lunedì 30 dicembre 2013

IL GIORNO DI NOTTE

lunedì
passerà
e intanto passa da te
quello che,
quel che resta di me

luci blue
che sarà
quest'ansia dentro di me
che monta,
monta come un refrain

e il mattino sembra un Van Gogh, un po' Manet e un po' Mirò
e mi chiama verso scarpe rotte e cieli accesi e rumorosi
che non mi portano via ma mi riportano la dove sei, dove sai

Via così
senza più
guardare in faccia gli eroi
che siamo noi
siamo noi forse tu

Via così
se ne andrà
nel vino che è verità
e nel vino tornerà

e la notte torna Van Gogh, un po' Manet e un po' Mirò
e mi porta verso lucidi banconi, cieli tersi e silenziosi
che mi riportano via ma non mi portano la dove se, dove sai....via da me

ERNEST MILLER HEMINGWAY (OAK PARK, 21 LUGLIO 1899 – KETCHUM, 02 LUGLIO 1961)


NEWS - MICHAEL SCHUEMACHER, GRAVE INCIDENTE SULLE PISTE DA SCI.

FORZA SCHUMI


















Notizie da Fanpage.it

Notizie da La Stampa


sabato 28 dicembre 2013

venerdì 27 dicembre 2013

IL PIRATA E LA SIRENA

Un giorno il guardiano di un faro stava osservando con il suo cannocchiale il mare.
Le acque erano calme e tranquille ed il sole specchiandosi tingeva d’oro le loro increspature. Il cielo era sereno e di un azzurro intenso, armonizzava perfettamente con il mare.
Il guardiano con il cannocchiale perlustrava l’orizzonte in continuazione ma ad un tratto fissò in un punto preciso il suo apparecchio: in lontananza qualcosa si muoveva.
Un minuscolo puntino si faceva poco a poco più grande fino a delinearsi in un veliero. Chissà di che nave si trattava? Forse un mercantile. Non fece tempo ad appurarlo che un brivido gli percorse la schiena e lo terrorizzò: il veliero issava una bandiera nera con disegnato un teschio, era una nave pirata e la più temibile e crudele che solcasse quei mari.
Il suo comandante era chiamato Capitan Morten in riferimento alla morte che seminava senza pietà dovunque approdasse.
La notizia dell’arrivo dei pirati in breve si sparse per tutta la cittadina. Le campane cominciarono a suonare a distesa, il suono era cupo e grave ad annunziare la calamità ed il pericolo che sovrastava quella città. Fu un fuggi via generale: porte sprangate, nascondigli impensati, rifugi segreti, animali messi in salvo e nascosti.
In poco tempo la città fu vuota sembrando una città fantasma.
Intanto Capitan Morten ed i suoi uomini erano sbarcati in prossimità della spiaggia. Si prestavano a brindare con rum e gin, i boccali di rame scandivano rumorosamente, un baccanale infernale si elevava nell'aria.
Tre pirati che si erano allontanati tornarono poco dopo con un capretto e un barile di vino, avevano a colpi di scimitarra abbattuto la porta di un ovile prelevando l’animale e sfondato il portone di una cantina.
Furono accolti dalle grida festanti e sguaiate di quella teppaglia come dei vincitori di chissà quale impresa. Non ci fu scampo per il povero animale, in breve tempo fu messo ad arrostire allo spiedo; il fuoco ardeva sulla spiaggia e la sua tenera carne rosolava per bene mentre in cerchio attorno al fuoco quei forsennati se la godevano schiamazzando, bevendo, imprecando.
Alcuni quasi ubriachi si stendevano sulla sabbia biascicando parole incomprensibili, altri addormentati russavano così forte da coprire il fragore delle,onde che lambivano la spiaggia.
Furono svegliati bruscamente a suon di manate, pugni e strattoni dai loro compagni. Capitan Morten distribuiva porzioni di capretto ai suoi uomini, il tutto annaffiato di buon vino appena trafugato.
Per tutto il giorno i pirati fecero baldoria e per l’indomani avevano in mente di saccheggiare il paese e di darsi alla pazza gioia.
I cittadini sapevano le abitudini di quegli esseri insani ed avevano ben nascosto le loro donne: madri, mogli, sorelle, figlie e perfino fanciulli. Tutto ciò perché temevano gli atti di violenza nei loro confronti, intanto pur stando nascosti stavano all'erta, sempre tesi ad ogni rumore sospetto e pregavano perché quell'inferno finisse presto.
Il giorno dopo Capitan Morten ed i suoi uomini entravano sogghignando spavaldi in città, nei loro volti si leggeva una fierezza selvaggia. Non persero tempo a mettere in atto i loro insani propositi, cominciarono col depredare botteghe, specialmente quelle che vendevano oggetti costosi a quel tempo: oro, argento, metalli preziosi, spezie aromatiche o farmaceutiche. Ma non si accontentarono, fecero provviste per la loro dispensa e per la loro cambusa, alleggerirono i cittadini di animali, di viveri di ogni genere, di liquori e vini. Diedero l’assalto ai granai, trafugarono quintali di farina, non risparmiarono nulla che a loro interessasse. Infine ebbero attenzioni disoneste anche per le donne che riuscivano a scoprire, ma i cittadini riuscirono a difenderle anche con sacrificio di sé stessi, da veri uomini dignitosi e fieri di giustizia.
Dopo tanto raccapriccio provato dai poveri abitanti di quel luogo e tanta scelleratezza da parte dei pirati, Morten ordinò ai suoi uomini di ritornare sulla nave con il bottino conquistato. Dopo aver caricato il tutto la nave si illuminò a giorno, si fece baldoria, un baccanale impossibile che si udiva a molta distanza e che teneva la popolazione in continua tensione e paura.
Intanto i pirati pur banchettando ragionavano e progettavano un nuovo viaggio per poter depredare una nuova città e rendere il loro bottino più consistente. Capitan Morten con la carta spiegata sul ponte della nave illustrava ai suoi uomini più fidati i suoi intenti ed il nuovo itinerario da seguire, ma per un attimo fu indeciso e barcollò, la stessa cosa successe agli uomini che aveva accanto: si sentirono storditi e non sapevano farsi una ragione. Poi non ebbero più dubbi, si affacciarono tenendosi aggrappati al parapetto a balaustra della nave e videro una luce intensa che si rifletteva su di loro. Fecero molta fatica a distinguere da dove provenisse ma pian piano la visione fu nitida e reale: su un grande scoglio poco distante da dove la nave era ancorata, una figura di fanciulla emanava fasci di luce.
Seppur stordito e confuso facendo forza su sé stesso il comandante chiese alla fanciulla:
- Chi sei strana creatura?
- Mortisia la sirena di questo mare. – Rispose risoluta la strana figura.
Un ghigno beffardo trasparì dalle labbra del capitano ed i suoi uomini e finì in una sonora ed ironica risata. La fanciulla non si intimorì di fronte a tanto cinismo e continuò a parlare:
- Tu sei venuto sulle coste di questa città per incutere terrore e nuocere a questi pacifici cittadini, dovresti andartene, di male ne hai fatto abbastanza!
Capitan Morten rispose sarcastico:
- Proprio tu Mortisia che porti un nome di sventura osi parlare? Ti ordino di tacere!
La sirena continuò  imperterrita:
- Non tacerò! Io come creatura del mare nacqui senza un nome proprio, ma una notte di tempesta fui testimone del naufragio di un peschereccio. Un pescatore per improvviso malore scomparve tra i flutti del mare senza che io potessi aiutarlo e non fu più ritrovato. Il mio dolore fu così acuto che da quel triste giorno imposi a me stessa il nome di Mortisia, in ricordo di quella notte orribile e per rispetto di quella morte prematura ed improvvisa.
Ella continuò triste:
- Vedi Capitano il mio nome non porta sventura ma è un invito alla prudenza, i cittadini di questo luogo lo sanno e non osano più avventurarsi in mare quando il maltempo non lo permette.
- Capitano! – gridarono gli uomini scuotendolo dal suo mutismo – non l’ascoltiamo! Vuole solo confonderci, siamo uomini forti, navigatori provati dalle dure lotte e combattenti, non possiamo dare retta ai sentimentalismi sciocchi di questo strano essere. Capitano, Capitano...!
Morten era visibilmente colpito e commosso dal racconto della sirena e si chiuse in sé stesso in assoluto mutismo, aggrappato al parapetto della sua nave guardava il mare assorto nei suoi pensieri.
Mortisia tutta raccolta sul suo scoglio guardò la luna e cominciò a cantare, la sua voce melodiosa si diffondeva nella notte e faceva breccia nel cuore del Capitano.
Gli uomini chinarono il capo rassegnati, avrebbero probabilmente perso il loro comandante. Infatti Morten si riebbe un istante e rivolgendosi ai suoi uomini con voce ferma e grave disse:
- Il mio compito è finito, non ci saranno più scorribande nelle città, non approderò più su coste indifese per mietere terrore e depredare, non userò più violenza verso i deboli e gli indifesi. Mi ritiro da questa vita insana!
I suoi uomini lo guardarono perplessi e incapaci di qualsiasi reazione, ma Morten imperterrito comandò:
- Tu Paco – indicando uno dei suoi uomini migliori – sarai il nuovo comandante, affido a te la ciurma. Calerai tutte le scialuppe di salvataggio in mare e ve ne andrete su di esse dove riterrete opportuno. Io rimango qui con la mia nave, ma prima – proseguì il Capitano con voce rotta per l’emozione – firmerai questo trattato di pace.
Srotolò con fermezza una pergamena sulla quale scrisse a caratteri cubitali che perennemente su quella costa era vietato lo sbarco ai pirati di qualsiasi ceto o nazione.
Paco fedele al suo comandante firmò il trattato ed entrambi sigillarono lo scritto con il proprio marchio di casta e di appartenenza alla navigazione pirata. Poi fu il momento dell’addio, Morten abbracciò i suoi uomini compito e freddo come un vero e forte uomo di mare.
Quando tutti gli uomini furono disposti sulle scialuppe con viveri e soccorsi e gradatamente si allontanavano dalla sua vista, al comandante dal cuore duro sfuggì una lacrima di malinconia e rimpianto, ma subito l’asciugò con impulsivo orgoglio.
Mortisia smise di diffondere le dolci note modulate dalla sua ugola d’oro ed indirizzò il suo sguardo verso il Capitano il quale rimase così affascinato e colpito che mitigò la sua durezza in un lieve sorriso appena percettibile ma significativo.
Oggi ancora dopo tanti anni, sulla costa di quella città è in vigore l’abolizione della pirateria navale in ricordo di quei tempi tristi ma poi in seguito fiorenti di pace e serenità.
La nave del Capitan Morten è diventata un museo illustre che ricorda gesta di terrore ma anche di coraggio e di fierezza e d’amore tra un pirata e una sirena.
Morten e Mortisia sono il simbolo della speranza e della vita anche se sai loro nomi non ne traspare il significato.


MORALE: La violenza e l’arroganza non ci insegnano ad essere veri uomini ma solo il coraggio delle nostre azioni unite all'amore ed alla comprensione ci danno la conferma di esserlo.



Milano. 06 luglio 1987

Nonna Mariuccia 

SMILE - IL DOPO NATALE.....

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - FORZA VECCHIO CUORE GRANATA




Questo ciondolo mi è stato richiesto per un grandissimo tifoso del Torino FC in occasione di questo Natale.Un oggetto UNICO, creato in esclusiva.




Alessandra

giovedì 26 dicembre 2013

CAMPAGNA - CONTRO I BOTTI DI CAPODANNO


E anche quest'anno volge al termine.
Tutti ci aspettiamo qualcosa di diverso e di molto bello per l'anno che verrà.

Come festeggerai?

Stapperai una bottiglia di spumante e brinderai con la tua famiglia e amici o farai scoppiare qualche petardo e fuoco d'artificio?
PENSACI.....i botti sono pericolosi, rumorosi e costosi! Spaventano i bambini, anziani e anche ai nostri amici pelosetti.
Ridi, schiamazza e grida d'allegria, ma pensa alla tua sicurezza e a quella dei tuoi cari.

mercoledì 25 dicembre 2013

♫ LUCIANO LIGABUE ♪ CIO' CHE RIMANE DI NOI ♫ (video & testo) ♪

Natale e dolore.
Saprete sicuramente che è uscito da qualche settimana il nuovo album di Luciano Ligabue (Mondovisione) e in radio circola già il secondo singolo.
Io vorrei porre l’attenzione su una canzone che non sarà mai un singolo ma che personalmente mi ha colpito moltissimo, che sento molto mia e che purtroppo capisco perfettamente.
Perché Natale è gioia e calore ma a volte anche dolore. Purtroppo capita che “il Natale non lo senti”
La canzone è “Ciò che rimane di noi”
Nel libro “La vita non è in rima” l’autore ne spiega la genesi dicendo solamente che nasce da un lutto.
La riservatezza di questo artista è nota ma da un paio di interviste si sa che Luciano Ligabue e la sua compagna (oggi moglie) qualche hanno fa hanno perso un bambino a gravidanza inoltrata.
Posso quindi dedurre che questa canzone sia nata dalla morte di Lorenzo Ligabue.
E’ una canzone dura ma vera… e il periodo di Natale a volte è proprio difficile.

Riferimenti:





Cosa c'è 
e cosa no 
che ci portiamo via 
chissà se ciò che senti 
lo sentirai per sempre 
cosa va 
e cosa no 
in questa fantasia 
e come non é andata 
e cosa non è stato 

È un natale molto duro 
sembra vuoto dentro 
su ogni tuo regalo 
non c'è scritto niente 
quando sai com'è l'abisso 
non sei più lo stesso 
ti tieni un po' più stretto 
a chi ti tiene stretto 

Però alla fine di questo dolore 
sarà fin troppo alla luce del sole 
ciò che rimane di noi 
cosa rimane di noi 
però alla fine di questo dolore 
dovremo sempre comunque contare 
su ciò che rimane di noi 
cosa rimane di noi 

Cosa c'è 
e cosa no 
che ci fa compagnia 
e si è piazzato dentro 
e non l'abbiamo scelto 
cosa va 
e cosa no 
in questa lotteria 
a volte paghi molto 
rispetto alle tue colpe 

È un natale molto duro 
a luci quasi spente 
su ogni mio regalo 
non c'è scritto niente 
quando sai com'è l'abisso 
non sei più lo stesso 
sai solo andare avanti 
per come sei adesso 

Però alla fine di questo dolore 
Sarà per sempre alla luce del sole 
ciò che rimane di noi 
cosa rimane di noi 
però alla fine di questo dolore potremo sempre comunque contare 
su ciò che rimane di noi 
cosa rimane di noi 

È un natale molto duro 
quando non lo senti 
e sulle luminarie 
non c'è scritto niente 
dopo il giro nell'abisso 
Non sei più lo stesso 
puoi solo andare avanti 
con tutto quanto addosso 

Però alla fin di questo dolore 
sarà più chiaro alla luce del sole 
ciò che rimane di noi 
Cosa rimane di noi 
però alla fine di questo dolore 
potremmo comunque contare 
su ciò che rimane di noi 
cosa rimane di noi.


Denny

martedì 24 dicembre 2013

CION CION BLU - PININ CARPI


 METTI UN LIBRO SOTTO L'ALBERO

Voglio inaugurare la rubrica che tratta di lettura, con un libro per bambini che può essere anche un ottimo consiglio per un regalo di Natale dell’ultimo minuto.
Sulla quarta di copertina l’indicazione di età di lettura dice 9 anni ma lo si può leggere ai bambini anche molto prima.
Io l’ho letto la prima volta a mia figlia quando aveva circa 4 anni e poi lo abbiamo letto e riletto tantissime volte, tanto che anche il piccolo, che adesso ha 5 anni e mezzo, lo conosce benissimo.
Sono innamorata di questo libro, scoperto qualche anno fa grazie a qualche recensione sul web, e non mi spiego perché sia meno conosciuto rispetto ad altri libri per bambini.
Aspetto con ansia il giorno in cui ne faranno un film a cartoni animati.
Il libro di cui parlo è stato edito per la prima volta negli anni 70 e poi ha avuto diverse riedizioni. Le ultime nella collana “Il battello a vapore”. (Esiste anche l’e-book che costa meno di 3 euro)
L’autore, un milanese ormai scomparso, è Pinin Carpi e il titolo in questione è “Cion Cion Blu”.

Cion Cion Blu è un contadino cinese che veste solo di blu e arancione; ha un gatto tutto blu e un cane tutto arancione. E un pesciolino che si chiama Bluino. Una notte, la neve ricopre di fiocchi bianchi tutti i suoi alberi di aranci: quanto buon gelato d’aranciata! Per venderlo al mercato Cion Cion Blu s’incammina…

Così inizia la storia… ma poi è un turbinio di personaggi strampalati, avvenimenti strani e tanta magia. Non manca neanche la morale.
Il mio consiglio è: leggetelo, fatelo leggere, regalatelo…

Buona lettura e Buon Natale.


Denny

lunedì 23 dicembre 2013

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - ORECCHINI A FIORE




I complementi migliori per una donna,  FLOWERS POWER.




Alessandra

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - ORECCHINI TORTA DI MORE




Eleganza e bontà a braccetto.



Alessandra

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - ORECCHINI A BOTTONE




Colori assortiti da abbinare ad ogni look.



Alessandra

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - FOLLETTO E STELLA DI NATALE



Simpaticissimo folletto e Poinsettia per un magico Natale.


Alessandra

LE CREAZIONI DI ALESSANDRA IN FIMO - COLLANE CON FIORE





Corolle colorate




Alessandra

COLLANA OPACA CON FIORE


La bellezza del fimo anche in versione mate.

Alessandra

COLLANA CON SCARPETTA E PERLINE


« Il bel danzar che con virtù s'acquista
per dar piacer all'anima gentile
conforta il cuore e fal più signorile
e porge con dolcezza allegra vista. »

Guglielmo Ebreo da Pesaro, De pratica seu arte tripudii.

Alessandra

COLLANA CON MACARON


Buoni da mangiare o belli da indossare.

Alessandra

COLLANA CON FIORE E PERLINE


La delicatezza dei fiori ha sempre il suo fascino.

Alessandra

COLLANA CON FARFALLE


Le farfalle più colorate non si sentono nello stomaco, ma si indossano.

Alessandra

CIONDOLO CUPCAKE E CIONDOLO CUORE


Per gli innamorati golosoni.

Alessandra

CIONDOLI


Spazio alla fantasia, ogni piccolezza può diventare un dettaglio di lusso.

Alessandra

domenica 22 dicembre 2013

BRACCIALETTO TORTA ALLE FRAGOLE


Sarà impossibile resistere a questa dolcezza infinita.

Alessandra

BRACCIALE DONUTS


Non tutte le ciambelle escono col buco, ma Homer Simpson ci ha insegnato che i Donuts sono il complemento ideale in ogni occasione. 

Alessandra

BRACCIALE E ORECCHINI CON TORTA


Coordinato con fettine di torta, per chi al dessert non ci rinuncia.

Alessandra

BRACCIALE CON DOLCETTI


Per i più golosoni, fettine di torta e cupcakes :)

Alessandra

BRACIALE CON BISCOTTINI


La dolcezza che si indossa.

Alessandra

BRACCIALE ABBRACCI E GOCCIOLE


Per gli amanti degli Abbracci e delle Gocciole, un braccialetto dolcissimo da non confondere con i biscottini della mattina! 

Alessandra

BRACCIALE CON ROSELLINE COLORATE


Profumo di primavera in ogni stagione con questo colorato braccialetto a roselline! 

Alessandra

COLLANA LUNGA CON GIRASOLE


Cosa rende una giornata grigia una splendida giornata di sole, se non la bellezza di un radiante girasole?

Alessandra

mercoledì 18 dicembre 2013

MUSIC - KARAOKE - FAFO ft TIZIANO FERRO - TROPPO BUONO

BENVENUTI...WELCOME...BENVENUES...BIENVENIDOS...HERZLICHEN WILLKOMMEN.


17/18 dicembre 2013 h.23.50


Quest'anno è quasi finito...un anno difficile per molti italiani....e io, sono compresa tra quelli. 


E poi, sotto l'albero tutto illuminato a festa metti il tuo primo regalo, dedicato a te e a tutti contemporaneamente. Un progetto, un semplicissimo progetto che vuoi veder crescere ed arricchirsi insieme. E crei un blog, una raccolta. E questo è TUTTO PER TUTTI, una raccolta di un po' di tutto dedicato a Tutti, dai bimbi ai nonni. 
Qui raccoglierò un po' di ogni cosa, da ricette di cucina a consigli per il giardinaggio, da piccole recensioni letterarie a un fai-da-te veloce veloce magari da fare con i piccoli di casa, da una fiaba a un piccolo spazio gestito da 2 adolescenti con tanta fantasia e voglia di vivere. 
Insomma, chi vorrà seguirmi, qui potrà trovare una piccola soluzione o un consiglio, una ricetta o un suggerimento. 
Grazie a chi mi accompagnerà in questo "viaggio" e chi mi aiuterà a crescere e migliorare anche con le critiche costruttive.

Kly

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Clizia Basilico