ DAKAR (La prima indagine del Commissario Luschi)

Racconto breve ➡ UN AMORE SVUOTATO

Potete trovare tutti i romanzi di Maurizio Castellani in ebook o cartaceo, su Amazon al seguente link ➡ https://www.amazon.it/Maurizio-Castellani/e/B077B8KK2L/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1542318531&sr=8-1


Kly

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venerdì 19 aprile 2019

IL TORTELLINO MUORE NEL BRODO - FILIPPO VENTURI

Sarà la primavera, ma mi sembra che un libro facile, simpatico, poco impegnativo, di puro intrattenimento sia proprio quel che ci vuole..
Già il titolo sprizza simpatia: "Il tortellino muore nel brodo" e l'immagine di copertina non è da meno!
L'autore è Filippo Venturi, bolognese doc, e infatti la città di Bologna è co-protagonista di questo breve romanzo. Seconda co-protagonista è l'arte culinaria e della ristorazione, mentre il protagonista vero è proprio è Emilio Zucchini, detto Zucca, proprietario del ristorante "La vecchia Bologna" che si trova suo malgrado a girare la città alla ricerca della sua figlioccia, una ragazzina.
Tutta l'avventura è un susseguirsi di casualità, coincidenze e imprevisti. 
Una banca rapinata contemporaneamente, due sparizioni all'interno della stessa famiglia, un boss alla ricerca di una moneta che non vale nulla, un poliziotto che ha già deciso chi è il colpevole.... diversi gli ingredienti di questa avventura roccambolesca e bislacca ma scritta con criterio e che coinvolge. Una storia un po' assurda ma simpatica, con diversi personaggi strampalati e sfortunati.
Ho il forte sospetto che questa non resterà per molto l'unica avventura di Zucca in libreria.

Oggi la Denny consiglia (con un sottofondo di Umberto Tozzi 😉 ) di leggere "Il tortellino muore nel brodo" di Filippo Venturi edito nel 2018 da Mondadori.

Buona lettura.

Denny

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venerdì 12 aprile 2019

GENERE: FELICITÀ - RICCARDO ALDIGHIERI

[...] Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione. [...]

Fred Uhlman "L'amico ritrovato"

Ecco, ricordo anche io perfettamente l'estate del 2014, quando in Puglia, nel mio adorato luogo del cuore, ho conosciuto un ragazzino biondo, con un sorriso smagliante e due occhioni azzurri sereni e limpidi come il mare. Che mi abbia conquistato subito, non lo nego. Circondato da un nugolo di altri ragazzi abbronzatissimi in costume da bagno  (incluso mio figlio grande) che facevano programmi per la serata in spiaggia, il falò e i sogni sotto le stelle, tutto sembrava normale.  Solo DOPO mi sono accorta del deambulatore parcheggiato affianco, dell'aiuto che gli si prestava nel muoversi, camminare e ballare, e nei giorni successivi della bicicletta speciale a 3 ruote che usa.

Che rabbia!

Ma lui appariva così felice e incurante di tutto, concentrato, impegnato a vivere e a godere di ogni attimo di quell'estate.
Eh si, poi l'ho conosciuto,  ho parlato con lui e mi sono resa conto che la sua invalidità, la sua debolezza era solo nei miei occhi, per lui È IL SUO PUNTO DI FORZA, come recita il tatuaggio sul suo braccio. Rendi la tua debolezza il tuo punto di forza.
Riccardo è affetto da PCI (paralisi cerebrale infantile). Riporto direttamente dal suo libro: "malattia neuro-motoria dovuta a un danno irreversibile al sistema nervoso centrale,  che ha ripercussioni soprattutto sul sistema muscolo-scheletrico."
Danno subito durante la gravidanza in cui il suo cervello è rimasto 2 (si si 2) secondi senza ossigeno.
Riccardo quindi ha dovuto imparare a convivere con una malattia invalidante che fin da piccolo ha marchiato le sue scelte,  le sue decisioni, la sua vita intera.
Al suo fianco, mamma Emanuela (Manu) e papà Mauro, due vere colonne, due colossi che hanno affrontato la realtà e le difficoltà senza mai vacillare.  Semplicemente una famiglia da imitare e che insegna veramente che l'amore e l'unione famigliare è la forza che permette di affrontare tutto!

Di ignoranza e di cattiveria è piena il mondo e purtroppo nella sua graziosa Vicenza, Riccardo per anni è stato bersaglio di cyber-bulli, ragazzotti che non sono andati oltre le mere apparenze e non si sono preoccupati di conoscerlo,  ma lo hanno etichettato per la sua "diversità"... NO! Riccardo non è diverso, è come tutti i ragazzi, UNICO!
Ma, in un primo momento , Riccardo si demoralizza, si abbatte, chiude i sui canali social dove postava i suoi sforzi per camminare, i suoi progressi, i suoi video che avevano accumulato una sfilza infinita di commenti, accuse, volgarità, insulti. E si eclissa. 
Poi si rende conto che non è solo, può vincere la guerra perché di forza di volontà né ha molta di più che quei leoni da tastiera. Ed è rinato più forte, più coraggioso,  pieno di progetti e sogni che sta poco a poco realizzando.


Dedico questo libro a chi
mi è rimasto sempre vicino lungo la strada.
E anche a quelli che
non hanno mai creduto in me:
è stato bello lasciarvi a bocca aperta

Il mio piccolo grande eroe attualmente sta lavorando sodo per affermarsi nel mondo della moda come stilista, ha già all'attivo la confezione di vari abiti, ha creato una maglia esclusiva per uno dei suoi idoli (Fedez) a cui l'ha consegnata personalmente  e l'organizzazione di varie sfilate. Ha partecipato al casting per il Grande Fratello, è stato ospite al programma di Magalli, ha un numerosissimo seguito sui social e un corteo di fans che seguono le sue avventure. Anche io lo seguo, perché nella sua giovinezza mi ha insegnato più di tanti altri "adulti".

Riccardo su FB => https://www.facebook.com/riccardo.aldighieri
Riccardo su IG => https://www.instagram.com/iamriccardoaldi/
Riccardo su YT =>https://www.youtube.com/channel/UCYalZ9RlggC1zq6zp8LU9Dw

Quindi consiglio il suo libro perché lo conosco?  Assolutamente e ovviamente no!

Con semplicità, senza pretese da grande scrittore e soprattutto senza veli, Riccardo Aldighieri racconta nel suo libro "Genere: felicità" edito il 4 aprile scorso dalla Feltrinelli nella collana UP, della sua malattia, degli amici, della famiglia e degli haters che l'hanno attaccato e di come ha lottato e vinto. Un viaggio nei sui primi 20 anni di vita, che devono e vogliono essere un esempio per tutti, di come si può "trasformare la merda in fiori".

Kly


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venerdì 29 marzo 2019

IL CENSIMENTO DEI RADICAL CHIC - GIACOMO PAPI

La casa editrice Feltrinelli a fine gennaio ha messo in commercio il romanzo "Il censimento dei radical chic" di Giacomo Papi, scrittore, giornalista e autore televisivo.
Si tratta di un distopia ironica di facile lettura, profondamente calata nella realtà italiana che tra un sorriso e l'altro lancia un monito contro la deriva culturale che si avverte ovunque.
Un romanzo breve da leggere con leggerezza ma che ha una trama precisa e personaggi ben descritti. Un perfetto intermezzo poco impegnativo.

Lascio parlare l'autore:


Buona lettura

Denny

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venerdì 22 marzo 2019

HOTEL SILENCE - AUDUR AVA OLAFSDOTTIR

Il mio consiglio di lettura di oggi è l’ultimo libro della scrittrice islandese Auður Ava Ólafsdóttiruscito in Italia a cura di Einaudi nel 2018, che si intitola Hotel Silence.
Il protagonista di questo romanzo di 200 pagine è Jonas, un uomo di 49 anni, deluso dalla vita, solo e stanco dopo il divorzio e rivelazioni personali sorprendenti. È un uomo pratico, ordinato, riservato, di poche parole e il suo disagio di vivere lo spinge a programmare il proprio suicidio. Programmare nel senso più stretto del termine: sistema tutte le sue cose, vende la società e decide di impiccarsi e, non volendo che sia la figlia a trovarlo appeso, si reca in un non precisato paese appena uscito da una sanguinosa guerra civile, dove, pensa, un morto in più o in meno non fa differenza. Si porta come bagaglio un solo cambio di abiti, i diari di gioventù e la sua cassetta degli attrezzi con trapano, allo scopo di un montare un efficientissimo gancio al soffitto.
E così diventa il terzo ospite dell’Hotel Silence, ex hotel di lusso con terme annesse, e conosce Maì, Fifì, il piccolo Adam e molte persone del posto, con il loro carico di orrore e con tanta voglia di tornare alla normalità, quella normalità basica fatta di acqua calda e limpida e di pareti imbiancate. In questo contesto di macerie un uomo pratico e capace con un trapano e gli attrezzi giusti può fare la differenza.
È attraverso la sistemazione degli oggetti e della case che si sistema anche il cuore; è con un po' di nastro adesivo che si rappezza anche l'anima... questo sembra dire questo romanzo pacato e intimo che sento di consigliare vivamente.
La descrizione delle brutture della guerra non appesantisce la narrazione che è lineare ed equilibrata, senza picchi, ma con una costante atmosfera malinconica.

Oggi consiglio una visita, in punta di piedi, all'Hotel Silence insieme a Jonas.

Buona lettura!

Denny


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giovedì 14 marzo 2019

FRIDAY FOR FUTURE - GLOBAL STRIKE - 15 MARZO 2019

Greta Thunberg (https://it.wikipedia.org/wiki/Greta_Thunberg) è una giovane attivista svedese che da mesi ogni venerdì si reca davanti al Parlamento di Stoccolma per chiedere attenzione per il clima. Ogni venerdì sciopera da scuola e ormai in molti la imitano e seguono il suo Friday for Future.
Da sola è riuscita a smuovere le coscienze, a fare discorsi appassionati, a ispirare iniziative... 


Venerdì 15 marzo sarà il primo sciopero globale per il clima in ogni angolo della terra.
Milano si è organizzato così: 







Tutte le info sull'iniziativa e sulle numerose città che parteciperanno qui:

➡ https://www.fridaysforfuture.org/

➡ https://www.facebook.com/fridaysforfutureitaly/

Unisciti all'iniziativa della tua città per chiedere un impegno concreto per la salvaguardia del nostro pianeta! 


Denny

venerdì 1 febbraio 2019

UNO SCIÀ ALLA CORTE D’EUROPA - KADER ABDOLAH

Oggi mi trovo un po' in difficoltà a stilare questo consiglio di lettura perché non so da che parte cominciare, quale aspetto sottolineare di più, cosa lasciare all'immaginazione. Ci sono così tanti aspetti interessanti in questo romanzo!
"Uno scià alla corte d'Europa" è un romanzo pubblicato in Italia nel maggio 2018 a cura della casa editrice Iperborea.
L'autore è Kader Adbolah, pseudonimo di Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani, scrittore iraniano arrivato nei Paesi Bassi come rifugiato politico e poi naturalizzato olandese.
In questo romanzo l'autore crea un suo somigliante alter-ego nel protagonista: un professore di origine persiana che insegna storia orientale all'università di Amsterdam. Quest'ultimo, basandosi soprattutto su un antico manoscritto ritrovato, racconta la storia del viaggio in Europa di uno Scià persiano svoltosi alla fine del 1800, e sceglie di farlo nella forma di Hekat, un modo di narrare tradizionale persiano fatto di una serie di episodi concatenati. Questi brevi vicende descrivono lo Scià e il suo corteo alle prese con diverse avventure e/o sventure.
I corti capitoletti di cronaca antica vengono intervallati da brevi racconti e riflessioni del professore nel tempo presente. Alcuni di strettissima attualità.
Una struttura così frammentaria potrebbe creare confusione e rallentare il ritmo della narrazione; invece non è così, anzi, rende le più di 500 pagine di facile e rapida lettura.
Lo Scià di Persia è descritto come un despota crudele ma anche smarrito, un poeta romantico e ingenuo, spietato quando serve. Durante il lungo viaggio, insieme al suo seguito di principi e servitori, è ospite di tutti i sovrani dell'Europa dell'epoca e incontra scienziati e scrittori, conosce stili di vita molto diversi da quelli a cui è avvezzo, vede e si entusiasma per le nuove scoperte, fronteggia situazioni interne alla sua corte. Ne nasce un racconto spesso anche molto divertente.
Nascosta in una cassapanca si unisce alla carovana viaggiante Banu, ennesima moglie dello Scià, una giovane donna intelligente e determinata. Un personaggio molto interessante, un' eroina alla ricerca della sua libertà. La sua è un'altra storia dentro la storia.
Il professore Jamal, lo Scià, Banu sono i tre protagonisti di questo romanzo mosaico e con i loro occhi filtrano la realtà antica e moderna.
L'idea del viaggio come scoperta, come fuga, come metafora è fulcro di questo romanzo dove passato e presente si fondono.

Oggi vi consiglio un viaggio attraverso l'Europa che fu e che è, a spese dello Scià di Persia, attraverso la lettura di un libro che è più libri e che oltre tutto ha anche una bella copertina e un tipico comodo formato tascabile, cioè "Uno Scià alla corte d'Europa" (titolo originale: Salam Europa!) romanzo di Kader Abdolah.

Buona lettura!

Denny

Approfondimenti:

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domenica 27 gennaio 2019

CRONACA A CASA - IMELDA CAMETTI 22 ottobre 1944

Ogni anno in occasione della Giornata della Memoria , l'A.N.P.I. sezione di Gattinara esibisce in Largo Falcone e Borsellino, dei reperti risalenti alla I e II Guerra Mondiale. Sono vecchie valigie,  scarpe , suppellettili appartenenti a civili residenti nel mio paesello e che hanno vissuto nell'orrore, nella paura. Nell'insieme ci sono anche quaderni di scuola e, vergati ancora a inchiostro e calamaio , si possono leggere i pensieri degli studenti tra raid aerei, allarmi e incursioni...
Riportando il tema di Imelda non nego che mi sono venuti i brividi. Se penso che anno più,  anno meno, ha la stessa età di mio figlio...















Gattinara 22-10-1944    

CRONACA A CASA 



Ciò che può accadere in una limpida mattina di sole! ...


Venerdì 

 20 ottobre! 

Il sole sfolgorava alto nel cielo terso approssimandosi mezzogiorno.  Al di fuori tutto taceva,  solo a tratti si sentiva il trillare di qualche uccello sugli alti alberi; nella nostra scuola, invece, distinto s'udiva il chiacchierio dei pennini  sui candidi fogli.  Mentre il mio pensiero vagava in questo quadro pieno di pace,  un un ronzio,  simile a quello di un grande insetto,  mi distolse avvicinandosi sempre più. 
Quando compresi che erano gli aeroplani il mio cuore ebbe un battito più forte e il pensiero volò a molte brutte cose. Non mi preoccupai molto,  ma uno strano incubo continuava ad agitarsi in me.
Non li vidi quegli enormi uccelli,  perché la nostra previdente signorina per evitare disordini ci invitò alla calma e fece socchiudere le imposte,  ma dal rumore compresi che dovevano essere in numerose squadriglie. Quando sorvolarono l'edificio sembrava rasassero i tetti. Poi il rumore poco a poco si allontanò e infine si disperse.  
Tutto tornò alla consueta calma e dopo breve tempo squillò il campanello del 《finis》.



Arrivammo a casa mentre le sirene annunciavano un secondo allarme.  Dopo circa mezz'ora il cessato.  



La sera poi trascorse tranquilla e solo quando fui già nel mio lettino e ripensai agli apparecchi della mattina ricominciai ad agitarmi e a pensare cose brutte e nere. Forse prevedevo quello che ieri sera sentii dalla radio mentre mi stendevo sulla sdraio.



Il bollettino dopo aver trasmesso le notizie del fronte così annunciò :《Una formazione di velivoli nemici sganciò ieri in tarda mattinata bombe su Milano;  fra gli edifici colpiti risulta una scuola ospitante 300 bambini. Le salme finora estratte sono 150》A questa notizia sussultai. In queste poche parole dunque si spiegava l'incubo e l'agitazione del giorno precedente? E quegli apparecchi che sì bruscamente mi avevano distolta dal tranquillo e immaginato quadro si gran male avevano fatto?  Restai pensierosa e le vicende del giorno prima si affacciarono di nuovo alla mia mente.



La mamma vedendomi così pensierosa mi guardò e mi interrogò. Io le spiegai tutto e, dopo qualche riflessione da ambi le parti ad alta voce pregai per tutte quelle povere vittime innocenti perite sotto la furia bestiale di un principio che non ha ragioni. 





Imelda Cametti 
3a Ginnasio Curioni
Romagnano Sesia

venerdì 25 gennaio 2019

DIARIO 1941 - 1943 - ETTY HILLESUM

Ogni anno in concomitanza con la giornata della memoria propongo delle letture a tema.
L'anno scorso ho rispolverato il classico "Il diario di Anne Frank", e quest'anno propongo un altro diario, quello di Etty Hillesum, giovane donna olandese scomparsa ad Auschwitz.
Io l'ho letto moltissimi anni fa, quindi il mio ricordo è un po' sbiadito, ma ricordo bene che rimasi molto coinvolta.
Il diario abbraccia gli anni dal 1941 al 1943 quando Etty ha 27 e 28 anni; e fin dalle prime righe (in foto) si capisce che sono scritti molto diversi da quelli di Anne: più maturi e più complessi.
Il diario raccoglie i pensieri più intimi di una donna intelligente, appassionata e ottimista.
La storia entra nelle pagine ma non è l'elemento più importante. Il mondo interno è più interessante di quello esterno.
Si tratta di una testimonianza preziosa pubblicata per la prima volta solo nel 1981, in Italia a cura della casa editrice Adelphi, che più recentemente ha stampato anche l'edizione integrale che conta oltre 900 pagine.

Approfondimenti:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Etty_Hillesum

Le proposte di lettura per la "giornata della memoria" degli scorsi anni:

Per non dimenticare...
Buona lettura.

Denny

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

Per la  READING CHALLENGE 2019 di TuttoPerTutti questo libro può rientrare nelle categorie: 01 - 18 - 23 24 - 41 - o +1