venerdì 12 ottobre 2018

LUNAVULCANO - ISABELLA SCHIAVONE

Edito nel giugno 2017 da Lastaria, "Lunavulcano" di Isabella Schiavone (Giornalista, dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7–Speciali, ora nella redazione Ambiente–Società) conta con appena 125 pagine, eppure affronta molteplici problematiche della vita moderna.
Questa piccola perla letteraria, comincia raccontando dell'appuntamento giornaliero di due donne per la loro partita a Ruzzle, gioco di parole online molto in voga sulle piattaforme social.
Isabella Schiavone tocca temi di estrema attualità prendendo come base per la narrazione l'amicizia virtuale tra Lunavulcano e Isuska. Due donne molto diverse tra loro: una parrucchiera di provincia sposata ad uno scrittore cieco e dall'altra parte una giornalista single in carriera che viaggia per filmare reportage sulla vita degli indigenti e in Africa per riprendere la vita dei bambini malati di AIDS ed abbandonati. 
La maternità, la povertà e salute dei bambini del terzo mondo, il nostro rapporto con gli animali domestici, la vita di coppia, l'omosessualità, ma senza l'animo di dipanare la problematica in tutta la sua complessità. Semplicemente offre uno spunto di riflessioni su tutta la società contemporanea.
Un libro che si legge facilmente e volentieri, ma che offre spunti di discussione e riflessione personale.
Un libro che ho goduto dalla prima all'ultima riga, proprio per la sua leggerezza anche nell'affrontare tematiche scottanti e crude.

Kly

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venerdì 5 ottobre 2018

LA RAGAZZA DEL CONVENIENCE STORE - MURATA SAYAKA



“La ragazza del Convenience Store” è il mio consiglio di lettura di questo venerdì.
Scritto dalla scrittrice nipponica Murata Sayaka nel 2016 è approdato in Italia lo scorso agosto, a cura delle Edizioni e/o.
Si tratta di un libro molto breve che si legge rapidamente.

Lo consiglio perché apre una finestra sulla realtà e sulla società giapponese… che poi è solo in apparenza diversa da quella occidentale.
La protagonista è Furukura Keiko, una trentaseienne che da 18 anni lavora part-time in un konbini, cioè in un minimarket che vende di tutto, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (una realtà molto diffusa in Giappone). E’ una persona sola, schiva, apatica, decisamente sociopatica, probabilmente con precisi deficit emozionali, relazionali e psicologici mai approfonditi. Per la società è una persona strana ma lei, nella routine del konbini trova la sua dimensione e la sua tranquillità. Almeno fino a quando non viene alterata dal rapporto anomalo che instaura con un uomo.
“La ragazza del Convenience Store” è una lettura che suscita diverse emozioni e riflessioni: sulla vita artificiosa che la società a volte impone, sull'omologazione, sulle aspettative degli altri, sulle relazioni…

A me a messo anche una gran voglia di partire per Tokyo per entrare in un konbini e comprare degli onigiri.

Buona lettura!

Approfondimenti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Sayaka_Murata
https://www.edizionieo.it/book/9788833570167/la-ragazza-del-convenience-store
https://it.wikipedia.org/wiki/Convenience_store

Denny


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venerdì 21 settembre 2018

SALVEZZA e L'IMMIGRAZIONE SPIEGATA AI BAMBINI - MARCO RIZZO / LELIO BONACCORSO

Il tema del'immigrazione è di estrema attualità e credo che su certi argomenti sia doveroso informarsi. E lo si può fare anche attraverso dei fumetti.
"Salvezza" è una graphic-novel che nasce dalla collaborazione ormai collaudatissima tra Marco Rizzo, fumettista e giornalista, e Lelio Bonaccorso, fumettista e illustratore.
Il volume, edito da Feltrinelli Comics nel maggio 2018, è un reportage giornalistico disegnato, che racconta una delle tantissime missioni di salvataggio della nave Acquarius nel mediterraneo.
Non voglio dire altro... solo: sfogliatelo, guardate le immagini bianche, nere e arancioni, leggetelo, soffermandovi sui dati riportati, e poi passatelo ad altri, soprattutto ai ragazzi.

Per i più giovani, dai 7 anni circa, suggerisco degli stessi autori: "L'immigrazione spiegata ai bambini. Il viaggio di Amal" pubblicato nel 2016 da Becco Giallo.

Buona lettura.

Approfondimenti:
➡https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aquarius_(nave_oceanografica)
➡https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marco_Rizzo_(fumettista)
➡https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lelio_Bonaccorso

Denny

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mercoledì 19 settembre 2018

ABBECEDARIO RICICLOSISSIMO

Le scuole, di ogni ordine e grado, sono ormai ricominciate. Per i bambini che saranno alle prese con l'alfabeto vi proponiamo di creare questo simpatico abbecedario con materiale di recupero.

Occorrente:
Cartone o base di altro materiale;
- 26 bottiglie di plastica complete di tappi;
- 2 serie complete di lettere stampate (A - Z);
Decorazioni a scelta;
Colla a caldo e colla stick;
- Seghetto e carta vetrata.

Procedimento:
Per prima cosa è necessario separare, utilizzando il seghetto, i colli dal resto delle bottiglie tagliando poco al di sotto del tappo, dove la plastica ha un ispessimento.
Con la colla a caldo incollare in modo ordinato i colli sul supporto scelto.
Vicino ad ogni collo e su ogni tappo va incollata una lettera dell'alfabeto. Per farlo é necessario preventivamente aver stampato tutto l'alfabeto due volte (in alternativa si possono scrivere le lettere con un pennarello indelebile nero).
Vicino al collo il carattere sarà stampatello maiuscolo mentre sul tappo minuscolo. 
Io ho voluto creare due serie di tappi: una con le lettere in stampato minuscolo, l'altra con il corsivo (in questa ho anche evidenziato le vocali utilizzando i tappi rossi).
L'ultima cosa da fare è decorare a piacimento.

Per i bambini della materna, con lo stesso procedimento, si può creare un gioco dove accoppiare oggetti o animali. L'avvitamento dei tappi aiuta anche lo sviluppo della manualità fine.

Ecco pronto un simpatico e riciclosissimo abbecedario per imparare le lettere.

Buon divertimento e buon apprendimento.


Denny

venerdì 14 settembre 2018

SAPIENS. DA ANIMALI A DEI - YUVAL NOAH HARARI

Bentornati dalla vacanze a tutti e buon nuovo anno scolastico ai più giovani.
Oggi ripartono i consigli di lettura del venerdì. 
So già che non sarò molto costante e me ne scuso.

Per oggi propongo un libro molto interessante, che pur non essendo un romanzo è molto scorrevole.
"Sapiens. Da animali a Déi. Breve storia dell'umanità" è un saggio, scritto da Yuval Noah Harari, storico, saggista e professore israeliano che insegna all'università di Gerusalemme, pubblicato per la prima volta nel 2011 e solo nel 2014 in Italiano per la casa editrice Bompiani.
Questo libro, come si evince dal titolo, è un saggio storico, antropologico, sociologico che ripercorre la storia umana dagli albori fino ai tempi moderni. Parla dei passaggi fondamentali della nostra evoluzione da quando eravamo solo cacciatori-raccoglitori fino a oggi, e lo fa con brio.
Storia, sociologia, economia, religione... sono diversi gli aspetti del nostro evolvere che sono analizzati.
Questo un libro che è già quasi un cult. 
Leggo su wikipedia che è tra le 23 opere selezionate da Mark Zuckerberg come fondamentali e imprescindibili.
Questo saggio che tratta del passato è il primo di una ideologica trilogia che ha l'essere umano come protagonista.
Il futuro è analizzato in "Homo Deus. Breve storia del futuro", edito per la prima volta nel 2015, mentre il presente è contemplato in "21 lezioni per il XXI secolo" appena uscito anche in Italia (30/08/2018).
Non so ancora i successivi ma "Sapiens. Da animali a Déi" si legge con interesse, fa pensare e anche sorridere.
Un libro molto interessante, scorrevole, che consiglio vivamente a chiunque abbia voglia di guardare indietro per capire l'oggi.

Buona lettura!

Denny

Approfondimenti:
➡https://it.wikipedia.org/wiki/Yuval_Noah_Harari
➡https://it.wikipedia.org/wiki/Sapiens._Da_animali_a_d%C3%A8i._Breve_storia_dell%27umanit%C3%A0

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giovedì 12 luglio 2018

BUDAPEST IN... 3 STATUE.

L'anno scorso è stata Colonia, di cui vi ho parlato qui ➡ DAY-TRIP: COLONIA quest'anno, per l'esattezza lo scorso week-end, ho trascorso meno di 48 ore a Budapest con la mia famiglia e ho avuto un ottima impressione di questa città. È una città moderna con un anima antica; giovanile e dinamica ma che consente un tuffo nel passato.

Abbiamo dormito per una sola notte, nel vivace quartiere ebraico, in un ristorante-pub-affittacamere che è uno spettacolo di colori, design e riciclo creativo, arte moderna e antiquariato; e dove, compreso nel modico prezzo, abbiamo avuto anche un drink di benvenuto e una abbondante colazione (un po' di pubblicità gratuita se la meritano ➡Kőleves).

Gli ungheresi sono simpatici, cordiali e disponibilissimi, anche con i bambini. Ci siano sentiti sempre e ovunque ben accolti.

Ho constatato che è una città pulita: tolto quel po' di fisiologico presente ovunque ci sia tanta gente e tanti turisti, i marciapiedi e i prati sono sgombri da cartacce, rifiuti ecc... nonostante i cestini non abbondino affatto. (Se penso a quel che ho visto nei prati davanti al Colosseo a Roma mi viene da piangere!).

Ci sono siti e blog specializzati che forniscono tutte le informazioni necessarie per organizzare nel migliore dei modi una gita in questa città, io voglio solo solleticare la vostra curiosità e magari mettervi addosso la voglia di fare la valigia. Ho scelto di farlo parlando di tre statue poste in tre luoghi diversi della città.

1) La prima si trova davanti al Castello Vajdahunyad, nel parco Varosliget, in prossimità della Piazza degli eroi. Si tratta dell'inquietante statua Anonymus. Leggenda racconta che se si tocca la penna di questa statua si diventerà famosi scrittori.

2) La seconda si trova nella via che porta alla Basilica di Santo Stefano (Zrínyi utca) e rappresenta un poliziotto baffone decisamente in carne. La leggende che circolano sono diverse. La prima che ho trovato nel web dice che se si strofina l'ombelico della statua non si prenderanno più chili. Altri parlano solo di fortuna, specialmente in amore. Comunque sia una lisciatina si deve dare.

3) L'ultima è una serie di scarpe di bronzo, di diversa foggia e misura, poste sulla riva del Danubio. Sono lì, in disordine, come abbandonate, dal 2005, per ricordare un massacro di cittadini ebrei compiuto dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. I residui di candele dimostrano che è luogo di ricordo e preghiera.


Quelli che ho descritto sono solo tre elementi presenti in questa bellissima città, e non tra i più famosi, ma spero che vi abbiano incuriosito.... magari tanto da spingervi a verificare se ci sono buone offerte per i voli per Budapest.

Denny

#hellohungary

martedì 26 giugno 2018

GREENPEACE: PLASTIC RADAR Segnala la plastica

Ogni minuto, ogni giorno, l’equivalente di un camion di plastica finisce in mare: spiagge e fondali sono invasi! Insieme possiamo puntare i riflettori su questo scempio:

 INVIA AL +39 342 3711267

PARTECIPARE AL PLASTIC RADAR È SEMPLICE:

> Scatta la foto del rifiuto di plastica, con la marca bene in vista;

> Inviala al nostro numero whatsapp +39 342 3711267

> Condividi anche la tua posizione.

insieme scopriremo quali sono gli oggetti che inquinano il mare e a quali marchi appartengono.


DAL SUPERMERCATO, ALLE CASE, AL MARE
A partire dagli anni cinquanta le grandi multinazionali hanno invaso le nostre vite con enormi quantitativi di plastica, spesso senza darci alternative. Basta entrare in un supermercato o in un negozio per rendersi conto di quanta plastica (spesso inutile) viene utilizzata per confezionare alimenti, bevande, prodotti per l’igiene domestica e personale.

UN MINUTO NELLE NOSTRE VITE, PER SECOLI NEI NOSTRI MARI
La plastica è un materiale leggero, resistente e di lunga durata eppure gran parte della plastica prodotta a livello globale viene utilizzata solo per pochi secondi in confezioni usa-e-getta anziché multiuso. Ma la plastica quando finisce nei mari può restarci per secoli. Un vero paradosso!



NON SOLO BUSTE DI PLASTICA:

I PLASTIC INVADERS

Numerosi oggetti in plastica monouso fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Secondo le segnalazioni che stanno arrivando a Plastic Radar, i più comuni nei nostri mari e spiagge sono:

• Bottiglie
• Confezioni Alimenti
• Frammenti

Oltre il 90% della plastica prodotta non è mai stata riciclata e quando finisce in mare può restarci anche per secoli: un sacchetto impiega fino a 20 anni per degradarsi, una cannuccia o una bottiglia impiegano fino a 500 anni, un contenitore in polistirolo fino a 1000 anni!

UNA PENISOLA CIRCONDATA DA UN MARE DI PLASTICA
Stretto di Sicilia, Mar Ligure, Adriatico, Ionio, Mediterraneo Centrale o Meridionale... un Mare di Plastica! Scopri da quali zone stiamo ricevendo più segnalazioni e inviaci segnalazioni dalle aree ancora non coperte da Plastic Radar: la tua spiaggia preferita e il mare dove nuoti hanno bisogno del tuo aiuto.
  • Cosa succede dopo la segnalazione? 
Elaboriamo le informazioni in tempo reale, per pubblicare sul nostro sito e su Repubblica.it una una mappa dei marchi e delle tipologie di rifiuti in plastica che inquinano di più i mari italiani. 

In questo modo potremo fare ancora più pressione sulle aziende affinchè prendano l’impegno di usare meno plastica usa e getta per imballaggi e contenitori.

Sul sito ➡ plasticradar.greenpeace.it trovi tante altre informazioni e la mappa dei rifiuti, già in costruzione.

Non vogliamo lasciare scampo alle aziende che continuano ad usare la plastica per i loro prodotti e imballaggi. Aiutaci: bastano solo pochi secondi del tuo tempo!

Fai conoscere a tutti i tuoi amici amanti del mare questo servizio: condividi questo messaggio via email, oppure invialo ai tuoi contatti su Whatsapp:


Ciao, da oggi puoi segnalare i rifiuti di plastica che trovi in spiaggia e mare al numero Whatsapp di Greenpeace +39 342 3711267 . Maggiori info su plasticradar.greenpeace.it

Giuseppe Ungherese

Responsabile Campagna Inquinamento


Greenpeace é un'organizzazione non violenta e finanziariamente indipendente, che agisce per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Le nostre risorse provengono dalle donazioni di singole persone che condividono i nostri ideali, non accettiamo fondi da stati, partiti o aziende: questo ci consente la piena libertà di parola e azione in tutti i luoghi e in tutte le circostanze. Per conoscere le nostre Campagne visita il nostro sito o seguici su Facebook, Twitter e Google+.

giovedì 21 giugno 2018

I'M PERSONALe 2 - AC OFFICINA FOTOGRAFICA

Fotografia: fòto dal greco ϕωτο der. di ϕῶς ϕωτός «luce» e grafìa dal greco γραϕία der. di γράϕω «scrivere».
Quindi scrivere con la luce.
Semplice, no? Tzeee, Vi piacerebbe.

Ed aggiungo: Quante volte ho sentito il commento "Eh con quella macchina fotografica, le foto vengono bene sicuro.", ormai una non risponde neanche più a certe affermazioni.
Parafrasando una citazione di Henri Cartier Bresson: Per fare buone fotografie non ci vuole una attrezzatura particolarmente costosa, ma un occhio vigile e tanta passione.

Il mio amore per la fotografia risale all'età preistorica, ma solo quest'anno mi sono decisa a frequentare un corso serio per avere le basi teoriche al fine di conseguire scatti migliori.
Fortunatamente nelle vicinanze ho l'Associazione Culturale Officina Fotografica, di cui conoscevo alcuni membri e seguivo i progetti e i lavori su vari social... ed è stata la mia rovina!
I mercoledì sera "abbandono" la mia famiglia per assitere a corsi e serate a tema.
Più vedo gli scatti degli officini e più fremo dalla voglia di scattare foto a destra e a manca, a tutto e a tutti.
Quindi, la passione è aumentata, gli scatti piano piano migliorano e in più ho conosciuto un gruppo di artisti dell'immagine I N C R E D I B I L I.
Un gruppo eterogeneo, capitanato nientemeno che da ➡ Salvatore Fabozzi, Delegato FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche - provincia di Novara... mica pizza e fichi!

Durante la festa patronale del vicino Comune di Lenta (VC), svoltasi il fine settimana scorso, una parte degli Officini, ha esposto i propri lavori alla Mostra Fotografica "I'm PERSONALe 2".
[...] La Mostra "I'm PERSONALe 2" è il risultato di un progetto nato lo scorso anno, proprio per ritagliare un micro-cosmo personalissimo per ogni socio foto-amatore nel macro-spazio globale in seno all'associazione. In questo secondo appuntamento troviamo infatti gli scatti di 8 fotografi, 8 tipi personali di approccio alla fotografia. Ognuno di loro espone la propria personalità e traspare palesemente il back-ground intimo, la propria evoluzione, ma anche le involuzioni sviluppate. [...] (Fabio Tacca)
Le fotografie esposte sfiorano quasi tutte le tecniche e tematiche: paesaggistica, reportage, bianco e nero, ritratti, colore, street photography, fotografia creativa...
Ogni scatto è una porzione di mondo reinterpretata e ripresa da una angolazione alcune volte suggestiva e "anomala". Si respira voglia di esprimersi, di andare oltre le semplici apparenze, di ricreare e reinventare.

Sinceri complimenti agli officini che hanno esposto le loro opere dimostrando che il mondo è bello se ripreso ed esposto nella maniera corretta.

In ordine alfabetico, hanno esposto:
ALBERTO NOVELLO Ho iniziato a fotografare all'età di 17 anni. in questi anni ho coltivato questa passione, documentandomi e studiando angolazioni sempre diverse per migliorarmi ad ogni scatto. Ho maneggiato diversi stili: dallo Street alle fotografie di reportage dei luoghi abbandonati fino ad arrivare alla fotografia in bianco e nero, la quale, penso, sia il mio cavallo di battaglia. Attraverso il bianco e nero ho iniziato ad esprimere i miei stati d'animo, il mio essere ed il mio modo di vedere il mondo. La mia continua voglia di sperimentare mi porta spesso a non soffermarmi troppo su un genere o su uno stile, ma al contrario sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed ispirazioni. Da questa voglia di continui cambiamenti nasce questo progetto a colori➡ UNA VITA IN VACANZA:
 vuole raccontare, con un velo d'ironia, come l'essere umano passa i suoi momenti di relax. Appollaiato su un molo in riva al lago oppure disteso in città tra la calura ed il cemento.



BIAGIO BARRETTA: L'espressione personale è sempre stata tra i miei principali obiettivi. Dopo diversi anni nel mondo della musica militando come bassista in diverse band della scena locale, inizio ad interessarmi alla fotografia. Dopo una iniziale curiosità ed informazioni sull'argomento inizia a crescere la passione. Nel 2017 vengo a conoscenza dell'Associazione Culturale Officina Fotografica ed è all'inizio del 2018 che ho deciso di entrare a far parte di questa realtà: armato di una reflex Nikon d3400 dopo aver frequentato il corso base di fotografia, frequento altri corsi di approfondimento, partecipo a workshop ed inizio a studiare con l'intento di accrescere la mia cultura in ambito fotografico e creare un mio tratto distintivo. Il mio primo interesse è indirizzato verso la Street Photography: genere che sto imparando ad amare e prima tappa di un cammino personale alla scoperta di ogni sfaccettatura in campo fotografico.

Nella società che viviamo e rappresentiamo tutti i giorni, ognuno di noi è portato a recitare un ruolo. Sono le nostre passioni a rappresentare e riflettere quando di più vero e sincero c'è in noi ed è attraverso la fotografia che voglio esprimerlo.

Email: biagio.barretta@gmail.com


FABIO TACCA: Istruttore di tennistavolo ed accompagnatore ciclo-turistico con la passione per i grandi viaggi su due ruote. Un passato "analogico" ricco di soddisfazioni, grazie alle fotocamere Olympus OM 10 e Nikon F4. Con l'avvento del digitale mi allontano al mondo della fotografia per poi, dopo qualche anno, riprendere a scattare con una compatta, Nikon E7600. Nel 2014 tornata la passione fotografica acquisto, da un rivenditore sull'Isola di Man, una Nikon d70, poco dopo una Nikon d200 e infine una Nikon d3300. Nel 2015/2016, dopo il corso base di fotografia, entro a far parte della grande famiglia dell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO). Sono un cacciatore di emozioni. Nelle mie immagini puoi vedere la mia ricerca introspettiva e scoprire la mia anima, il mio messaggio, il mio costante bisogno di comunicare. I generi fotografici che più mi appassionano sono la Street Photography, la ripresa di eventi musicali ed artistici, il ritratto.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Il mio progetto ➡ INTERVALLI:
"La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli" (Friedrich Nietzsche)
Dedicato a chi si è perso tra gli intervalli della vita...

Email: fabiotacca.photographer@gmail.com

FEDERICO CASALOTTI: Operaio agricolo, appassionato di viaggi e sport. Ho scoperto la fotografia qualche anno fa, quando ho comprato la mia prima macchina fotografica, una Canon 60D principalmente per scattare le classiche foto ricordo delle vacanze. Scoprendo in seguito le potenzialità della mia fotocamera ho deciso di approfondire le sue funzionalità ed un anno dopo sono entrato a far parte dell'Associazione Culturale Officina Fotografica. Con la fotografia cerco soprattutto di mostrare il mondo nelle sue varie sfaccettature cercando di rappresentarlo secondo il mio punto di vista ed il mio modo di vedere, cogliere scorci, persone o attimi che mi passano davanti. Per questo prediligo la Street Photography, i ritratti rubati e i panorami che in seguito possano riportarmi con la mente nei posti che ho auto la fortuna di visitare.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Email: federicocasalotti@gmail.com


MELISSA MECENERO: Il mio approccio con la fotografia inizia dall'età adolescenziale, quando "prendevo in prestito" la Polaroid della mamma. Gli anni passavano ma mai senza immortalare una qualsiasi situazione, i compleanni, la festa con gli amici, le vacanze estive, il quotidiano...questo perché mi piaceva ricordare ogni singolo momento, ogni singolo sguardo...
Spesso rovistavo nelle scatole per cercare foto dei miei nonni, dei miei genitori perché sentivo il bisogno di "guardare" il loro passato e quanto le situazioni erano in continuo cambiamento, inoltre adoravo quanto di "bianco e nero" ci fosse in esse.
Nel 2014 il mio ingresso nell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO) , un meraviglioso mondo. Amici con cui condividere finalmente la mia passione, con loro ho alimentato il mio mondo fotografico, sono riuscita a diventare più tecnica, anche se è sempre la mia alta percentuale di sensibilità a guidarmi. Qui trovo il mio "IO" fotografico, forti emozioni, l'anima che chiede di uscire, di parlare tramite le immagini. Finalmente riesco a creare la mia "firma senza firma", inizio a frequentare l'ambiente ed ho avuto così la fortuna di conoscere professionisti tra i quali spicca Maurizio Galimberti, fotografo di fama mondiale (il fotografo delle Polaroid). Ma soprattutto ho frequentato corsi che mi hanno dato molto: amicizia, lo scambio di opinioni e lettura foto che mi hanno fatto crescere parecchio.
Principalmente prediligo il bianco e nero, i ritratti soprattutto quelli ambientati e la Street Photography. Creo con i bambini, adoro la loro spontaneità, il loro essere bimbi. Riguardo a questa mia particolarità, Nicoletta Lupi, fotografa professionista biellese, ha detto: "... bisogna dire Meli, che fotografi un mondo che conosci e stai vivendo: quello dell'infanzia e questo è il valore aggiunto. Mi colpisce il fatto che sia come se lo vivessi da dentro, come se i tuoi occhi fossero in contemporanea fanciulli ed adulti. E questo è il tuo stile, lo ritrovo in tutti i tuo scatti; messi uno vicino all'altro, sono un magnifico lungo e sorprendente racconto sulla magia dell'infanzia." 
Adoro le fotografie perché restano così come sono... anche se le cose cambiano.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.

Email: meceneromelissa@gmail.com


SAMUELE DELLERRA: Mi accorgo verso l'età di 14 anni di nutrire un certo fascino verso la fotografia, sentivo delle emozioni mai provate prima quando scattavo con la mia piccola fotocamera compatta. Verso i 17 anni decido di far crescere questa passione acquistando una fotocamera reflex digitale ed inizia così a studiare e a sperimentare, fino a quando nel gennaio 2015 mi iscrissi al corso base di fotografia dell'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO), che cambiò totalmente il mio modo di fotografare. Verso la fine di quello stesso anno arrivai 3.classificato su circa un centinaio di partecipanti, al concorso fotografico "Giuliana Pizzaguerra" indetto dal FotoArt di Cossato (BI) con una foto di "Still life". Negli anni mi esercitai in vari generi fotografici, ma nell'ultimo anno mi accorsi di provare grande soddisfazione nella Street Photography in bianco e nero. Ho migliorato il mio stile in questo genere grazie a 2 work-shop con il fotografo Giorgio Galimberti, uno a Milano e l'altro a Stresa.
Quest'ultimo work-shop è stato organizzato anche per la realizzazione della rivista Cities dedicata alla Street Photografy, ideata e realizzata dalla Italian Street Photography, contenente le immagini di varie città italiane scattate da fotografi amatoriali che hanno appunto partecipato ad un work-shop insieme ad un tutor scelto da ISP, nel quale è stato selezionato un mio portfolio in bianco e nero sui turisti in barca. Scatto sia con reflex, una Nikon d3200, fotocamere compatte e anche cellulare.

E-mail: samueledellerra@yahoo.it


SARA BERGANDO: Sara è Art Director e lavora a stretto contatto con i differenti settori creativi. Il suo primo approccio con la fotografia è avvenuto nel 2012 grazie all'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia. Decisivo è stato l'incontro con il grande maestro Franco Fontana nel 2017, il quale le ha dato l'opportunità di capire la fotografia e di utilizzarla come pretesto per esprimere i propri pensieri. Il progetto "EQUILIBRI INTERROTTI" ha fatto parte della mostra "FONTANA E QUELLI DI FRANCO FONTANA" e la prima fotografia della serie è stata depositata presso l'archivio fotografico della Fondazione della Fotografia di Modena.

Membro del #collettivo17: Collettivo di fotografia documentaria fondato a Fuerteventura, Islas Canarias nel 2018, uno strumento di sperimentazione di "scrittura fotografica collettiva" a più mani.
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Email: sara.bergando@libero.it


VALENTINA BOTTA: La Vita: ognuno di noi nasce con una missione ben precisa, ma nessuno se ne rende conto. Sono Botta Valentina, una ragazza molto solare e dinamica con un amore frenato per i viaggi. Fin da Piccina ho avuto la passione per le fotografie. Mio padre mi ha insegnato che ogni attimo è importante e deve essere immortalato come "ricordo del momento". Proprio lui mi regalò la mia prima FujiFilm compatta, la quale mi ha accompagnato per diversi anni della mia adolescenza. Sono sempre stata la ragazza della compagnia con la macchina fotografica in borsa ed infatti i primi "selfie" con le amiche li ho fatti con la mia Fuji. Capisco che per avere delle buone immagini è importante una macchina efficace quindi mi regalarono una Nikon compatta. In viaggio non è mai mancata ma mi rendo conto che non mi basta più. Grazie all'amica Melissa Mecenero conosco l'Associazione Culturale Officina Fotografica di Romagnano Sesia (NO), alla quale mi iscrivo nel gennaio 2015. Da qui mi si apre un mondo. Conosco pian piano le tecniche ed i grandi autori della fotografia. Mi sento libera di esprimermi. Da qui non è più solo importante immortalare "ricordo del momento", ma imparare a "cogliere l'attimo". Mi definisco come una Street Photographer-Reporter, amo lo Street Art e tutto quello che sta attorno all'uomo nella quotidianità.
Nel mio percorso di vita ho imparato che ogni attimo perso è un rimpianto, e che qualche volta i "più tardi" diventano "mai". Infatti per essere felici ci vuole coraggio. Coraggio di buttarsi nella mischia e vedere cosa succede! Disegno la mia vita seguendo le passioni, non le regole.

Email: valebotta85@gmail.com



Invito tutti a seguire l'Associazione Culturale Officina Fotografica, gli officini menzionati (ma non solo!) sui social indicati dove potrete anche ammirare i loro scatti.

"Le fotografie non si fanno con la macchina, si fanno con gli occhi, il cuore, la testa."

Henri Cartier-Bresson


Kly