venerdì 25 novembre 2016

QUALCOSA, LÀ FUORI - BRUNO ARPAIA (Il futuro del mondo nei libri)

Ho finito di leggere da pochi giorni il romanzo “Qualcosa, là fuori” e ancora ci penso.
E’ uscito in aprile per l’editrice Guanda ed è stato scritto da Bruno Arpaia.
Il filone a cui si ascrive è quello della narrativa di anticipazione, sottogruppo del genere fantascientifico.
In questo tipo di romanzo l’autore ipotizza il futuro e crea una storia e dei personaggi coerenti con esso. Spesso tra le righe si cela una netta denuncia alla società attuale.
In “Qualcosa, là fuori” siamo nella seconda metà del XXI° secolo e il mondo è una landa inaridita dove gli oceani sono estremamente acidi, le città sono in rovina e tutti i sistemi civili sono saltati.
Tutte le estreme conseguenze dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici hanno trasformato il mondo intero e innescato migrazioni di massa.
La storia ruota intorno a Livio, un sessantenne, che, insieme a centinaia di disperati, parte dall’Italia e cerca di raggiungere la Groenlandia, l’unica terra dove il clima è ancora sopportabile.
Il viaggio, a piedi, per quanto organizzato e strapagato, è irto di pericoli (malattie e bande di predoni in primis).
La narrazione viaggia su due binari: il viaggio della speranza è inframmezzato da continui flashback (forse un tantino troppi e troppo repentini a mio giudizio) che spiegano la storia personale del protagonista e la storia dell’involuzione mondiale.
Viene raccontato come l’aumento delle temperature, il surriscaldamento globale, l’innalzamento degli oceani, la siccità e altri estremi climatici modificano gli equilibri mondiali.
Il lettore è condotto in un viaggio nel tempo che parte dall’iniziale sottovalutazione del problema, al punto di non ritorno, fino alle estreme conseguenze.
In questo romanzo il passato che rivide è il nostro presente con l’attuale forma di “negazionismo” dei rischi climatici. (NdA: Ho letto recentemente questo articolino di Michele Serra che lo spiega meglio di me: l'amaca del 03/11/2016) --->
Il presente narrativo, invece, è il nostro futuro dove i migranti siamo noi.
E poi si intravede un futuro di definitiva rovina.
Con rigore scientifico e attraverso scenari plausibili, nel romanzo, vengono ripercorse le tappe della catastrofe climatica a partire dall’oggi, viste dagli occhi di persone comuni.
Nella narrazione si trovano anche considerazioni su mezzi d’informazione, cultura e sociologia.
Qualcosa, là fuori” è un libro cupo e disperato ma anche interessante e scorrevole che vuole mettere in luce i pericoli che corre il nostro pianeta se non si trova il modo di riparare ai danni che allo stesso abbiamo causato.
E’ un semplice romanzo ma fa pensare e lascia il lettore con una domanda da brivido: “il punto di non ritorno l’abbiamo già superato?”.

I libri del filone “narrativa di anticipazione” e/o “post-apocalittico” difficilmente ipotizzano un ritorno al paradiso dell’Eden, ma, anzi, non immaginano niente di buono per il nostro sconclusionato piccolo mondo rotondo.
Rientrano in questo genere letterario alcuni romanzi, considerati ormai dei classici, che tutti dovrebbero aver letto, e altri più recenti ma altrettanto interessanti.
Di seguito elenco alcuni di questi romanzi che ho letto (di tutti ne è stato tratto anche un film).

  • 1984 – Orwell (Imprescindibile! Perché il termine “grande fratello” non l’ha inventato la televisione!)
  • I figli degli uomini – P.D. James (e se al mondo non nascessero più bambini?)
  • La strada – Mc Carthy (Post-apocalittico per eccellenza)
  • Hunger GamesSusanne Collins (più recente e per ragazzi ma non privo di aspetti interessanti)
Buona lettura… e buona riflessione.

Denny

Questo articolo partecipa al Venerdì del libro su HomeMadeMamma

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