venerdì 26 maggio 2017

OGNI VOLTA CHE MI BACI MUORE UN NAZISTA - GUIDO CATALANO

Nella ➡ sfida di lettura che vi abbiamo proposto per il 2017 e che anch'io mi sto impegnando a portare a termine, al n. 28 c'è "una raccolta di poesie".
Personalmente non amo la poesia e la mia conoscenza della stessa si ferma ai banchi di scuola. 
Dopo "Il passero solitario" e "La pioggia nel pineto" il mio incontro con le poesie è stato casuale e sporadico, e addirittura leggere una raccolta intera mi sembrava un impresa titanica e, a dirla tutta, di una noia mortale.
Ho quindi deciso di fare un breve giro nel web alla ricerca di poeti italiani moderni, famosi e vivi... e ho trovato Guido Catalano!
Ha immediatamente destato la mia curiosità in quanto un personaggio decisamente singolare che, oltre a vendere molti libri, svolge numerosi incontri di reading: veri e propri tour dove ogni serata è sold-out!
Ho preso in biblioteca il suo ultimo lavoro, "Ogni volta che mi baci muore un nazista" uscito per Rizzoli a febbraio, e mi sono tuffata nelle sue dichiarate 144 (ma sono di più) poesie d'amore.
Non sono un esperta di poesie e non so dire se questi sono versi poetici liberi a tutti gli effetti, o solo pensieri sparsi con tanti "a capo" (che poi forse è la stessa cosa). So solo che il taglio di questi scritti è decisamente moderno e colloquiale, e che sono inorridita un po' a leggere termini tanto gergali o proprio volgari. 
Sono versi che ricordano canzoni rap, versi che parlano semplice, di pancia... e a volte anche un po' più giù.
Mi sono piaciute?? Poco!
Decisamente una lettura diversa che non avrei affrontato di mia spontanea volontà (lo scopo di impegnarsi in una reading-challenge è proprio questa!) e che consiglio ai giovinastri, agli alternativi, più agli uomini che alle donne, a chi ama le cose grezze e sincere.

Buona lettura!

Approfondimenti:
http://www.guidocatalano.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Catalano
https://www.facebook.com/catalanoguido

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Denny

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domenica 21 maggio 2017

27 e 28 MAGGIO 2017 - NOTTE ROSA E ROSSO DI MAGGIO - GATTINARA ( VC )

UNA FESTA PER TUTTI I GUSTI!
Tutto pronto per la prima edizione della NOTTE ROSA e per ROSSO DI MAGGIO l’ormai tradizionale appuntamento dell’ultima domenica di maggio, in occasione di “Cantine Aperte”, giunto alla sua sesta edizione.
Le manifestazioni promosse dal Comune di Gattinara in collaborazione con l’Enoteca Regionale, la Pro Loco Gattinara e l’Associazione Commercianti O.A.D.I. “Gattinara in…” avranno luogo sabato 27 e domenica 28 maggio.
Sin dal pomeriggio di sabato (dalle 14.30) il Centro storico sarà animato dai mercatini e da iniziative per tutti i gusti: “Corsa rosa” dei bimbi, spettacoli di magia, giochi e gonfiabili, mostra auto storiche e poi… Negozi aperti, Musica dal vivo, Visite Guidate, Enogastronomia e banchi di assaggio a cura dei sommeliers dell’Enoteca Regionale di Gattinara per la magica Notte Rosa.
Domenica 28 maggio con Rosso di Maggio il Centro storico sarà animato sin dalle 10.00, un’occasione per assaporare i grandi vini del territorio nelle Cantine gattinaresi e nell’Enoteca Regionale, una festa con animazioni diverse, musica, visite guidate, camminate tra i vigneti e, grazie alla collaborazione dell’Associazione Passaggi sotto il Rosa, saranno ospiti di Gattinara i Comuni umbri della Maratona dell’Olio e delle Pro loco Umbre e dell’Alto Piemonte.
In occasione di “Cantine aperte”, sarà possibile effettuare visite e degustazioni in Enoteca Regionale e presso alcune cantine gattinaresi.
In mattinata (ore 10.30) e al pomeriggio (15.30), con partenza dall’Ufficio di Promozione e Sviluppo Turistico, di Villa Paolotti (Corso Valsesia, 112), ci sarà la visita guidata gratuita: “alla scoperta di Gattinara”, con guide esperte (per informazioni e prenotazioni Itinerantes: 3774654982). 
Dalle 15.00 alle 19.00 in collaborazione con la scuola di circo e teatro “Dimidimitri”: “Gattinara Street festival”, la 3^ edizione del concorso di artisti e acrobati di strada.
Alle 16.00, presso l’Enoteca Regionale di Gattinara, assaggi sensoriali di vino e olio: “Degustare e riconoscere il vino” e degustazione guidata dei migliori oli umbri.
Sia sabato che domenica in Corso Garibaldi presso lo studio tecnico Segatto “La città del futuro”: proiezione dei progetti elaborati dagli alunni dell’Istituto Tecnico per Geometri Mercurino Arborio Gattinara e del Liceo Artistico Casorati di Romagnano nell’ambito del Concorso di idee 2017 promosso da Rotary Club e Comune di Gattinara per la riqualificazione dell’area dell’antico “Molino” di Gattinara.
Durante i 2 giorni di festa sarà inaugurata la prima edizione della BIENNALE D’ARTE “Rosso di Maggio” aperta fino al 2 giugno in Villa Paolotti.

venerdì 19 maggio 2017

IL CASO MALAUSSÈNE - mi hanno mentito - DANIEL PENNAC

Negli anni '90 Daniel Pennac ha dilettato milioni di lettori con le avventure della strampalata famiglia Malaussène, alle cui redini c'è Benjamin, di professione "capro espiatorio"; ha fatto conoscere il variopinto mondo del quartiere parigino di Belleville, ha fatto ridere e sognare con i suoi personaggi unici.
Io sono stata una grande appassionata dei libri del ciclo Malaussène: li ho scoperti per caso, li ho divorati, ho atteso con trepidazione i seguiti...
"Il paradiso degli orchi", il primo della serie, l'ho letteralmente adorato e via via anche gli altri, anche se li riconosco, quale più, quale meno, in quanto a stranezze un tantino esagerati  a volte.
Ma quello che rende speciali questi semplici romanzi di intrattenimento sono i personaggi così particolari e unici, a cui è impossibile non affezionarsi.
Il mese scorso, a distanza di quasi vent'anni dall'ultimo, è uscito un nuovo romanzo, intitolato "Il caso Malaussène - Mi hanno mentito", che è la prima parte di due.
La tribù Malaussène è invecchiata di circa venti anni. Tutti sono cresciuti ma senza perdere le loro peculiarità.
La storia ruota intorno ad un rapimento dal forte impatto mediatico e, in parte, rimane aperta, lasciando il lettore in attesa del seguito.
Come sempre la penna di Pennac è scorrevole, senza fronzoli, diletta e avvince.
Non consiglio di leggere questo romanzo senza aver letto i precedenti, perché i riferimenti sono parecchi.
Che dire? Ritrovare vecchi amici a cui si è profondamente affezionati è proprio un piacere.

Ordine di lettura dei precedenti romanzi della serie (Ed. Feltrinelli):
Il paradiso degli orchi
La fata carabina
La prosivendola
Signor Malaussène
Ultime notizie dalla famiglia
La passione secondo Thérèse
(in ebook si trovano in un volume unico chiamato "Il ciclo Malaussène")

https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pennac

Buona lettura!

Denny


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domenica 14 maggio 2017

A TE, MAMMA. - Bethany Jacobs (Latched and Attached)

Alla mamma che si nasconde nel bagno, che necessita di pace per solo un minuto, mentre le lacrime le scendono sulle guance.
Alla mamma che è così stanca da sentirsi non più in grado di fare e che farebbe di tutto per sdraiarsi ed avere il riposo di cui ha bisogno…
Alla mamma che seduta nella sua macchina, sola, riempiendosi la bocca di cibo perché non vuole che nessuno la veda o sappia che lei mangia quelle cose…
Alla mamma che piange sul divano dopo aver urlato ai suoi bambini per qualcosa di piccolo e che ora si sente in colpa e come se non valesse…
Alla mamma che sta cercando disperatamente di indossare quei vecchi jeans perché tutto ciò che davvero vuole è guardarsi allo specchio e sentirsi bene con se stessa…

Alla mamma che non vuole lasciare la casa perché la vita è semplicemente troppa da gestire in questo momento…
Alla mamma che sta chiamando per una pizza nuovamente perché la cena non è venuta come lei voleva che fosse…
Alla mamma che si sente sola, sia che si trovi in una stanza o che stia in mezzo alla gente…
Tu sei abbastanza.
Tu sei importante.
Tu vali.
Questa è una fase della vita per noi. Questa è una fase veramente dura, impegnativa, folle della vita.
Alla fine ne sarà valsa la pena. Ma per adesso è dura. E è dura per così tante di noi in molti modi differente. Non parliamo sempre di questo, ma è dura e non sei solo tu.
Tu sei abbastanza.
Tu stai facendo del tuo meglio.
Questi piccoli occhi che ti guardano – pensano che tu sia perfetta. Pensano che tu sei più che abbastanza.
Quelle piccole mani che ti raggiungono per prenderti – pensano che tu sei la più forte. Pensano che tu possa conquistare il mondo.
Quelle piccole bocche che mangiano il cibo che gli dai – pensano che tu sei la migliore perché le loro pance sono piene.
Quei piccoli cuori che ti raggiungono per toccare il tuo – non vogliono nient’altro. Loro vogliono te.
Perché tu sei abbastanza. Tu sei più che abbastanza, mamma.
Tu Sei Meravigliosa <3


Bethany Jacobs
Latched and Attached

venerdì 12 maggio 2017

SE HAI SOFFERTO PUOI CAPIRE - GIOVANNI F.


Ci sono libri che sono un patrimonio per l'umanità e che resteranno sugli scaffali delle biblioteche per anni o secoli e altri che hanno vita più breve, magari nessuna ristampa, ma che comunque hanno un valore: sono capaci di far pensare, di insegnare qualcosa e di aprire la mente. Anche se sono scritti con leggerezza, anche se parlano con la voce di un ragazzino.
Il libro di cui voglio parlare oggi rientra in questa categoria.
"Se hai sofferto puoi capire" è la testimonianza di un dodicenne che ha scelto lo pseudonimo di Giovanni F. in onore al giudice Falcone.
Giovanni è sieropositivo dalla nascita ma lo scopre quasi per caso.
Il libro racconta questa scoperta e le settimane successive, fatte di spiegazioni e incontri con altri ragazzi nelle stesse condizioni.
In tono semplice e ironico viene raccontata la sua vita normalissima o quasi. Tra la scuola, il calcio, la famiglia, gli amici e il reparto di infettivologia.
Mi ha colpito particolarmente la prima regola che genitori e medici insegnano ai ragazzini a cui viene spiegata la malattia, cioè "non dirlo a nessuno!"
"La mia malattia spaventa più quelli che non ce l'hanno che quelli che ce l'hanno" dice Giovanni, ed è verissimo!
Tra le pagine si capisce benissimo che tutti siamo ancora fortemente ancorati all'idea della malattia che fu negli anni 90, nonostante tutti i progressi della medicina; nonostante si muoia sempre meno (almeno nei paesi più ricchi); nonostante non si trasmetta con i normali rapporti quotidiani.
Questo libro di 160 pagine scritto da Giovanni F. con Francesco Casolo, edito da Chiarelettere nel febbraio 2017, è una testimonianza limpida e utile che commuove, fa sorridere e fa riflettere.

Qui si trova una breve, simpatica e interessante intervista a Giovanni:
http://www.chiarelettere.it/backstage/giovanni-f-e-la-battaglia-contro-le-paure-degli-altri.php

Buona lettura.

Denny


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lunedì 8 maggio 2017

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PURITÀ - GALLIPOLI (LE)

La chiesa, affacciata sulla Riviera Cristoforo Colombo, fu edificata nel 1664 quale oratorio della corporazione degli scaricatori di porto al tempo del vescovo spagnolo Giovanni Montoja de Cardona. 
La facciata, ad intonaco, è delimitata lateralmente da due lesene di carparo a vista che sono raccordate in alto da un cornicione sul quale poggia un fastigio mistilineo con due pinnacoli laterali. Al centro tre riquadri decorativi in maiolica raffiguranti la Madonna della Purità, San Giuseppe e San Francesco d’Assisi risalenti al XIX secolo.
L’interno, a navata unica è totalmente rivestito da dipinti. Sulle pareti laterali sono addossati gli stalli lignei preziosamente decorati. Il pavimento è in mattonelle maiolicate. Le tele del XVIII che ricoprono l’interno della chiesa sono in gran parte opera del pittore Liborio Riccio da Muro. Sull'altare marmoreo è collocata la tela che raffigura la Madonna tra San Giuseppe e San Francesco d’Assisi di Luca Giordano (1664-65).
La chiesa dopo quattro anni di lavori di restauro, iniziati nel 2005, è stata riaperta alla fruizione il 29 maggio 2009.

Giuliana

venerdì 5 maggio 2017

WOLF – La ragazza che sfidò il destino - RYAN GRAUDIN

"Wolf - la ragazza che sfidò il destino" di Ryan Gaudin, edito da DeAgostini nel 2016, è la mia proposta di lettura per questo venerdì. 
Per quanto riguarda il target di lettori, rientra nella tanto di moda categoria young-adult, mentre, per quanto riguarda i contenuti, nelle categorie fantascienza e fantasy.
E' ambientato in un ipotetico 1956 dove la storia ha avuto uno sviluppo alternativo; si tratta quindi di un romanzo fantascientifico di tipo ucronico, mentre, per le capacità fantastiche della protagonista, rientra a pieno titolo nel genere fantasy. Inoltre è anche ricco di avventura e tocca argomenti tragici.
È un romanzo decisamente ricco di elementi e dal ritmo serrato.
In circa 400 pagine, scorrevoli e intense, l'autrice ricrea, in modo credibile, una situazione mondiale dove Giappone e Germania sono alleati e gli USA praticano una politica isolazionista di non intervento. La seconda guerra mondiale ha avuto un esito diverso e il Fuhrer non si è suicidato nel suo bunker a Berlino.
La protagonista è Yael, una ragazza di diciassette anni, scampata al campo di sterminio. 
E' stata sottoposta a esperimenti di eugenetica nazista e ha acquisito la capacità di mutare le proprie sembianza fisiche. Anni dopo, perfettamente addestrata dalla resistenza, tenterà l'impresa di vincere un estrema gara motociclistica per poter arrivare al cospetto di Hitler e ucciderlo.
La narrazione scorre su due binari: da una parte il passato tragico di Yael e il suo addestramento; dall'altra la corsa come Adele Wolfe, con le sue tappe e i suoi protagonisti.
Ne risulta una lettura interessante ed avvincente che ha tutti gli elementi per piacere ai giovani e dilettare i lettori più navigati.

Oggi la Denny consiglia di rincorrente i cinque lupi tatuati sulla pelle di Yael leggendo "Wolf"... in attesa che venga pubblicato in Italia il seguito già uscito negli States.

Buona lettura!

Riferimenti:
http://www.ryangraudin.com/

Denny



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venerdì 21 aprile 2017

LA VENTIQUATTRORE (Delitto in albergo) - MAURIZIO CASTELLANI

Fin da bimba mi è stato chiaro che l'hotel era il mondo in cui avrei voluto sempre lavorare, mi affascina la magica atmosfera della non-casa propria, le relazioni che si intrecciano, le storie che si sfiorano. Ho lavorato così in albergo per 20 anni e nel cassetto conservo ancora il sogno di avere un giorno o l'altro il mio piccolo Bed & Breakfast.

Bene, questa premessa per spiegare il perché della mia curiosità quando navigando su un famoso social-network mi sono imbattuta nella pagina dello scrittore Maurizio Castellani e ho letto la trama del suo libro "La Ventiquattrore - Delitto in albergo", edito da Kimerik nel dicembre 2015.

Un giallo ben elaborato, storia molto plausibile e non scontata, ma è l'atmosfera intorno che lo rende ancor più originale e non banale.

Niente commissari ficcanaso o investigatori tutto acume. Il protagonista di queste 149 pagine è Marco. Un divorziato geometra di provincia che, stanco della sua professione e dopo aver ereditato da sua zia un alberghetto a Cascina Terme (in provincia di Pisa), decide di abbandonare il suo studio e seguire personalmente la conduzione dell'hotel.
Sennonché dopo solo 5 giorni di attività, gli muore un cliente. E qui comincia l'avventura di Marco, la sua curiosità lo spinge a voler scoprire cosa sia successo al Sig.Corrado e dove è finita la sua inseparabile valigetta ventiquattrore, intrecciando la sua attività di albergatore, Piero ed Andrea vecchi amici d'infanzia, Grazia affascinante recepcionista tuttofare e la passione per la cucina (la ricetta dell'anatra all'arancia mi ha fatto venire l'acquolina in bocca! :-D). Il tutto ricamato da varie espressioni dialettali che mi hanno strappato più di un sorriso. Decisamente lo stile di scrittura di Maurizio Castellani è ameno e simpaticissimo, come ci si aspetta da un buon toscano.

Indagando su internet ho scoperto che "La ventiquattrore - Delitto in albergo" è il primo di tre libri, anche se il secondo e il terzo non sono stati ancora pubblicati. Ovviamente resto in attesa della loro uscita per scoprire le nuove avventure tra le camere dell'Hotel "Da Zia Maria".

"La ventiquattrore - Delitto in albergo" ha vinto il Premio Nazionale di Narrativa Città di Murex nel 2016. 


Per tutti gli amanti dei gialli, delle letture simpatiche, dei libri che rallegrano le giornate, della buona cucina, delle relazioni umane e semplici, consiglio spassionatamente "La Ventiquattrore - Delitto in albergo" di Maurizio Castellani.

Kly

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venerdì 7 aprile 2017

EMMA BRACCANI: PERCHÉ IO NON POSSO - GIULIA BACCHETTA

Ho ricevuto una copia ebook di "Emma Braccani: Perché io non posso" direttamente dall'autrice, Giulia Bacchetta.
Come lei stessa lo ha definito, il libro è un young novel, che vede protagonista Emma, una adolescente come tantissime altre, la cui famiglia sta vivendo un momento molto difficile.
La storia è molto attuale. Una giovane studiosa e tranquilla adolescente, in seno ad una famiglia con un padre padrone, una sorella ribelle e una madre sottomessa. Il suo mondo di amici, la scuola e i classici problemi legati all'età e poi la sconvolgente scoperta del tradimento del padre e l'avvio del processo di separazione dei genitori, purtroppo non di comune accordo. 
Tanti gli episodi crudi e di tensione che ci riportano inevitabilmente a fatti di cronaca che troppo spesso sentiamo al TG.
Inutile negare che l'astio nei confronti di Roberto, il padre, lo si prova di immediato e schierarsi con Emma o dalla parte di Marta (la sorella maggiore) è inevitabile. {Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il personaggio di Marta e comprendo il tuo astio nei confronti di Roberto, il vero joker del romanzo. N.d.A.}

570 pagine fitte fitte che raccontano passo a passo le giornate di Emma e della famiglia Braccani. Non è certo una lettura facile se pensiamo anche alla cronaca, ma certamente molto realistica e riportabile all'attualità.
Ma non sono solo dolori e tenebre nella vita di Emma, l'amore si affaccia a tingere la sua vita di un pallido rosa e porta il nome di Filippo.

Conclusa la mia lettura mi sono sorte spontanee alcune domande,  che ho rivolto direttamente a Giulia, la quale è stata molto disponibile a rispondere, diciamo ad una mini intervista, per dipanare la mia curiosità.

1. Prima di tutto, quanti anni hai? Mi sembri giovanissima e mi incuriosisce che già tu abbia scelto un argomento così ostico e difficile.
Ciao Clizia, ti ringrazio tantissimo per i complimenti, ma soprattutto per esserti cimentata in questa nuova lettura.
Ho venticinque anni e da sempre nutro la passione per la psicologia, la sociologia e la filosofia. Comprendo il tuo scetticismo e non sei stata l’unica a meravigliarsi del fatto che io, con la mia giovane età, possa aver affrontato tematiche così importanti e purtroppo attuali. Questo romanzo nasce da un mio profondo interesse per il sociale; senza dubbio, dentro di me, covo emozioni più negative che positive ma tutto è scaturito da ciò che mi circonda: la società per l’appunto. In questo caso, prima di scrivere il romanzo, mi sono schierata dalla parte dei minori che vivono situazioni del genere, ponendomi domande de tipo: “Cosa prova un minore quando la giustizia non è dalla sua parte? Perché privare un adolescente della propria felicità? Chi siamo “noi” per farlo?”. Così ho creato il personaggio di Emma, la mia eroina, immedesimandomi in lei e collocandomi al centro del palcoscenico davanti al quale avevo il mio pubblico: avvocati, giudici e assistenti sociali.
Da qui ne sono conseguite tutte le vicende della famiglia Braccani. Ora che la storia è pubblicata, più viene letta più comincio a credere che Emma non sia più la mia eroina, ma quella di tutti coloro che si avvicinano alla sua storia. In un certo senso è un bene perché ho capito la funzionalità del romanzo: sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto far sapere alle ragazze, costrette a vivere situazioni simili a quelle di Emma, che non sono sole.

2. Questo è il tuo primo romanzo?
Sì, questo è il mio primo romanzo, ragion per cui ho ancora tanto da migliorare e, naturalmente, da dare. Sono consapevole del fatto che posso fare di meglio.

3. A cosa ti sei ispirata?
Come ti dicevo, mi sono ispirata a tutte quelle questioni che, purtroppo, leggiamo sui quotidiani o che, quasi tutti i giorni, guardiamo ai telegiornali. L’ira ha preso il sopravvento ed io non potevo rimanere con le mani in mano, in qualche modo dovevo esprimere il mio pensiero. Questa storia ha radici assai remote; stesi su carta i primi due capitoli dieci anni fa, ma ogni volta che scrivevo qualche pagina finivo sempre per stracciarla. Un anno e mezzo fa scesi ad un compromesso con me stessa e mi convinsi a completare l’Opera.

4. Quanto c'è di te in Emma?
In realtà ci accomunano poche cose; io e Emma abbiamo la stessa passione per la filosofia e la psicologia; lei è astuta, molto acuta e riesce a raggiungere ragionamenti non propriamente tipici dei suoi 14 anni. Per il resto siamo molto diverse. Lei è introversa, conserva un diario segreto su cui riversare le proprie emozioni. Io non ne ho mai avuto uno.
Emma è una vera forza della natura, io credo di essere più fragile. Non è stato semplice costruire il suo personaggio, ma ammetto che gestirlo psicologicamente mi ha regalato tante emozioni sia negative che positive.

5. Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?
Sono già impegnata nella stesura del secondo romanzo: il continuo di Emma Braccani “perché io non posso”. Non so dirti la data di pubblicazione, ma posso confidarti che ci saranno tanti cambiamenti. Il sottotitolo, tanto per cominciare, non sarà più lo stesso.

6. Hai volutamente lasciata aperta la conclusione? Come finirà la separazione?  Ed Emma sarà finalmente felice insieme a Filippo?  Quante questioni senza apparente risposta....
I tuoi interrogativi sono leciti e, come ti ho anticipato poc’anzi, ci sarà un continuo della storia. Fosse stato per me avrei continuato a scrivere altri venti capitoli poiché, come hai potuto notare, sono diverse le cose a cui devo dare una fine, ma sarebbe venuto fuori un romanzo troppo lungo. Quindi prendendone coscienza ho dovuto mettere un punto. Come andranno a finire tutte le questioni legali e come si evolverà la storia tra Emma e Filippo, purtroppo non posso dirlo. Se avrai voglia, lo scoprirai tu stessa, immergendoti, ancora una volta, nella storia di Emma. 

Per tutti coloro che vogliono tuffarsi in una storia reale, attuale ed impegnativa e quindi conoscere il mondo di Emma, possono acquistare il romanzo "Emma Braccani: Perché io non posso” su qualsiasi digital store ➡ Amazon, Google Play libri, Kobo, iTunes, Mondadori Store in formato eBook.

Conosci e segui Giulia Bacchetta sul suo ➡ blog

E ancora.... visualizza il book-trailer:

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Kly

mercoledì 5 aprile 2017

5 IDEE PER RINNOVARE BALCONI E TERRAZZI

E' arrivata le primavera ed è ora di pensare ai nostri balconi e ai terrazzi.

Ecco a voi qualche idea semplicissima e a costo zero per rinnovare e dare un po' di colore a balconi, terrazzi e fioriere. 

La parola d'ordine è riciclo!

1) New look per vecchia fioriera in ferro:
Basta qualche tappo di plastica colorato, di quelli più grandi delle bottiglie di succhi di frutta per esempio, per dare un tocco di colore alle vecchie fioriere in ferro. Con la forbice o un coltello basterà creare sul retro un buco o una scanalatura per incastrare il tappo al ferro.
(ps: per togliere le scritte dai tappi, di solito, è sufficiente un po' di alcool).
2) Decorazione colorata:
Un simpatico fiore di plastica realizzato con tappi colorati di varie misure.
La giuntura si trova sul retro e si può fare utilizzando del fil di ferro sottile o con colla a caldo (meno resistente). 
Io ho fatto un doppio riciclo: ho utilizzato gli anellini che segnano la taglia sulle grucce dei vestiti dei negozi (da piccola mia figlia li adorava e me li faceva mettere da parte e quindi io ne ho accumulati un po'). Ci ho messo un po' a trovare quelli giusti e pensavo che non tenessero molto invece è quasi un anno che questo fiore sta sul mio balcone senza problemi.

3) Vasi e sottovasi colorati:
Le calotte porta sorpresa delle uova di pasqua giganti possono diventare simpatici porta vasi per piantine, oppure quelle più piccole dei colorati vasetti.
4) Sassi decorati:
Su un tavolino, tra l'erbetta e le piantine qualche sasso decorato o con frasi desterà la curiosità degli ospiti. 
Potete fare una cosa bella, completa e resistente utilizzando i pennelli e i colori e concludendo con una bella pennellata di vernice trasparente dopo l'asciugatura del colore oppure optare per qualcosa di più semplice come utilizzare semplici pennarelli indelebili. Quest'ultimi con le intemperie tendono facilmente a cancellarsi quindi è meglio riporre il lavoro finito in un luogo riparato.
5) Vasetti con tazze:
Se avete tazze che non usate o che vi hanno stufato possono essere trasformate in simpatici vasi.


THINK GREEN!

Denny

giovedì 30 marzo 2017

MILANO DA LEGGERE

MILANO da LEGGERE è un progetto del Sistema Bibliotecario di Milano per far conoscere e diffondere la lettura nella sua variante digitale.

Lo scaffale virtuale, dedicato al racconto di Milano, per la seconda edizione si tinge di giallo e propone libri che, oltre ad avere trame ambientate in città, appartengono tutti alla narrativa gialla e noir. A partire da Scerbanenco e Olivieri, maestri del thriller milanese, ogni autore racconta la “Milano nera” da una particolare prospettiva storica: Biondillo, Carcano, Colaprico, Crapanzano, De Angelis, Gurrado, Luzzi e Tuzzi sono gli altri autori presenti nella nuova collezione. Fino al 31 maggio puoi i scaricare gratuitamente i loro ebook.

http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/extra/others/extra/milano_da_leggere

La seconda edizione di Milano da Leggere è realizzata con la sponsorizzazione tecnica di ATM e la collaborazione degli editori Bollati Boringhieri, Garzanti, Guanda, Marcos y Marcos, Meravigli, Mondadori, Mursia e dell’Agenzia Letteraria Santachiara.


Buona lettura!


Se la lettura digitale ti appassiona, puoi trovare altri contenuti nella sezione dedicata del sito di SBM.

lunedì 20 marzo 2017

GLI OROLOGI ELETTRICI DI LECCE by Giuliana

La data del 1868 segna l'impianto a Lecce di una rete di quattro orologi elettrici sincroni, collocati su altrettanti edifici pubblici, che costituì un indubbio primato nazionale ed Europeo. Il sistema funzionò, con alterne vicende, per problemi di manutenzione dagli anni ‘20 in poi, fino al 1937, quando fu gravemente danneggiato, pare, da un fulmine.
Il sistema era costituito da quattro quadranti disposti in punti diversi della città, le cui sfere erano mosse da un dispositivo elettromagnetico attivato da impulsi elettrici che venivano inviati ogni mezzo minuto dall'orologio motore.
Questo non era altro che un normale orologio a pendolo collegato ad un sistema di interruttori al mercurio, che chiudevano e aprivano, alternativamente, un circuito elettrico alimentato da una batteria di pile a diaframma regolatore. Il meccanismo dell'orologio motore, collocato sul Sedile, come è stato ritrovato nel 1990. Altre collocazioni furono: la Prefettura di Lecce; l'Ospedale Santo Spirito di Lecce e il Convitto Palmieri 
Ad ogni quadrante era abbinata una suoneria, costituita da due campane percosse da martelli azionati da un dispositivo a cascata di leve, anch'esso comandato elettricamente dall'orologio motore.
Per le strade del centro storico sono ancora visibili alcune delle mensole su cui erano stesi i fili elettrici che collegavano l'orologio motore ai quadranti periferici. 
Autore della realizzazione della rete di orologi elettrici sincroni fu un sacerdote leccese, Giuseppe Candido, formatosi al prestigioso Collegio S. Giuseppe, retto dai gesuiti, avendo per insegnante di fisica il Padre Nicola Miozzi, dalle notevoli competenze in fatto di elettricità.
Candido, che, tornato a Lecce dopo gli studi universitari, si diede a realizzare ogni sorta di apparati elettrici per usi didattici e per usi domestici, molti dei quali messi in funzione nella sua casa di via Regina Isabella (su cui sopravvive, unica memoria del grande leccese, la lapide fattavi collocare dal nipote Gennaro Candido in occasione del centenario della nascita). 
Una descrizione entusiastica dell'attività del sacerdote scienziato, elevato da Leone XIII alla dignità episcopale e inviato a reggere la diocesi di Ischia dove morì nel 1906, è contenuta in un fascicoletto pubblicato da Cosimo De Giorgi nel 1899 in occasione del trentennale di funzionamento degli orologi elettrici.
Nato a Lecce il 28 ottobre 1837, primo di sette figli, entrò a dieci anni nel Reale Collegio dei Gesuiti, una delle più prestigiose scuole del Regno, dove dimostrò presto grande predisposizione per la Fisica e la Matematica. Uscì dal Collegio nel 1857 decorato del Giglio d’Oro, la massima onorificenza per i migliori alunni, e con un ritratto ad olio in abito sacerdotale. Durante i suoi studi al Collegio di Lecce ebbe modo di appassionarsi allo studio dell’Elettricità, soprattutto per opera del suo insegnante P. Nicola Miozzi, vero esperto della scienza che stava rapidamente guadagnandosi l’attenzione di tutti per le applicazioni pratiche che lasciava prevedere. E proprio con Miozzi, Candido partecipò, dal 14 al 27 gennaio 1859, alla realizzazione di uno dei primi esperimenti di illuminazione pubblica, alla presenza del Re Ferdinando II, in visita a Lecce. Per le strade del centro storico sono ancora visibili alcune delle mensole su cui erano stesi i fili elettrici che collegavano l'orologio motore ai quadranti periferici. 
Nel 1955 fu effettuata l’installazione di un vero, grande, meraviglioso orologio sul motivo turrito della Banca Commerciale..
Il realizzatore dell’opera è lo scultore salentino Francesco Barbieri che pur vivendo a Milano ha conservato per la sua terra un profondo amore. Tutti i pezzi che compongono il nuovo orologio pesano 20 quintali e sono arrivati a Lecce imballati in ben 20 casse di varia grandezza. Il complesso architettonico nel quale è inserito l’orologio è alto 10 metri. Il quadrante, a forma di occhio, è circondato da una cornice di rame e smalto e poggia su uno sfondo di mosaico veneziano sfumato di azzurro con stelle dorate. Anche i numeri, indicanti le ore, sono dorati con sfondo di rame smaltato. Se non è il più grande orologio del mondo, come l’ha definito il quotidiano inglese Daily Telegraph, è certamente uno dei più originali. Nel febbraio del 2016 l’opera restaurata, ha ripreso vita, con una grande novità, introdotta con i lavori di restauro, che hanno dotato l'orologio di un impianto di illuminazione che lo rende ben visibile anche di sera.

Giuliana

mercoledì 15 marzo 2017

CORNICE CON TASTI PC - Speciale festa del papà

Per la festa del papà si può realizzare facilmente una cornice decorata con i tasti di un vecchio pc portatile o tastiera.
Serve solo una vecchia cornice di legno o plastica, i tasti di un portatile o di una tastiera in disuso e colla a caldo.
I tastini si possono disporre in modo ordinato o in modo un po' in disordine e a gusto si può aggiungere qualche piccola decorazione (strass, perline...).
Fantasia e amore è tutto quel che serve.

Auguri a tutti i papà.

Denny

martedì 14 marzo 2017

TORNA PRESTO, LULÙ! di Jeanette Flot


La scuola della maestra Serafina si chiama 《Il melo verde》e funziona a meraviglia. C'è un'unica classe con solo dieci scolari, sei maschi, e cioè Silvano, Berto, Chicco, Toto, Luigino e Matteo, e quattro femmine, che sono Marta, Beatrice, Matilde e Lulù.
Poi ci sono le due colombe Pia e Lia, Gervaso, il pesce rosso, e Baffina, la gatta nera che cerca sempre di bere l'acqua del vaso di Gervaso.
Sono già tre anni che i bambini frequentano la scuola della maestra Serafina.
Poi, un giorno, Lulù non va a scuola. Sembra che non stia per niente bene, che sia molto stanca. Passano due mesi, ma Lulù non si vede. La sua mamma è venuta a parlare con la maestra e ha detto che Lulù è molto malata, che è una cosa grave e che la stanno curando all'ospedale, in città. I suoi compagni non possono andarla a trovarla, però possono scriverle.
Di tanto in tanto arriva qualche notizia: Lulù non migliora e non peggiora, bisogna avere pazienza e aspettare. I nove bambini e la maestra Serafina sono davvero molto tristi.
Passano le settimane e passano i mesi.
Sembra che Lulù stia meglio. Però il suo posto rimane vuoto.
Poi, una mattina, il postino porta una lettera della mamma di Lulù.
Lulù è guarita. Potrebbe anche tornare a scuola, il dottore è d'accordo, però...
Però cosa?
Lulù ha perso tutti i capelli, i suoi bei capelli ricci, rossi come il sole quando tramonta. E così Lulù non vuole tornare a scuola, perché si vergogna.
I suoi compagni sono molto tristi e non sanno cosa fare. Il piccolo Berto scoppia in un pianto disperato. Allora la maestra Serafina prende una decisione:

 - Ora scriviamo a Lulù e le diciamo di tornare a scuola!
I bambini, tutti insieme, scrivono una lettera. Poi Matilde, che ha una bella calligrafia, la ricopia:
《Cara Lulù, adesso sei guarita e noi ti aspettiamo. A noi non importa niente che tu non abbia più i capelli. E poi i capelli ricrescono, e saranno ancora più belli! Ti stiamo preparando una sorpresa per farti festa quando tornerai. Torna, Lulù, ormai sei guarita. Ti mandiamo tanti baci.》
Tutti i bambini firmano la lettera, e anche la maestra Serafina. La mettono in una busta, incollando il francobollo e la imbucano. Ora bisogna solo aspettare.
Un lunedì mattina Lulù torna a scuola, un po' intimidita e un po' pallida. In testa porta in cappellino.
Poi viene il momento delle sorprese! Ogni bambino porge a Lulù il regalo che le ha preparato: Silvano le dona una barchetta di sughero, Marta una collana di perline colorate, Matteo una gomma da masticare mai usata, ancora nella sua carta, Chicco un ritratto di Lulù dentro una cornice, perché Chicco è bravo a disegnare, Toto le regala il suo fischietto da arbitro, Beatrice un mazzolino di mughetti, Luigino una famiglia di uccellini di carta e Matilde la sua palla rossa con le stelline bianche.
E Berto? Dov'è Berto?
Berto non c'è, nessuno l'ha visto.
Tutti si mettono a chiamarlo: - Berto! Berto!
Allora la porta dell'armadio delle scope si apre piano piano ed esce Berto con la testa rapata e liscia come un uovo.
Tutti i bambini esclamano insieme: - Berto! Perché ti sei tagliato tutti i capelli?
E Berto risponde: - È la mia sorpresa! Ieri sono andato con la mamma dal barbiere e mi sono fatto pelare la testa, così adesso siamo uguali, io e Lulù. Adesso possiamo fare a gara per vedere a chi crescono prima i capelli!
Lulù ascolta, poi fa un piccolo sorriso e alla fine scoppia a ridere. Si toglie il cappello e va a sedersi al suo posto.


Tratto da Penne, Matite e Astucci -Storie di scuola
Einaudi Ragazzi