mercoledì 18 settembre 2019

GREENPEACE - KIT DIDATTICO "SAVE THE INDONESIAN FOREST" (scaricabile gratis)

Se siete in cerca di idee, contenuti, materiali per organizzare attività didattiche con i bambini a tema ambientale, questo post fa per te!

Greenpeace ha creato un kit didattico per affrontare con bambini il tema della protezione delle foreste indonesiane, il polmone verde del nostro Pianeta, sempre più minacciato dalle scelte di aziende e governi senza scrupoli. 

IL NUOVO KIT DIDATTICO SULLE FORESTE
A CURA DI GREENPEACE! 
SCARICA IL KIT
All'interno del KIT didattico troverai mappe, schede sugli animali, immagini da colorare e ritagliare, un quiz bilingue sugli oranghi e anche uno speciale inserto per organizzare un party amico delle foreste.

Sfoglia le pagine del KIT e usa i link per accedere ai materiali da scaricare.

E non dimenticare di far sapere cosa stai realizzando! Usa l'hashtag #classeamicadeglioranghi per pubblicare online le foto dell tue attività.
 
Federica Ferrario Campagna Agricoltura Sostenibile e Progetti speciali Martina Borghi
Campagna Foreste

P.S Aiutaci a far circolare questi materiali, sono gratuiti e accessibili a tutti. Condividi il link del kit sui gruppi per insegnanti, educatori e homeschoolers.

Grazie per il tuo impegno!


Greenpeace é un'organizzazione non violenta e finanziariamente indipendente, che agisce per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Le nostre risorse provengono dalle donazioni di singole persone che condividono i nostri ideali, non accettiamo fondi da stati, partiti o aziende: questo ci consente la piena libertà di parola e azione in tutti i luoghi e in tutte le circostanze. Per conoscere le nostre Campagne visita il nostro sito o seguici su Facebook, Twitter e Google+.

venerdì 13 settembre 2019

SOLIDARANCIA - SARITA FRATINI

Per chi ama leggere gli stimoli per nuove letture arrivano praticamente da ovunque: giornali, radio, TV, web, siti specializzati e non, amici e parenti, vetrine, pagine e gruppi Facebook, post su Istagram... 

Prima d'ora, però, non mi era mai successo di ricevere, involontariamente, un suggerimento di lettura da "analfabeti funzionali".

Ho letto, circa un mese fa, queste notizie: https://www.tpi.it/2019/08/01/solidarancia-ong-epic-fail-sovranisti/

https://www.giornalettismo.com/solidarancia-insulti/ Dopo aver riso e dopo aver scosso la testa sconsolata mi sono detta: "sembra interessante... devo leggerlo". Così ho fatto il mio ordine on-line e due giorni dopo avevo tra le mani una copia del romanzo Solidarancia di Sarita Fratini edito in luglio dalla casa editrice People.

Dato che la scrittura è scorrevole,  il ritmo veloce e la storia narrata interessante l'ho terminato in pochi giorni.

La storia, in poche parole, racconta la missione di una scalcinata banda di cinque ottantenni e quattro giovani per salvare i migranti ingiustamente rinchiusi in un carcere libico.

Teresa con le sue all-star rosse, Giuseppe e la sua sedia a rotelle, Tonio, Agata e Renè, insieme a  Suor Francesca, Sabina, l'avvocato Domenico e Ato danno vita ad una avventura donchisciottesca (non a caso la canzone Don Chisciotte di Guccini funge da colonna sonora).

Il salvataggio è organizzato in primis utilizzando il "sistema" stesso, cioè partecipando come Onlus a un bando europeo (ci fu veramente nel 2017-2018), poi sfruttando la faciloneria del popolo del web attraverso un crowdfunding e collaborando con esponenti politici non identificati (esponente qualunque del partito qualunquista nazionale). Fondamentale l'auto del conte Federico XIV (un nobile gay altezzoso) e il coinvolgimento di Ato, un giovane rifugiato scampato alle carceri libiche.
I nostri paladini devono anche comprare con il ricatto la non interferenza della mafia locale di Trapani per poter agire.

Gli argomenti toccati con ironia da questo romanzo sono tanti, tutti fonte di possibili riflessioni, discussioni e approfondimenti.

La tragedia dei migranti nel mediterraneo è ben descritta, soprattutto nella seconda parte del libro. Non mancano descrizioni piuttosto crude.



Link per approfondire:



In passato ho consigliato altri libri che parlano più o meno di immigrazione. Questi sono alcuni:

https://tucc-per-tucc.blogspot.com/2014/10/immagina-di-essere-in-guerra-janne.html

Ho scelto di fotografare le pagine in cui si fa riferimento a una età di mezzo poco coinvolta, poco combattiva, poco attiva socialmente, poco partecipe perché ho trovato questa teoria molto interessante e un po' vera. Anch'io ho notato, nelle manifestazioni pubbliche a cui ho partecipato, una scarsa partecipazione di quella fascia d'età dai 20 ai 45 circa (troppo impegnata a vivere, lavorare, pagare il mutuo, pensare ai figli ancora piccoli?), mentre ho visto un'alta partecipazione di persone considerate anziane. Allo stesso tempo ci sono giovanissimi che danno l'esempio e ispirano altri (penso a Malala e Greta Thumberg). 
La fascia d'età "adulta" sembra essere meno presente, meno interessata, meno combattiva in fatto di ingiustizie sociali e anche meno carismatica... ma non chiedo di meglio che essere smentita.




Oggi la Denny consiglia un viaggio nel mediterraneo con una Onlus farlocca, su un traghetto armato con un cannone che spara merda, attraverso le pagine di Solidarancia di Sarita Fratini.
Consiglio questo nuovo romanzo a chi brilla di umanità, ha la mente aperta e non crede ai confini... ma soprattutto a tutti gli altri.

Buona lettura!

Denny

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martedì 25 giugno 2019

PRAGA... e DAVID ČERNŶ

Due settimane fa ho passato tre giorni a Praga con la mia famiglia. Un viaggetto per festeggiare la fine della scuola.

Che la città sia bellissima lo dicono tutti e on line si trovano decine di itinerari e tutte le indicazioni utili per visitarla al meglio, quindi non voglio parlare dell'orologio astronomico o del castello.

Voglio invece focalizzare l'attenzione su alcune opere di arte moderna e su un artista ceco molto controverso: David Černý  ➡ (https://it.m.wikipedia.org/wiki/David_Černý).
É un artista praghese che ha già fatto molto parlare di sé... ➡ (https://mobile.agoravox.it/UE-E-SCANDALO-A-BRUXELLES-PER-L.html)

Noi all'inizio un po' per caso poi volontariamente siamo andati alla ricerca di alcune sue opere in giro per la città.
Io non sono un esperta di arte moderna, so solo che ho trovato le sue opere molto divertenti.

Se state programmando una vacanza nella capitale ceca, vi consiglio di aggiungere alle attività più tradizionali anche una sorta di caccia al tesoro alle opere di David Černý.

Queste sono quelle che abbiamo visto noi:



MIMINKA (BAMBINI)

Bambini giganti che gattonano con un codice a barre al posto dei lineamenti del viso.
Si trovano vicino al museo Kampa



TESTA ROTANTE DI KAFKA

Misura 11 metri ed è composta da 42 strati in movimento
 

PROUDY (I PISCIATORI)
Due uomini dal bacino mobile urinano in una pozza a forma di Repubblica Ceca. Il getto forma delle lettere.
Si trovano davanti al museo Kafka.



KUM (CAVALLO)
Parodia della celebre statua equestre di san Venceslao posta nell'omonima piazza.
Si trova nel centro Commerciale Lucerna.

HANGIN MAN (L'APPESO)
Freud appeso
Nelle vie del centro


Un artista tutto da scoprire! 

Denny 

📷Photos by Gianluca Minunno & Denny

venerdì 24 maggio 2019

EMOZIONI TRA LE RIGHE - LUISA COLOMBO

Quando due faccette dell'arte si uniscono e si fondono in maniera armoniosa non possono che formare un piccolo capolavoro. È infatti dalla fusione di pittura e di scrittura che nasce "Emozioni tra le righe" di Luisa Colombo, edito da Chiado Book lo scorso febbraio, e il risultato è sicuramente affascinante, intimo e altresì emozionante.
Perché proprio di emozioni tratta questo libro, nato da un progetto di arte-terapia.
Come spiega Luisa nell'introduzione [...] la comunicazione verbale può essere difficoltosa, risulta più semplice quando ci si esprime attraverso la scrittura creativa unita ad una espressione artistica. 
Così è nato questo libro: raccogliendo pagine, scelte a caso da alcuni libri, all'interno delle quali si sono individuate frasi, componendole scegliendo accuratamente alcune parole nel testo, e formando periodi di senso compiuto che evocano emozioni particolari, ma che non hanno nulla a che fare con il testo da cui provengono. Su di esse l'autrice & pittrice ha dipinto alcune immagini che rappresentano al meglio il significato delle parole in evidenza ed infine sulla base di ogni dipinto ha scritto un breve racconto,  un testo. 
Un lavoro che ha richiesto anni di lavoro, ma indubbiamente di grandissimo effetto.
Un libro quindi di racconti, racconti di passione, racconti nei quali i sentimenti affiorano vividi e chiari. Racconti di amanti, di mamme, di donne, che amano, che dimenticano, che ricordano. Ogni racconto breve uno spaccato di vita, accompagnato da una illustrazione indubbiamente di effetto e con una padronanza della tecnica pittorica decisamente magistrale.
Un viaggio emozionale nelle parole, nei sentimenti, nella passione, nell'Amore, ma anche ne "ICdL" ossia I Colori di Luisa, a cui partecipare e in cui ritrovarsi e rispecchiarsi.

Consiglio di seguire Luisa anche su FB -> https://www.facebook.com/luisa.colombo.56 o IG -> https://www.instagram.com/icoloridiluisa/ e partecipare (anche solo virtualmente) ai suoi corsi, conoscerla come insegnante e arte-terapeuta presso il carcere di Bollate, imparare che l'arte è una oasi di colore e tranquillità nella tempesta della vita.




Buona lettura e buona ammirazione.

Kly


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domenica 12 maggio 2019

NO ORDINARY MUM - pensieri e poesia per noi Mamme IMperfette!

È duro il confronto con le mamme petalose, organizzate e super attiviste, emancipate e femministe lavoratrici che ho intorno. Che vanno a lavoro fino al primo accenno di doglie e che ci tornano (magre, magrissime, anemiche) col capezzolo ancora grondante di nettare bianco non per obbligo, ma per scelta perché chissà poi che si pensi che non sono una femmina moderna. Che portano a spasso tutti i giorni i pargoli in carrozza, con pioggia, neve, tifoni tropicali. Che vanno in montagna e a fare shopping, e dal parrucchiere e si truccano la mattina.
Ma io resisto. Sono una mamma punk, nel senso che la casa è un macello, i bavaglini della pupa vengono assaggiati prima dal cane e poi da lei, la gatta dorme sul fasciatoio, le passeggiate solo se ho voglia e ho fatto lo shampoo, tante ore sul divano con la tappa accoccolata sulle tette (e la cana sulle cosce). In pigiama. Coi piatti da mettere in lavastoviglie. E un po' bestemmio e un po' mi commuovo. E un po' mi danno per lavarmi e un po' me ne fotto, perché avrò una vita per truccarmi e dimagrire e depilarmi le ascelle, ma solo un momento, un unico grande momento per quel primo "ghi ga ga" col ditino all'insù.
Quindi, care neomamme che il battesimo organizzato, l'asilo prenotato, l'università scelta, l'estetista in agenda, Bach nella cassa in passeggino, avete vinto, io torno sul mio divano pieno di peli e schizzi di latte... Fatevi una piega anche per me. 
Prosit.

(Maddalena Albarano)





Che poi pure essere figli di ‘ste madri perfette non dev'essere tutto ‘sto carnevale di Rio. Parlo di quelle che “No, il tablet mai, nemmeno dieci minuti a cena fuori mentre mangi la pizza”. Perché: 
a) se a due anni non riesce a stare seduto come un piccolo lord significa che non sei stata in grado di educarlo; 
b) se non sei stata in grado di educarlo allora rinchiuditi in casa oppure paga una baby sitter; 
c) loro si vogliono godere i loro pargoli anche quel quarto d’ora al mese mentre masticano la capricciosa – anvedi l'ansia! -.
Be', sapete cosa vi dico? Io no. Io, a volte, voglio solo godermi il sapore del fungo trifolato mentre lo sminuzzo con i denti e il gusto della Coca Cola fresca che scende nella mia gola, e se dieci minuti di Masha e Orso me lo permettono io sono pronta a produrre ‘sti merdosissimi episodi di tasca mia. Mi metto a fare l’executive producer, mi metto.
La cosa fichissima, poi, di questa categoria di mamme infallibili, è che le trovi in tutti i gruppi Facebook, pronte a sfoggiare tutta la loro perfezione. Se tu dici, ad esempio: “Ah ragazze mio figlio non dorme da sei mesi, sono distrutta”, loro prontamente rispondono: “Io, mai perso una notte! Sai, l’ho abituato così fin da subito” – Eh certo, io invece l’ho abituato a stare in piedi per guardare Marzullo! E quando posti: “Caspita, non mangia niente, non so più come fare!”, loro commentano:  “Il mio ha sempre mangiato tutto, mai avuto questi problemi”; e se poi azzardi: “Non so come togliergli il ciuccio, mi date una mano?”, loro sentenziano: “Il ciuccio?!? Ma interferisce con l'allattamento!”.
Allora mi chiedo: ma un po’ di stikazzi, no? Non ce la vogliamo proprio mettere una briciolina di stikazzi, proprio no? Eddaje, su.
Che poi sono le stesse che danno tutto bio, guai a offrirgli un frollino con l’olio di palma e i giochi solo di faggio vergine delle Dolomiti, al rogo le macchinine telecomandate, e al parco ce li portano vestiti Missoni, con cinque cambi al seguito, e il tablet bruciamolo, e il succo di frutta ma che mi prendi in giro?!, e l’Elimination Communication, e la Montessori, e il cesto dei tesori, e la bottiglia della calma, e la tavola sensoriale, e il box manco cinque minuti per defecare in santa pace, e il girello vabbè nemmeno lo nomino, e l’allattamento esclusivo fino al 1586esimo mese di vita, e la bambola di pezza, e gli omogeneizzati mai, e il cotone organico e l’inci verdissimo e il Bimby ultimo modello e l’acqua dalle sorgenti di alta quota e Steiner e lo zucchero di canna integrale e il dou dou di canapa grezza e l'alto contatto e il co spleeping e la fascia ad anelli e il marsupio ergonomico e STOKAZZO CANTANTE NO?!?
Che poi, a me, tutta ‘sta perfezione, non è che mi sconfinferi fino in fondo. Perché la felicità passa anche attraverso una macchia di sugo sulla maglietta, un sorriso sporco di cioccolata, la merendina industriale occasionale, il tablet se usato con misura, l’errore, la voce che a volte inevitabilmente si alza, una regola infranta, un capriccio al momento sbagliato, un compromesso, se questo ti aiuta a risolvere una situazione perniciosa. La felicità passa attraverso le risate, le trecce sbilenche, i piedi neri di terra, i pannolini pieni di sabbia, le considerazioni inopportune, lo sgarro alimentare, un bagnetto rimandato a domani, il video su YouTube, la bugia a fin di bene, la cacca in solitaria, la puntata di “Paw Patrol” mentre cucini, una cena mangiata in piedi, una patatina fritta – ops! – presa con le mani – ops! – davanti la tv – ops! -.
La felicità passa attraverso la vita, e la vita vera, quella di tutti i giorni, è piena di imperfezioni.
Il resto sono solo chiacchiere. Inutili chiacchiere da isola che non c’è.

(Stefania Russo - dal web)

Alle mamme,
quelle che sono papà.
A quelle che non sanno mai se è un buon lavoro quello che fanno,
quando una sgridata è troppa e due concessioni sempre poche.
A quelle che finiscono di lavorare e hanno ancora tutto da fare,
a quelle che non lavorano e portano addosso il peso dello sguardo ironico della gente:
"Beata te", come facessero tutto loro.
A quelle che non sanno dire di no,
a quelle che guardano l'orologio della cucina aspettando un rientro ritardatario.
A quelle delle notti sveglie tra latte e pannolini,
a quelle vigili anche mentre dormono.
Mamme di termometri che si fanno odiare e di mani sulle fronti,
di fazzoletti in tasca e crackers sbriciolati in fondo alle borse.
A quelle sedute sul water con i bambini intorno come fosse un comizio,
a quelle che quando sentono silenzio sanno che come minimo,
troveranno il figlio con la testa dentro la lavatrice.
A quelle che si fermano a parlare fuori da scuola,
a quelle di corsa che i figli li lanciano in aula dal finestrino.
A quelle che partecipano a tutte le riunioni e a quelle che non sanno se quella è la maestra o la bidella.
A quelle che urlano sfogandosi e a quelle che tengono tutto dentro, che salutiamo ricoverate in psichiatria.
A quelle che fanno fare sport e a quelle che salto in lungo sul divano e tutti a dormire.
A tutte.
Perché ogni mamma è un mondo a sè.
Perché l'unico modo giusto di crescere un figlio è quello che ogni mamma fa a modo suo.
Che sia oggi, Domenica o quando vogliate:
voi celebratela ogni giorno, vostra madre.
Se c'è abbracciatela forte, chiamatela, perdonate gli sbagli.
Se non c'è, scolpitela nel cuore, che viva nitida nei ricordi.
Se non c'è mai stata non disperate,
mamma è qualunque cosa vi faccia sentire a casa.
A tutte le mamme auguri,
che siate benedette sempre splendide creature!
Al mondo state certi che ci sarà sempre qualcuno che vi ama più della propria vita:
anche quando sarà troppo adulto per dirvelo.

(dal web)

venerdì 10 maggio 2019

MILANO DA LEGGERE 2019 - FUMETTI - GRAPHIC NOVEL

Per il quarto anno di seguito il consorzio delle biblioteche di Milano mette a disposizione dei libri da scaricare gratuitamente. Libri che hanno come ambientazione Milano o scritti da autori milanesi.
Quest'anno si tratta di fumetti e graphic-novel.
Scaricabili gratis fino al 30 giugno.

Qui: 

https://milano.biblioteche.it/milanodaleggere


Denny

lunedì 6 maggio 2019

7 DAYS IN NEW YORK - LE MIE IMPRESSIONI by Denny

Durante le vacanze pasquali sono andata a New York con la mia famiglia. 
Pensavo di andare a scoprire una nuova città ma fin da subito ho compreso che mi stavo ingannando. Non stavo scoprendo una nuova città ma riscoprendo una città già nota, conosciuta, fin nei particolari.
New York non è una sorpresa perché da anni è sotto i nostri occhi soprattutto attraverso film e serie TV. Tutti noi l'abbiamo vista in tutta la sua grandezza, in ogni stagione e in ogni epoca.
Il turista medio che ha la possibilità di visitarla dal vivo è alla ricerca non di sorprese, ma di conferme. E noi non abbiamo fatto eccezione.
Subito appena uscita dalla metropolitana in arrivo dal J.F.K. Airport, vedendo le strade, i palazzi altissimi, i taxi e la frenesia della gente, ho esclamato compiaciuta: << È proprio tutto uguale a come si vede nei film! >>. Sensazione che non mi ha abbandonato per sette giorni.
Abbiamo visitato i luoghi da cartolina, passeggiato lungo le vie cercando i tipici idranti a fungo ed emozionandoci al passaggio di uno scuolabus giallo. Abbiamo cercato la caserma dove è stato girato il film Ghostbsters e pensato a quanti film ha fatto da set la Grand Central Station. Dopo averne sentito tanto parlare non potevamo non assaggiare la pizza pepperoni e gli spaghetti con le polpette.
Il turista che ha pochi giorni a disposizione vuole conferme a ciò che già sa, fare esperienze dirette di ciò che ha visto in tv, e non resta deluso.
Proprio perché tutto è già noto, New York fa sentire il turista come in famiglia, come a casa. Tra l'altro è una città enorme, cosmopolita e libera a cui non frega niente da dove vieni, di che colore sei, che lingua parli, chi preghi, chi ami o come ti vesti. Se hai passato i rigidi controlli all'aeroporto sei il benvenuto. Punto!
Gli abitanti sono disponibili e accoglienti.
Le uniche cose a cui il turista italiano in particolare fatica ad adattarsi sono la tassa da aggiungere ai prezzi e l'obbligo di lasciare una generosa mancia.
Però a guardare bene New York è anche la città dei contrasti: dei palazzi antichi affiancati a quelli ultramoderni, delle limousine che passano noncuranti accanto agli homeless, delle strade lerce mentre Central Park è tirato a lucido, dell'acqua che costa più della Pepsi Cola, di un cheseburger che costa meno di un po' di frutta di stagione, dei contenitori di plastica o cartone usati per tutto e onnipresenti contro una raccolta differenziata rarissima (ho visto homeless raccattare bottiglie di plastica e lattine dalla spazzatura, probabilmente per guadagnare qualche spicciolo, e per questo, involontariamente fare molto di più di molti neworkesi).
La grande mela è una città sporca, a tratti maleodorante, affollata, caotica, rumorosa dove a Manhattan il suono più frequente è quello di una sirena. Sia della Police, dei Vigili del Fuoco o di un ambulance poco conta.
Eppure nonostante i lati negativi è una città che si lascia amare e che regala al turista un'esperienza indimenticabile. O almeno per me è stato così.



Se devo indicare ciò che più mi ha colpita tra le cose fatte e viste in questi 7 giorni, scelgo l'essere andata ad ascoltare un coro gospel. Le voci all'unisono da palco e platea mi hanno molto emozionato. ➡(www.brooklyntabernacle.org)


I miei ragazzi invece hanno particolarmente apprezzati la partita di baseball dei New York Yenkees allo Yenkees Stadium (ci sarebbe da fare un capitolo a parte su come la stragrande maggioranza degli americani vivono gli eventi sportivi cioè più per passare il tempo e mangiare che per veder la partita).

In conclusione... anch'io... I ❤ NY



Denny

venerdì 26 aprile 2019

DELITTO IN SPIAGGIA (Danzando a Porto Pino) - MAURIZIO CASTELLANI

Ma neanche in vacanza Marco riesce a stare tranquillo? Possibile che anche lontano dal suo piccolo hotel, sdraiato sulle bianche sabbie di Porto Pino, i morti se li debba ritrovare come vicini di ombrellone? Ebbene si.
In DELITTO IN SPIAGGIA (Danzando a Porto Pino) edito lo scorso marzo 2019, Marco e i suoi inseparabili amici Piero e Andrea si sono concessi una settimana di svago sulle spettacolari spiagge della Sardegna,  ma il caso vuole che il loro vicino d'ombrellone venga misteriosamente assassinato.
Con molto piacere ritroviamo Anna, una vecchietta arzilla,  sveglia e molto accorta che era stata ospite nell'hotel di Marco a Casciana Terme proprio durante la sua indagine GATTA CI COVA (Mistero di Natale all'ombra delle terme), la quale affiancherà i tre "detectiv" anche in questa quarta avventura.
Il commissario Atzori, non disdegnerà l'aiuto di Marco e così la matassa intricata sarà dipanata, la verità verrà a galla fra succulente cene e siparietti romantici.
Ormai vi è nota la mia simpatia per Marco & Co. quindi non posso che consigliarvi caldamente questa nuovo romanzo di Maurizio Castellani.
In alcuni passaggi e nella costruzione della trama, mi ha ricordato la Regina dei gialli, si si, proprio Lei, Lady Agatha Christie. Anna rammenta indubbiamente Mrs.Marple, seppure più discreta e meno "ficcanaso" che la sua coetanea britannica.
Mentre aspettiamo le vacanze, ecco un viaggetto con indagine in anticipo all'estate.

Link alle mie recensioni a tutte le opere firmate Maurizio Castellani:

Le indagini di Marco Vincenti:
➡ LA VENTIQUATTRORE (Delitto in albergo)
 VENDEMMIA ROSSO SANGUE (Lo strano caso del morto che parla)

➡ GATTA CI COVA (Mistero di Natale all'ombra delle terme)

Le indagini del commissario Luschi:
➡ DAKAR (La prima indagine del Commissario Luschi)

Racconto breve ➡ UN AMORE SVUOTATO

Potete trovare tutti i romanzi di Maurizio Castellani in ebook o cartaceo, su Amazon al seguente link ➡ https://www.amazon.it/Maurizio-Castellani/e/B077B8KK2L/ref=sr_ntt_srch_lnk_1?qid=1542318531&sr=8-1


Kly

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venerdì 19 aprile 2019

IL TORTELLINO MUORE NEL BRODO - FILIPPO VENTURI

Sarà la primavera, ma mi sembra che un libro facile, simpatico, poco impegnativo, di puro intrattenimento sia proprio quel che ci vuole..
Già il titolo sprizza simpatia: "Il tortellino muore nel brodo" e l'immagine di copertina non è da meno!
L'autore è Filippo Venturi, bolognese doc, e infatti la città di Bologna è co-protagonista di questo breve romanzo. Seconda co-protagonista è l'arte culinaria e della ristorazione, mentre il protagonista vero è proprio è Emilio Zucchini, detto Zucca, proprietario del ristorante "La vecchia Bologna" che si trova suo malgrado a girare la città alla ricerca della sua figlioccia, una ragazzina.
Tutta l'avventura è un susseguirsi di casualità, coincidenze e imprevisti. 
Una banca rapinata contemporaneamente, due sparizioni all'interno della stessa famiglia, un boss alla ricerca di una moneta che non vale nulla, un poliziotto che ha già deciso chi è il colpevole.... diversi gli ingredienti di questa avventura roccambolesca e bislacca ma scritta con criterio e che coinvolge. Una storia un po' assurda ma simpatica, con diversi personaggi strampalati e sfortunati.
Ho il forte sospetto che questa non resterà per molto l'unica avventura di Zucca in libreria.

Oggi la Denny consiglia (con un sottofondo di Umberto Tozzi 😉 ) di leggere "Il tortellino muore nel brodo" di Filippo Venturi edito nel 2018 da Mondadori.

Buona lettura.

Denny

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venerdì 12 aprile 2019

GENERE: FELICITÀ - RICCARDO ALDIGHIERI

[...] Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione. [...]

Fred Uhlman "L'amico ritrovato"

Ecco, ricordo anche io perfettamente l'estate del 2014, quando in Puglia, nel mio adorato luogo del cuore, ho conosciuto un ragazzino biondo, con un sorriso smagliante e due occhioni azzurri sereni e limpidi come il mare. Che mi abbia conquistato subito, non lo nego. Circondato da un nugolo di altri ragazzi abbronzatissimi in costume da bagno  (incluso mio figlio grande) che facevano programmi per la serata in spiaggia, il falò e i sogni sotto le stelle, tutto sembrava normale.  Solo DOPO mi sono accorta del deambulatore parcheggiato affianco, dell'aiuto che gli si prestava nel muoversi, camminare e ballare, e nei giorni successivi della bicicletta speciale a 3 ruote che usa.

Che rabbia!

Ma lui appariva così felice e incurante di tutto, concentrato, impegnato a vivere e a godere di ogni attimo di quell'estate.
Eh si, poi l'ho conosciuto,  ho parlato con lui e mi sono resa conto che la sua invalidità, la sua debolezza era solo nei miei occhi, per lui È IL SUO PUNTO DI FORZA, come recita il tatuaggio sul suo braccio. Rendi la tua debolezza il tuo punto di forza.
Riccardo è affetto da PCI (paralisi cerebrale infantile). Riporto direttamente dal suo libro: "malattia neuro-motoria dovuta a un danno irreversibile al sistema nervoso centrale,  che ha ripercussioni soprattutto sul sistema muscolo-scheletrico."
Danno subito durante la gravidanza in cui il suo cervello è rimasto 2 (si si 2) secondi senza ossigeno.
Riccardo quindi ha dovuto imparare a convivere con una malattia invalidante che fin da piccolo ha marchiato le sue scelte,  le sue decisioni, la sua vita intera.
Al suo fianco, mamma Emanuela (Manu) e papà Mauro, due vere colonne, due colossi che hanno affrontato la realtà e le difficoltà senza mai vacillare.  Semplicemente una famiglia da imitare e che insegna veramente che l'amore e l'unione famigliare è la forza che permette di affrontare tutto!

Di ignoranza e di cattiveria è piena il mondo e purtroppo nella sua graziosa Vicenza, Riccardo per anni è stato bersaglio di cyber-bulli, ragazzotti che non sono andati oltre le mere apparenze e non si sono preoccupati di conoscerlo,  ma lo hanno etichettato per la sua "diversità"... NO! Riccardo non è diverso, è come tutti i ragazzi, UNICO!
Ma, in un primo momento , Riccardo si demoralizza, si abbatte, chiude i sui canali social dove postava i suoi sforzi per camminare, i suoi progressi, i suoi video che avevano accumulato una sfilza infinita di commenti, accuse, volgarità, insulti. E si eclissa. 
Poi si rende conto che non è solo, può vincere la guerra perché di forza di volontà né ha molta di più che quei leoni da tastiera. Ed è rinato più forte, più coraggioso,  pieno di progetti e sogni che sta poco a poco realizzando.


Dedico questo libro a chi
mi è rimasto sempre vicino lungo la strada.
E anche a quelli che
non hanno mai creduto in me:
è stato bello lasciarvi a bocca aperta

Il mio piccolo grande eroe attualmente sta lavorando sodo per affermarsi nel mondo della moda come stilista, ha già all'attivo la confezione di vari abiti, ha creato una maglia esclusiva per uno dei suoi idoli (Fedez) a cui l'ha consegnata personalmente  e l'organizzazione di varie sfilate. Ha partecipato al casting per il Grande Fratello, è stato ospite al programma di Magalli, ha un numerosissimo seguito sui social e un corteo di fans che seguono le sue avventure. Anche io lo seguo, perché nella sua giovinezza mi ha insegnato più di tanti altri "adulti".

Riccardo su FB => https://www.facebook.com/riccardo.aldighieri
Riccardo su IG => https://www.instagram.com/iamriccardoaldi/
Riccardo su YT =>https://www.youtube.com/channel/UCYalZ9RlggC1zq6zp8LU9Dw

Quindi consiglio il suo libro perché lo conosco?  Assolutamente e ovviamente no!

Con semplicità, senza pretese da grande scrittore e soprattutto senza veli, Riccardo Aldighieri racconta nel suo libro "Genere: felicità" edito il 4 aprile scorso dalla Feltrinelli nella collana UP, della sua malattia, degli amici, della famiglia e degli haters che l'hanno attaccato e di come ha lottato e vinto. Un viaggio nei sui primi 20 anni di vita, che devono e vogliono essere un esempio per tutti, di come si può "trasformare la merda in fiori".

Kly


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